giovedì 26 gennaio 2012

Tristesse Contemporaine

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 I Didn't Know

I didn’t know what I was doing ‘til I was doing it
I didn’t know where I was going ‘til I abused it
I didn’t know that the city was a heart attack
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Il Nuovo Giardino Magnetico presenta: ''Le Fil Rouge Carousel''

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TRACKLIST
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                                      01 - Madrid: Magree - da (Ici D'Ailleurs, 2000) [recitato in italiano]
                                      02 - Grimoon: Frontière - da (Macaco Records, 2006) [Italia]
                                      03 - Benjamin Biolay : J'ai Des Doutes - da (Naïve, 2011)
                                      04 - Arthur H : Confessions Nocturnes : da (Polydor, 2005)
                                      05 - Holden: Madrid - da (Le Village Vert Records, 2006)
                                      06 - Noir Désir: Le Vent Nous Portera - da (Barclay, 2001)
                                      07 - Rene Aubry : Le Vent (G. Brassens) - da (Hopi Mesa, 1998)
                                      08 - Les Ogres De Barback: Ma Te^te En Mendiant - da (Irfan, 2011)
                                      09 - Moussu T E Lei Jovents: Desamarra! - da (Manivette, 2008)
                                      10 - Marianne Dissard : Les Draps Sourds - da (Le Pop Musik, 2008)
                                      11 - Pascal Comelade: Domisiladoré - da (Les Disques Du S..,1998)
                                      12 - Yan Tiersen: Les Jours Heureux : da (Labels, 1998)
                                      13 - Yan Tiersen/D. A. : Les Bras De Mer - da (Labels, 98)
                                      14 - Arthur H: Adieu Tristesse : da (Polydor, 2005)
                                      15 - Grimoon: Lucie - da (Macaco Records, 2006) [Italia]
                                      16 - Arnaud Fleurent-Didier : France Culture - da (Sony,  2010)
                                      17 - Brigitte Fontaine .. : Le Grand-Pere - da (Wrasse,  2011)
                                      18 - Les Ogres De Barback : Comment Je Suis .. - da (Irfan, 2011)
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lunedì 23 gennaio 2012

Exotica 2012

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L'esercizio proposto dal californiano Andrew Pekler in Sentimental Favourites (Dekorder, 2011) risulta subito evidente: ricreare le sensazioni di un'estate eterna e di un passato melancolico; far rivivere le suggestioni degli anni Sessanta e Settanta (lui cita come fonte ispirative Burt Bacharach, Jimmy Webb, The Carpenters, The Mystic Moods Orquestra, Santo & Johnny e 101 Strings) attraverso una prospettiva del tutto personale, in cui il musicista resuscita i vecchi suoni dell'easy listening facendoli confluire in telai strutturali contemporanei, un cortocircuito di dinamiche che in qualche caso possono ricordare le produzioni di artisti come Fennesz o Caretaker. Perkler ha inseguito e amato quel suono, si è ubriacato del suo candore e ottismo per tornare a restituircelo una quarantina d'anni più tardi dopo averne metabolizzato aromi e sensazioni volatili, come chi cerca di dipingere un ritratto partendo da un ricordo vago, o da una polaroid sbiadita. Mulinelli ambientali, melodie deformate dal viaggio, maree confuse nel tempo, tramonti frammentati e altre meraviglie, Sentimental Favourites è un disco che vi farà sognare.
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Produttori di un altro livello # 2

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Il ''produttore di un altro livello'' ama presentarsi al suo pubblico cambiando continuamente identità. Dopo il magnifico Tomorrow uscito lo scorso anno a nome Wagon Christ - il progetto che più di ogni altro ha saputo dare a Luke Vibert una certa visibilità artistica - con Back In Time (Ninja Tune, 2012) il dj inglese rispolvera l'alias mantenuto più o meno intatto dal 1996, quando come Plug valicava i confini dell'elettronica pubblicando uno dei lavori più importanti e innovativi in quell'ambito, Drum 'n' Bass For Papa (Blue Angel): 19 traccie in cui, a dispetto del titolo, il drum'n'bass veniva riletto con estro anarchico e costituiva solo il punto di partenza dal quale iniziare a costruire elaboratissime sequenze musicali costantemente in evoluzione, con i breakbeat al servizio di quello che ormai possiamo benissimo considerare un genere a sè, ovvero il vibert-style. Il nuovo disco, si diceva; rimanda direttamente al vecchio capolavoro, mantenedo quasi intatte le strutture e le atmosfere che hanno reso così speciale Drum 'n' Bass For Papa. Non a caso sembra si tratti del recupero/restauro di vecchi nastri in dat precedentemente persi da Vibert nel suo affollatissimo studio in Cornovaglia. Titolo (Back In Time, appunto) e copertina non ne fanno mistero. Ma il ''produttore di un altro livello'' riesce sempre a realizzare lavori capaci di trattare l'attualità. Oltre tutto quella di Vibert è sempre stata una musica poco inquadrabile, un minestrone di giustapposizioni sempre al limite della sorpresa sonora. Un gioco continuo tra le diverse parti (siano esse jungle, funk, jazz, exotica, frammenti di musica da film noir, suggestioni etniche ) con soluzioni d'arrangiamento innovative e intelligenti, una terra da percorrere in tutta la sua estensione e da cui rivolgere lo sguardo ancora un po' più oltre.
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domenica 22 gennaio 2012

Pinch & Tectonic

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PINCH: FABRICLIVE 61 (Fabric, 2012)
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Con il volume 61 della serie FabricLive, Rob Ellis, alias Pinch, ci consegna l'ennesima, impeccabile prova di classe, confermando ancora una volta tutto il talento che lo contraddistingue sia come produttore che come manager discografico. Pescando a piene mani dai vinili della Tectonic (l'etichetta che gestisce), in questo mix il dj riassume alla perfezione le sue costanti creative di sempre: oscurità, innovazione e purezza. Un suono ibrido e ardito allo steso tempo, che attraverso un certo vigore ritmico, ad esclusione di qualche momento un pò più profondo e meditativo (come in Rooms Within A Room, ripresa dallo splendido disco in coppia con Shakleton ), evita di impantanarsi nella monotonia di registri troppo uniformi. Grande musica dalle atmosfere urbane e notturne quindi, con i soliti bassi che fracassano il petto. E se è vero che un genere musicale non si può solo leggere sui giornali, ma va vissuto e ascoltato in prima persona nei luoghi più adatti a determinarne le sonorità, lavori come questo ci permettono di vivere quello spirito in prima persona. Se questo è solo l'aperitivo si prospetta un'altra incredibile annata in ambito dubstep in tutte le sue possibili filiazioni. Quì è possibile ascoltare l'intero mix.
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AUTHOR: AUTHOR (Tectonic, 2012)
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Dietro l'esordio di Author stanno in realtà due produttori consacrati con base a Leeds: Jack Sparrow e Ruckspin. Questo loro lavoro omonimo uscito sul finere del 2011 è l'ennesima testimonianza di come la Tectonic di Rob Ellis (di cui abbiamo appena tessuto le lodi) si stia distinguendo tra le etichette dubstep per la capacità di muoversi entro i limiti e le possibilità del genere, con un occhio rivolto ai giorni delle prime sperimentazioni che fecero del dubstep uno stile così nuovo e eccitante, prima cioè che arrivasse la diffusione massiva (e quindi modaiola) di internet. Author, in particolare, opta per una approssimazione cinematica, a volte quasi orchestrale, dei suoni e dei ritmi in bassa frequenza. Portare il downtempo di classe nella cultura dello UK Bass, insomma. Dalla Tectonic offrono come riferimento le incursioni dub e jazzy di Kruder & Dorfmeister, della Cinemati Orchestra e, in genere, dei disci della Mo'Wax. Il tema d'apertura, Turn , con la partecipazione vocale di Ed Thomas, stabilisce subito il tono e lo stato d'animo del disco, ribadito nei pezzi successivi fra soul-jazz in slo-motion, romantiche penellate di fiati e atmosfere fantasmagoriche. Un lavoro raffinato senza particolari pretese clubbistiche, ne avanguardiste, ma che delizia per equilibrio formale e per il senso di profonda intimità che riesce ad infondere in tutte le otto tracce che lo compongono. [ascoltalo su Soudcloud]
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Extra Reggae

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Your Light Like White Lightning, Your Light Like A Laser Beam è il fantastico debutto sulla lunga durata per Extra Classic, combo californiano costituito da musicisti fuoriusciti da alcuni gruppi della galassia indie-pop della Bay Area (The Donkeys, Fruit Bats,Papercuts e The Anniversary) che danno vita a questo particolare e inedito progetto lanciato dal proprietario della Manimal Vinyl, Paul Beahan, che attraverso un equipaggiamento rigorosamente sessanta/settanta e prestando fede all’estetica vintage dei grandi producer giamaicani, ci propone una credibile riedizione di reggae roots e esteca occidentale. Una giungla di suoni stimolante in cui, oltre a rigogliosi ritmi in levare (le solite camere d'eco dub alla Lee Perry), confluiscono echi west coast (sunshine pop californiano, corredo hippy) chitarre pseudo funkadeliche e richiami al soul della Motown. E po c'è il cantato della tastierista Adrianne “Dri” Verhoeven che, soprattutto laddove la sezione ritmica si fà un po' più vigorosa, non può non richiamare alla memoria alcune band post punk della Londra di fine anni Settanta (si pensi ad esempio alle Slits). Ciò che però sorprende di questo lavoro è il modo in cui tutto convive e si combina in un unicum di gran classe, dovuto tanto a una certa perizia produttiva quanto alla capacità del gruppo di metabolizzare i suoni e farli propri, restituendoci un risultato non solo estremamente originale, ma anche assolutamente godile.



sabato 21 gennaio 2012

Everything Will Be Okay

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Volevo informare tutti gli amici del blog che è già iniziata l'opera di ripristino/recupero che un po' alla volta riporterà alla luce le Compilation del Giardino (la lista la potete consultare nella colonna a destra) scomparse dalla rete  a causa dell'imminente chiusura di Megaupload da parte dell'FBI e dell' arresto del suo fondatore, colpendo così uno dei siti in assoluto più noti per il download di contenuti audio/video e destabilizzando le abitudini di milioni di persone in tutto il mondo, tra cui il sottiscritto.

martedì 17 gennaio 2012

Il Nuovo Giardino Magnetico presenta: ''Little Moons''

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TRACKLIST
                                 
                                 01 - GRANT-LEE PHILLIPS - Violet - Da (Yep Roc Rec., 2009)
                                 02 - COCOON - Sushi - Da (Barclay Records, 2010)
                                 03 - SUFJAN STEVENS - John Wayne Gacy, Jr. - Da (Asthmatic Kitty, 2005)
                                 04 - WELCOME WAGON - Up On A Mountain - Da (Asthmatic Kitty, 2009)
                                 05 - THE LEISURE SOCIETY - The Sleeper - Da (Full Time Hobby, 2009)
                                 06 - AVI BUFFALO - Coaxed - Da (Sub Pop Records, 2010)
                                 07 - ANDREW BIRD - Masterswarm - Da (Bella Union, 2009)
                                 08 - THE VILLAGERS - The Meaning Of The Ritual - Da (Domino, 2010)
                                 09 - HJALTALIN - The Boy Next Door - Da (Haldern Pop Rec., 2009)
                                 10 - ERLAND & THE CARNIVAL - East & West - Da (Full Time Hobby, 2011)
                                 11 - LOST IN THE TREES - Song For The Painter - Da (Anti, 2010)
                                 12 - COCOON - Dolphins - Da (Barclay Records, 2010)
                                 13 - BUTCHER THE BAR - Silk Tilts - Da (Morr Music, 2011)
                                 14 - HOLA A TODO EL MUNDO - Hatem Prayer Team - Da (Aut., 2010)
                                 15 - MINIATURE TIGERS - Dark Tower - Da (Modern Art, 2010)
                                 16 - LOCH LOMOND - Elephants And Little Girls - Da (Tender, 2011)
                                 17 - WELCOME WAGON - Unless The Lord.. - Da (Asthmatic Kitty, 2009)
                                 18 - NORFOLK & WESTERN - How To Reel In - Da (Hush Records, 2006)
                                 19 - SODASTREAM - Don't Make A Scene - Da (Fortuna Pop!, 2006)
                                 20 - SLOW CLUB - Dance 'Til The Morning Light - Da (Moshi Moshi, 2009)


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giovedì 12 gennaio 2012

Il Nuovo Giardino Magnetico presenta: ''The Sound Of The Moon''

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TRACKLIST

                                       01 - Mark Lanegan - One Way Street - da (Sub Pop, 2001)
                                       02 - Micah P. Hinson - Beneath the Rose - da (Sketchbook, 2004)
                                       03 - Giant Sand - Chunk Of Coal - da (Fire Records, 2010)
                                       04 - Bob Dylan - Man In The Long Black Coat - da (Columbia, 1989)
                                       05 - Richard Hawley - Don't Get Hung Up In Your Soul - da (Mute, 2009)
                                       06 - Steve Wynn - The Blue Drifter - da (Rhino Records, 1990)
                                       07 - Terry Clarke - The Sound Of The Moon - da (Appaloosa, 2000)
                                       08 - Otis Taylor - Lost My Guitar - da (Telarc, 2009)
                                       09 - Chocolate Genius I. - Enough For You - da (O.L.I., 2010)
                                       10 - Eric Bibb - Flood Water - da (Telarc Records, 2010)
                                       11 - Olu Dara f. Mayanna Lee- Bubber - da (Atlantic, 1998)
                                       12 - Hanni El Khatib - Heartbreak Hotel - da (Innovative L., 2011)
                                       13 - Michael J Sheehy - Nobody's Fault .. - da (Glitterhouse, 2009)
                                       14 - Barry Adamson f. N. Cave - The Sweetest Embrace - da (Mute,96)
                                       15 - Solomon Burke - Flesh and Blood - da (Fat Possum, 2002)
                                       16 - Mark Lanegan - On Jesus´ Program - da (Sub Pop, 1999)
                                       17 - Lhasa De Sela - Rising - da (Warner Bros, 2009)
                                       18 - Tom Waits - Dirt In The Ground - da (Island Records, 1992)


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mercoledì 11 gennaio 2012

Whoua! Whoua!

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C'è stata un epoca in cui le pareti dei locali di Chicago tremavano alle vibranti armonie dei ''cacciatori di teste'' di Muddy Waters e alle schitarrate di un uomo grosso e imponente dal ghigno feroce e dall'aspetto sinistro. Si chiamava Chester Burnett, ma bastarono la sua voce aspra e sporca e il modo di aggredire la chitarra con riff virulenti e precisi, per renderlo famoso a tutti come Howlin' Wolf, importante punto di riferimento per calibri come Yardbirds, Greateful Dead, Paul Butterfield, Rolling Stones, ecc., (solo per citare alcuni dei nomi più famosi che ne interpretarono le canzoni). Da qualche mese è disponibile un box di quattro cd che ripercorre gli anni d'oro del musicista con la mitica Chess, intitolato, appunto, ''Smokestack Lightning, The Complete Chess Masters 1951-1960''. Il box è stato pubblicato dalla Hip-O Select in edizione limitata (5000 copie) e il prezzo si aggira sugli 80 dollari, ma qualora questa cifra non rientrasse nelle vostre possibilità economiche è possibile rimediare quì. Naturalmente stiamo parlando di un oggetto irrinunciabile per chi ha un minimo interesse per questo tipo di materiali retrospettivi e soprattutto per chi non si è ancora messo in casa un solo cd di questo grande (e grosso) e personaggio della musica afroamericana.
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Cresciuto musicalmente nelle chiese battiste del Delta e ascoltando Jimmy Rodgers, che sognava di imitare (''non riuscivo a cantare lo yodel, così cominciai a sfruttare le caratteristiche tonali ringhianti della mia voce'') Wolf incontra sin da giovanissimo alcuni leggendari personaggi del blues locale tra cui Charlie Patton, Blind Lemon Jefferson (di cui fu anche fedele discepolo), Robert Johnson e Sonny Boy Williamson. Dopo il 1945, al termine del servizio militare, viene ingaggiato da una radio locale. Il giovane discografico Sam Phillips registrerà alcuni suoi brani che verranno in seguito dati in licenza ai fratelli Chess. I due convocano il massiccio gigante a Chicago e lo affidano alle cure di Willie Dixon che scriverà per lui tre super classici: ''Smokestack Lightning'' ''Spoonful'' e ''Killing Floor''. Nonostante tutti i tentativi di adattamento alla realtà urbana del nord, Howlin' Wolf resta un disadattato, come alcuni inquieti brani dimostrano (''Moanin' At Midnight, I Asked For Water'', ''Sha Gave Gasoline''). Di Howlin' resterà per sempre impresso quel suo tipico ululato che faceva salire i brividi. Accompagnato dal fido Hubert Sumlin (che secondo alcuni sarebbe suo figlio) Wolf diventerà uno degli artisti afroamericani preferiti dal pubblico bianco . Negli anni '60 la sua magia è in declino, ma resta immutata la carica che il musicista riesce a imprimere dal vivo. Al festival Blues di Ann Harbour (nel 1972) arriverà, infatti, sul palcoscenico a cavallo di una motoretta; tenterà di scalare i tralicci che reggono il palco, tirando giù i tendaggi delle cuinte, prendendo a pugni il bassista, improvvisando una danza scimmiesca e usando come orchestra i cucchiai da minestra. poi, inseguito dai tecnici, scapperà seminando tutti. Ma sono gli ultimi fuochi. Stanco e malato morirà nel 1976.
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