mercoledì 12 ottobre 2011

Anima Latina forever!



Proprio quando la gente iniziò a considerare Lucio Battisti un monumento, lui scappò in Sud America per inventare nuovi sincretismi sonori. Anima Latina (Numero Uno, 1974) non contiene singoli da classifica, ma rovescia sul pubblico un torrente di suoni inediti, elaborati, impossibili da memorizzare al primo ascolto.Il nuovo Battisti viaggia tra folk, ritmi sudamericani e progressive: con tanti saluti alla hit-parade. Ecco cosa scrisse qualche anno fa il giornalista Christian Zingales  a proposito di questo disco: "Perverso da una straniante sensibilità psichedelica e affilato da una sensualità torbida, il disco è di una bellezza da lasciare senza fiato. Un suono rotondo e rarefatto, raggiante e sfuggente, con lo studio di registrazione e la voce di Battisti che diventano strumenti in mezzo a un trionfo di fiati, sintetizzatori, e percussioni. La voce è registrata bassissima per innalzare il livello di partecipazione dell'ascoltatore all'esperienza musicale. Parola d'ordine ''fuggire il mito della spontaneità'', in una ricerca ossessiva di un automatismo paradisiaco. A uscirne è un quadro nebbioso e lampeggiante, lontano dalla sua perfezione dalla realtà e dalla retorica dell'umano. E' qualcosa che dà senso compiuto a quell'ansia perfezionista che ha sempre accompagnato il Battisti musicista, uno che anche quando vigeva il ''buona la prima'' spiegava con passione ai limiti del maniacale a tutti i musicisti cosa avrebbero dovuto fare per ottenere quel particolare suono. Uno da sempre affascinato dalle possibilità offerte dalla tecnologia, che ha sempre trovato nella sperimentazione la centrale risorsa produttiva. I testi di Mogol sfilano tra suggestioni naturalistiche e giochi più che mai enigmatici, prefigurando inconsapevolmente futuri scenari battistiani. [...] Ogni pezzo è stratificato e mutante, trafitto da segni alieni e da improvvisi cambi di rotta, acceso da correnti jazz, dirottato verso finali imprevisti [...] Siamo nel 1974 ed è già un trionfo di nullità che rimpiangono ''il buon vecchio Battisti'', di critici e musicisti falliti che si riempiono la bocca spiegando che ''Anima Latina'' non è musica. Il disco oscuro di Battisti apre inevitabilmente un nuovo percorso''. Buon ascolto!
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2 commenti:

  1. Nunca imaginé que Lucio Battisti sonaría así.
    En los años de la invasión (musical) italiana en España fué toda una superestrella.
    ... il mio canto libero ....
    Sorprendente!

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  2. A ser sincero me convencí a ascuchar por la primera vez los discos de este hombre bastante tarde, cuando empecé a entender que no todo (o no siempre) lo que es popular/comercial es sinónimo de mala calidad. Desde entonce no he dejado de adorar el trabajo de este artista y en general la mayoria de su pruducion discografica que esconde verdaderas joyas como esta.

    Un abrazo

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