Visualizzazione post con etichetta Gonjasufi. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta Gonjasufi. Mostra tutti i post

domenica 26 settembre 2010

Tè al party del califfo


Gonjasufi – The Caliph’s Tea Party (Warp, 2010)


Il misticismo accompagna la musica da sempre. Ma se qualcuno si limita a fumare canne e a fare gesti di pace con le dita, altri, come nel caso di Gonjasufi, praticano attivamente la spiritualità e la applicano al loro discorso musicale abbattendo ogni tipo di frontiera spazio temporale (e musicale). Ora, dopo aver stupito con le elaborazioni visionarie dello splendido ''A Sufi and A Killer'' l'invito a prendere un tè con lui al party del Califfo viene accolto con la giusta dose di spiritualità da un gruppetto di talentuosi remixatori ( lista sotto ) che danno un volto nuovo ai brani originali intercambiando visioni e idee di partenza a favore di nuove reinterpretazioni. Gli ingredienti sono sempre gli stessi (ecco perchè forse manca un po' l'effetto sorpresa), ma i risultati sono spettacolari, (forse) adirittura superiori a quelli del già sublime materiale di partenza, per un indefinibile e seducente mix fatto di mille beats psichedelici e soul cosparsi di spezie, un suono immerso nei narcotici con le voci fuori asse che assumono tratti (anche in questo caso) quasi acidi. Puro sciamanismo pop in un costante trip. Una meraviglia! Disco della settimana, del mese, ...(http://remix.sufisays.com/)

Tracklist

01. Ancestors (Dreamtime) (Mark Pritchard Remix)
02. Candylane (Bibio Remix)
03. Ageing (Dam Mantle Remix)
04. The Caliph’s Tea Party (Broadcast & The Focus Group “DedNd” Remix)
05. Kobwebz (Jeremiah Jae Remix)
06. Love Of Reign (Bear In Heaven Remix)
07. She’s Gone (Oneohtrix Point Never Remix)
08. Holidays (MRR Remix)
09. Change (Shlomo Remix)
10. My Only Friend (Hezus Remix)
11. DedNd (agdm Remix)
12. SuzieQ (Dem Hunger Bowel Blood Remix)


domenica 21 marzo 2010

Around the word: ethno-collisions 2010

.MADLIB MEDICINE SHOW # 3:
Beat Konducta in Africa (Stones Throw, 2010)

Madlib, The Beat Konducta, Quasimoto, The Loop Digga, Yesterdays New Quintet, e ancora Madvillain (con FM Doom), Lootpack, Jaylib, Mind Altering Demented Lessons In Beats ... e basta, dai! Dietro a questo muro di moniker in realtà si nasconde la figura di Otis Jackson Jr, che un bel giorno ha deciso di provare a iniziare a far concorrenza a John Zorn, cambiando nome con la stessa velocità con cui compone. E infatti per il 2010, solo per la serie ''Medicine show'' è previsto un album al mese, al solito saccheggiando tonnellate di vinili provenienti da ogni angolo del pianeta, e di qualsiasi epoca. Un groviglio di suoni e beats, di collage e hip-pop strumentale in totale libertà e coerenza, un caos logico che va in mille direzioni diverse, spiazzandoci e illuminandoci in ogni istante. E' appena uscito il terzo volume, Madlib Medicine Show #3: Beat Konducta in Africa, un mixtape con campioni originali di afro-beat, psycho-rock, funk ecc, fra rarità di musicisti provenienti da Nigeria, Ghana, Zambia, Etiopia, Botswana e Costa D’avorio. Prossima tappa del viaggio (sembra): Giamaica.

Intanto io ho ripreso in mano (a proposito, nel caso vi fosse sfuggito, non lasciatevi assolutamente scappare) il Beat Konducta in India , del 2007, che rimane una delle sue cose più riuscite: esperimenti cinematografici bollywoodiani e i viaggi nel subcontinente tra il tamarro (vedi video) e il sublime. Una meraviglia!






GONJASUFI
''A Sufi And A Killer'' (Warp, 2010)
.


Molta india anche in ''A Sufi And A Killer'' del dj losangelino Gonjasufi, (aka Sumach Valentine) che finalmente sono riuscito ad ascoltare con un po' di attenzione, invogliato soprattutto da un (quasi) plebiscito di consensi in sede critica. E infatti il disco spacca. Come Otis Jackson anche Valentine viene dall'hip-hop anche se per quanto riguarda questo disco non saprei bene di cosa si tratta, anche perchè ogni punto di riferimento, ogni piccola coordinata viena spazzata via dai suoni di Gonjasufi, ed è probabile che sia proprio questa caratteristica a donare una notevole forza espressiva al lavoro. A livello concettuale siamo più o meno dalle parti dei Clouddead, si parte dall'hip hop e lo si sublima per arrivare a qualcosa di completamente nuovo e (ma sì, diciamolo!) sperimentale. In questo indefinibile e seducente mix fatto di mille beats psichedelici e soul cosparsi di spezie, la voce di Gonjasufi assume tratti quasi mistici (e acidi), sorta di sciamano pop in un costante trip che riesce a incanalare l'energia e la luce del desero del Nevada per restituircela nella sua musica originalissima. Aiuta e produce quel genietto di Flying Lotus, coadiuvato anche da Gaslamp Killer. Disco sopra ogni più rosea previsione. Serio candidato per le liste di fine anno





OMAR SOULEYMAN
''Dabke' 2020'' (Sublime Frequencies, 2009)



In quelle dello scorso anno (liste) invece c'era già finito ''Dabke 2020'', del siriano Omar Souleyman, uno dei più singolari ed eccentrici artisti dell'arab-pop contemporaneo (famosissimo in patria, sembra), che però è riuscito a guadagnarsi via via molti consensi anche in Occidente, grazie a qualche esibizione festivaliera. La sua è una particolare operazione di crossover che parte da demenziali virtuosismi per sintetizzatori un po' datati (sorta di elettronica povera simil techno) sparati a rotta di collo e portati alle estreme (distorte) conseguenze, su cui vengono infilate spruzzate etniche e liriche arabo-tradizionali, in una sorta di collisione, di cortocircuito interculturale. Davvero un mezzo capolavoro







POMEGRANATES: PERSIAN POP...
(Finder Keepers Rec., 2010)



Restiamo in medio Oriente per segnalare l'uscita di una raccolta davvero fantastica: Pomegranates - Persian Pop, Funk, Folk, and Psych Of The 60s & 70s (Finder Keepers Records, 2010). Il resto lo aggiunge Dusty Groove...Bright Persian psychedelic pop, funk, soul and boundless grooves from the 60s & 70s -- one of the greatest compilations yet from Finders Keepers! Many of the tunes are actually classics of the era's Iranian scene, if wildly fresh and new our ears, while others are quite obscure all around, but all of it is fresh and exciting exotic pop that we're thrilled to see collected. The sounds draw from the creatively fertile period when traditions were combined in music all around the world with hypnotic eastern raga strings blended with global funk and jazz, bursting pop tunefulness and both meditative and instantly gratifying melodies of myriad influences, borderline disco grooves and beyond. Exciting stuff! 16 tracks in all: "Helelyos'" by Zia, "Biya Bar-e Safar Bandim" by Mohammad Nouri, "Talagh" by Googoosh, "Miravi" by Soli, "Kavir-e Del" by Marjan, "Naz Kardanet Vaveyla" by Sima Bina", "Sharm-e Boos-e" by Ramesh, "Cheshm-e Man" by Dariush and more.







BEI BEI AND SHAWN LEE
''Into The Wind'' (Ubiquity, 2010)


Rimaniamo in Asia e terminiamo questa carellata con un altro lavoro a mio modo di vedere davvero riuscito, e cioè la curiosa collaborazione tra la cinesina Bei Bei He, suonatrice di guzheng (antico strumento cinese a 21 corde della famiglia della cetra con, sembra, più di 2000 anni alle spalle) e il polistrumentista californiano di stanza a Londra, Shawn Lee. Anche in questo caso ne esce una sorta di cortocircuito spazio-temporale che assomiglia tanto a un remix di uno di quei vecchi film d'azione cinesi con risvolti spy. A farla da padrone gli arpeggi sublimi di Be Bei che disegnano atmosfere suggestive che rapiscono e incantano. Numerosi i rimandi alle sonorizzazzioni anni Sessanta (Doroty Ashby) o Settanta (Be Bei è anche stata accostata all'opera di Alice Coltrane), il disco piacerà sia agli amanti dei ritmi meno elevati (incroci tra jazz e soul da club notturno), sia ai patiti delle atmosfere più funk. In un paio di brani spunta anche la voce di Georgia Anne Muldrow, ultimo acquisto in casa Ubiquity, etichetta per la quale esce anche questo bel disco.