sabato 4 febbraio 2012

Il Nuovo Giardino Magnetico presenta: ''Wave Decay''




TRACKLIST

                                      01 - SEA PINKS: Wave Decay - da (Cass/Flick, 2011)
                                      02 - GIRLS NAMES: Bury Me - da  (Slumberland, 2011)
                                      03 - FRESH & ONLYS: August In My Mind - da  (Capt. T., 2010)
                                      04 - MINKS: Funeral Song - da (Captured Tracks, 2011)
                                      05 - FRENCH FILMS: Golden Sea - da  (GAEA, 2010)
                                      06 - VERONICA FALLS: Bad Feeling - da  (Slumberland, 2011)
                                      07 - FRESH & ONLYS: Waterfall - da (In The Red, 2010)
                                      08 - CRYSTAL STILTS: Shake The Shackles - da  (Slumb., 2011)
                                      09 - SPECTRALS: Lockjaw - da (Slumberland, 2011)
                                      10 - REAL ESTATE: Green Aisles - da  (Domino, 2011)
                                      11 - LITTLE GANG: Evert's Song - da (Skiva, 2011)
                                      12 - GIRLS NAMES: Black Saturday - da  (Tough Love, 2011)
                                      13 - SEA LIONS: Tell You - da  (Slumberland, 2011)
                                      14 - SEAPONY: I Never Would - da  (Hardly Art, 2011)
                                      15 - MOON TIDES: 1966 - da  (Sweat Lodge Guru, 2011)
                                      16 - LOS PUNSETES: Viaje A Egipto - da ' (Gram. G., 2011)
                                      17 - BEACH FOSSILS: What a Pleasure - da  (Captured T., 2011)
                                      18 - GOLD-BEARS: Yeah, Tonight - da  (Slumberland, 2011)



The Something Rain


In giorni che si stanno caratterizzando per le nuove meravigliose prove di 'losers' maestri nell' evocare atmosfere forti e stilare emozioni con estrema grazia, da sua maestà Leonard Cohen ad alcuni dei sui figli più ispirati (Lambchop e Mark Lanegan) ecco rispuntare, fra vicoli male illuminati e amori mal ripagati, anche gli illustri cugini delle umide terre d'Albione. I Tindersticks sono tornati, con la loro musica intima, raccolta, dimessa, e con tutto il loro bagaglio di tragica bellezza. Stuart Staples e compagni da vent'anni compongono canzoni per un mondo diverso, in un modo diverso, e la loro estraneità a mode e correnti è certo sinonimo di fierezza e qualità. Che non esista nei movimenti della band di Nottingham, nessuno sforzo volto alla realizazzione di un hit single è subito evidente anche in ''The Something Rain'' (City Slang, 2012) [quì]; nove splendidi affreschi copiosamente nutriti di atmosfere romantiche, sempre illuminati dal caldo ed avvolgente vocalismo di Stuart, pervasi da calore, bagliori e genio. Musiche che alludono anzichè affermare, corteggiano invece di aggredire; degno sfondo per le storie di un disco raffinato, fuori dal tempo e dalle mode come quelli che soltanto i grandi outsiders sanno fare. Pianoforti ,organi, xilofoni, fiati, archi e chiatarre sono strumenti adoperati su fertili territori al crepuscolo, volti alla definizione di melodie seduttive spesso sviluppate su modulazioni ipnotiche, preferibilmente a velocità rallentata. L'effetto finale conserva una sua poesia chiaroscurale, una cifra folk dalle ascendenze nobili (dal citato Leonard Cohen a Serge Gainsbourg, da Lee Hazelwood a John Cale), ma allo stesso tempo estremamente personale, uno stile maturato nella grigia, umida e piovosa Inghilterra del titolo di uno dei lavori più belli nella discografia della band di Stuart Staples. 
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