mercoledì 24 febbraio 2010

Piccole-grandi meraviglie del jazz # 3: Charlie Mingus - Blues And Roots (Atlantic, 1959)

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In risposta ad alcuni critici che lo accusavano di non lavorare troppo di swing con la sua musica, Charles Mingus distilla il miglior concentrato di blues e gospel mai udito prima in un disco di ''sedicente'' jazz. Il leader assume il ruolo di predicatore già dall'iniziale, circolare ''Wednesday Night Player Meeting'' stimolando il poderoso ensemble che lo accompagna (i formidabili sassofonisti Booker Ervin e Jackie McLean) anche verbalmente, proprio come avveniva nelle congreghe ecclesiastiche. Esuberante nelle sue radici popolari, questo è il Mingus più spirituale e dissacrante allo stesso tempo, capace di mettere a segno un vertiginoso capolavoro di libertà espressiva, molto rispettato anche dall'universo rock.
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1 commento:

  1. Blog bellissimo, complimenti sinceri! :)
    Tutto questo spazio per jazz e Africa...aww, grazie!!!

    SigurRos82

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