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martedì 12 maggio 2020

Farewell Tony ! (1940-2020)


Il drammatico susseguirsi degli eventi tragici degli ultimi mesi non ha di certo trovato eccezione in ambito musicale allorché il bollettino di chi ci stà lasciando (covid o meno), si stà facendo giorno dopo giorno sempre più pesante. Oltretutto trattasi in buona parte di artisti la cui rilevanza va ben oltre il genere di apparteneza musicale ai quali solitamente vengono associati: Little Richard, McCoy Turner, Lee Konitz, Bill Withers, John Prine, Hal Willner, Florian Schneider, Genesis P-Orridge, Andrew Weatherall... solo per citarne alcuni.

Non si salva nemmeno l'amata Africa, e a poco più di un mese dalla scomparsa del grande Manu Dibango (il 24 Marzo scorso) ci troviamo a piangere un altro vecchio leone come Tony Allen, mancato il 30 Aprile scorso a Parigi all'età di 79 anni per cause che, almeno per il momento, neanche il suo manager Eric Trosset ha saputo indicare con precisione, pur non mancando di dedicare al batterista nigeriano commoventi parole di commiato: “Addio Tony! I tuoi occhi hanno visto ciò che la maggior parte di noi non poteva vedere. Sei la persona più cool della terra! E come dicevi sempre ‘Non c’è fine'”.



Nato a Lagos il 12 Agosto del 1940, Tony Oladipo Allen comincia ad apprendere la tecnica della batteria da autodidatta ascoltando le registrazioni della Blue Note e in particolare dei suoi idoli Art Blakey e Max Roach. Dopo gli esordi sulla scena Highlife con i Koola Lobitos, la sua via africana al jazz, al rhythm’n’blues, al soul e al funky è già fatta. Per tre lustri sarà a fianco di Fela Kuti come batterista e direttore della sua incendiaria orchestra (Africa 70) . Con il suo drumming pirotecnico e poliritmico e la messa a punto di una innovativa formula ritmica, Allen contribuisce in maniera determinante a definire uno dei generi che più hanno lasciato il segno nella musica africana moderna: l'afrobeat. Non fosse che per questo si meriterebbe un posto importante nel proscenio della musica contemporanea di matrice multietnica e non solo.




Ai fasti seventies della fornace afrobeat felakutiana, Allen risponde in proprio realizzando un pugno di dischi di grande spessore (Jealousy (1975) / Progress (1977) / No Accomodation For Lagos (1979) / No Discrimination (1979)) alcuni dei quali coprodotti dallo stesso Fela Kuti con Africa 70. Sono lavori importanti non solo come tappe della carriera del batterista, ma anche rispetto alla totale adesione del musicista al tracciato artistico e politico del suo mentore.

Segnato dal selvaggio assalto dei militari alla Kalakuta Republic di Fela (raid che costa tra l'altro la vita all’ anziana madre) e alla rottura del sodalizio artistico con lo stesso, al principio degli anni Ottanta Allen decide di trasferirsi in Europa (Londra e Parigi) per tentare una carriera personale. A dire il vero senza grande successo, malgrado la buona accoglienza ricevuta nella seconda metà del decennio da album come NEPA (1984) e Afrobeat Express (1989), o collaborazioni con musicisti come Roy Ayers, Ray Lema (per l'album Médicine, '86) e Manu Dibango.




Digerita la lezione degli anni Ottanta le idee più aperte e danzabili della nuova elettronica internazionale viaggiano spedite verso l'ombelico del ritmo e Tony Allen non perde l’occasione per rimettersi in gioco nel contesto della nuova ''club culture'' senza però perdere il filo e l'essenza della musica tradizionale africana. Ne è buon esempio l'album Black Voices (Comet, 1999) dove l'afrobeat ritorna come in una specie di trasfigurazione onirica mescolato a suggestioni che ci rimandano agli anni a cavallo tra Sessanta e Settanta, tra rock, soul, funk e un pizzico di quell'Africa astratta e futurista delle proiezioni più visionarie del Miles Davis elettrico. Echi di un passato nel quale Allen ha fatto la sua parte e che rimurgina incontrando il presente: bassi profondi, ritmi ipnotici e spazi sonori rarefatti che portano dritto dritto nei club più sofisticati, dove l'afrobeat, debitamente manipolato e campionato è tornato a più riprese d'attualità.




Dagli Allenko Brotherhood Ensemble a Damon Albarn (da sempre suo fan e che coinvolgerà il batterista nigeriano in diversi progetti come The Good, The Bad & The Queen, Rocket Juice and the Moon o Africa Express) passando per Jimi Tenor (Inspiration Information, OTO Live Series), Jeff Mills (il recente Tomorrow Comes The Harvest) o per i ''nostri'' Nu Guinea (The Tony Allen Experiments) ..., Tony ha sempre lasciato che intorno alla sua batteria nascessero interi collettivi: ''Non voglio che la mia musica sia ancorata ad ambienti specifici, ecco perchè mi sono evoluto da questo punto di vista. Mi ci sono voluti diversi anni per realizzare quanto sia importante per me cercare di coinvolgere i giovani e la gente. Mi piace suonare per loro e vedere che loro amano la mia musica, che in questo caso diventa un veicolo di unione, qualcosa che in qualche modo ci rende tutti uguali''.




Anche l'autobiografia scritta nel 2013 con Michael E. Veal (Tony Allen: Master Drummer of Afrobeat) e un disco dell’anno successiovo (Film of Life) ci dicono di un musicista con lo sguardo proiettato al futuro, oltre a uno smisurato amore per il jazz che trova conferma in due lavori del 2017 come ''A Tribute To Art Blakey And The Jazz Messengers'' e ''The Source'', quest’ultimo sintesi del suo viaggio musicale e spirituale intrapreso attraverso Africa, America e Europa, ma anche nel recentissimo ''Rejoice'' (World Circuit, 2020) risultato dell' attesa collaborazione con un'altra leggenda africana, il trombettista e icona del movimento anti-apartheid Hugh Masekela; un progetto afrojazz che li coinvolgesse era stato pianificato adirittura negli anni Settanta, ma sempre rimandato fino a quando, nel 2010, aprofittando della pausa londinese dei rispettivi tour, i due artisti sono finalmente riusciti ad incrociare i loro strumenti in una sessione tenutasi nei Livingston Studios di Londra. Da allora, però, le registrazioni erano finite  in stand-by e la pubblicazione finale dell’album era stata sempre rimandata  fino a quando con la morte di Masekela, nel 2018, Tony Allen e il produttore Nick Gold, d’accordo con gli eredi dell'artista sudafricano, si sono impegnati a completare le registrazioni con il supporto di altri musicisti tra cui Joe Armon-Jones degli Ezra Collective alle tastiere, Tom Herbert al basso e Steve Williamson al sassofono tenore.




Jazz e Africa. Si chiude il cerchio. In mezzo moltissimo altro, tanto da valergli un posto di tutto rispetto nella storia della musica degli ultimi 50 anni. Esagerazione? Non per Brian Eno che di Tony Allen ebbe a dire senza esitazione: “Semplicemente il più grande batterista mai esistito”.




martedì 27 ottobre 2015

Easy Corner Series: Swinging High




Tracklist:

01 - DEAN MARTIN - Who's Got The Action (Reprise Records, 1962)
02 - STEVE LAWRENCE - Night And Day (United Artists, 1960)
03 - FRANK SINATRA - Nothing But The Best (Reprise, 1962)
04 - SAMMY DAVIS JR. - Ain't That A Kick In The Head (Karusell, 1960)
05 - TONY BENNETT & COUNT BASIE - With Plenty Of Money And You (Roulette, 1959)
06 - CATERINA VALENTE - Whispering (Decca-London Records, 1963)
07 - DELLA REESE - The Lady Is a Tramp (RCA Victor, 1960)ords
08 - DINAH WASHINGTON - Destination Moon (Roulette, 1962)
09 - SARAH VAUGHAN - Perdido (Columbia, 1955-1963)
10 - DIANA DORS - Roller Coaster Blues (Pye-Columbia, 1960)
11 - MISS ANN-MARGRET - Thirteen Men (RCA Victor, 1962)
12 - VIKKI CARR - The Silencers (RCA Victor, 1966)
13 - JULIE LONDON - Tain't What You Do (Sunset Records, 1966)
14 - CATERINA VALENTE - Couci Couca (Decca-London, 1963)
15 - CATERINA VALENTE - Blue Moon (Decca-London, 1963)
16 - LENA HORNE - It Had Better Be Tonight (United Artists, 1966)
17 - DELLA REESE - Come On A My House (RCA Victor, 1960)
18 - WAYNE NEWTON - My Kind Of Girl (Capitol Records, 1964)
19 - MEL TORMÉ - Midnight Swinger (Capitol Records, 1969)
20 - NAT KING COLE - I'm Shooting High (Capitol Records, 1958)
21 - JACK JONES - This Could Be The Start Of Something (Capitol, 1959)
22 - BOBBY DARIN - Charade (Capitol Records, 1964)
23 - FRANK SINATRA - Everybody's Twistin' (Reprise Records, 1963)
24 - SAMMY DAVIS JR. & COUNT BASIE - My Shining Hour (Verve, 1965)



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Easy Corner Series: Orchestral Moods




Tracklist:

01 - HENRI RENE - Whispering - Da (RCA Victor, 1959) 
02 - ESQUIVEL - Street Of Dreams - Da (Reprise Records,1962) 
03 - JACKIE GLEASON & HIS ORCHESTRA  Youre Driving Me Crazy - Da (Capitol, 1957) 
04 - SONNY LESTER & HIS ORCHESTRA - More Bumps And Grinds - Da (Roulette, ?) 
05 - DAVID ROSE & HIS ORCHESTRA - Sunset Strip - Da (MGM Records, 1962) 
06 - XAVIER CUGAT & HIS ORCHESTRA - La Dolce Vita - Da (Mercury, 1962) 
07 - HENRY MANCINI & HIS ORCHESTRA - Cheers! - Da (RCA Victor, 1963) 
08 - GUSTAV BROM BIG BAND - Contraband - Da (SABA Records, 1967) 
09 - SONNY LESTER & HIS ORCHESTRA - Blues To Strip By - Da (Roulette, 1963) 
10 - DAVID ROSE - The Stripper - Da (MGM Records, 1962) 
11 - JIMMY DORSEY - So Rare So Rare - Da (Fraternity Records, 1957) 
12 - JACKIE GLEASON & HIS ORCH. - You're My Greatest Love - Da (Capitol, 1956) 
13 - LES BAXTER & HIS ORCHESTRA - Ruby - Da (Capitol, 1955) 
14 - HENRY MANCINI - Mr. Lucky Goes Latin - Da (RCA Victor, 1961) 
15 - MUZZY MARCELLINO - Willow Weep For Me - Da (Liberty, 1958) 
16 - JACKIE GLEASON - Out Of Nowhere - Da (Capitol, 1957) 
17 - JACKIE GLEASON - Tenderly - Da (World Records Club, 1955) 
18 - HENRY MANCINI - Lujon - Da (RCA Victor, 1964) 
19 - EDWIN ASTLEY - Recumbent Love - Da (RCA Victor, 1965) 
20 - SPIKE JONES NEW BAND - Shangri-La - Da (Liberty Records, 1964) 
21 - COUNT BASIE - From Russia With Love - Da (United Artists, 1966) 
22 - JACKIE GLEASON - A Taste Of Honey - Da (Capitol Records, 1967) 
23 - SONNY LESTER & HIS ORCHESTRA - Walkin' & Strippin' - Da (Roulette, 1963) 
24 - LOU BUSCH & HIS ORCHESTRA - Cool - Da (Capitol Records, 1958) 
25 - HERSCHEL BURKE GILBERT - Burke's Law Suite - Da (Liberty Records, 1964)


giovedì 23 aprile 2015

(''Sabrosa Y Caliente'' Series): Latin Fever




TRACKLIST

01 - TITO PUENTE - Dance Mania (Mambo) - Da (RCA Victor, 1958)
02 - CAL TJADER - Mambo Macumba - Da (Fantasy Records, 1956)
03 - JACK COSTANZO - Latin Fever - Da (Liberty Records, 1958)
04 - FRANCISCO AGUABELLA ORCH. - Shirley's Guaguancho - Da (Fantasy, 1962)
05 - BOBBY MONTEZ - African Fantasy - Da (Jubilee Recirds, 1958)
06 - LOUIE RAMIREZ - Rush Hour In Hong Kong - Da (Alegre Records, 1965)
07 - TERRY GIBBS - Kick Those Feet - Da (Royal Roost Records, 1964)
08 - HERBIE MANN - Jungle Fantasy - Da (Columbia Records, 1965)
09 - QUARTET TRÉS BIEN - Boss Trés Bien - Da (Decca Records, 1964)
10 - CHOLLO RIVERA - Latin Soul Drive Is Here - Da (Cotique Records, 1969)
11 - TITO PUENTE - 110th Street And 5th Avenue - Da (Tico Records, 1973)
12 - JOE TORRES - La Bruja Negra - Da (Word Pacific Records, 1967)
13 - WILLIE BOBO - Roots - Da (Verve Records, 1967)
14 - MAURICIO SMITH - Doug's Room - Da (Tico Records, 1963)
15 - THE JAZZ CRUSADERS - Agua Dulce - Da (Pacific Jazz Records, 1965)
16 - WILLIE COLON - The Hustler - Da (Fania Records, 1968)
17 - OCHO - What Are You Doing For The Rest Of.. - Da (UA Latino, 1973)
18 - SEGUIDA - Fuego Y La Luz - Da (Fania Records, 1974)
19 - RAY BARRETO - Pastime Paradise - Da (CTI Records, 1981)



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mercoledì 25 febbraio 2015

Freedom Blues: South African Jazz Diaspora (2010; Re-posted, 2015)




TRACKLIST:

01 - N. D. HOTSHOTS - U.S.A. Special - Da ('60; Gallo Records, 2007)
02 - THE BLUE NOTES - The Blessing Light - Da (1964; Proper, 2002)
03 - WISTON ''MANKUNKU'' NGOZI - Yakhal' Inkomo - Da (1968; Gallo, 2007)
04 - CHRIS McGREGOR'S BROTHERHOOD OF BREATH - Andromeda - Da (RCA-Neon , 1971)
05 - CHRIS McGREGORS BROTHERHOOD OF BREATH - Nick Tete - Da (RCA, 1971)

06 - DUDU PUKWANA - Baloyi - Da (Caroline Records, 1973)
07 - ABDULLAH IBRAHIM DUO - Ntsikana's Bell - Da (Enja, 1974)
08 - JOHNNY DYANI - Magwaza - Da (Steeple Chase, 1978)
09 - DEDICATION ORCHESTRA - You Ain't Gonna .. - Da (Ogun, 1992)
10 - LOUIS MOHOLO OCTET- Wedding Hymn - Da (Ogun, 1978)



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venerdì 9 maggio 2014

Il Nuovo Giardino Magnetico Presenta: Afrobeat Succursale


 

Tracklist

01 - THE SHAOLIN AFRONAUTS - Shira - da (Freestyle Records, 2011)
02 - THE SOULJAZZ ORCHESTRA - One Life to Live - da (Strut, 2014)
03 - ANTIBALAS - Dirty Money - da (Daptone Recors, 2012)
04 - KONKOMA - Sibashaya Woza - da (Soundway, 2012)
05 - IMPERIAL TIGER ORCHESTRA - Lale Lale - da (Mental Groove, 2011)
06 - H. ANDY & A. BEEDLE - Watch We (Souljazz O. Mix) - da (Strut, 2011)
07 - THE SOULJAZZ ORCHESTRA - State Terrorism - da (Do Right! Music, 2008)
08 - THE QUALITONS - Mellbimbo - da (Tramp, 2010)
09 - JON MADOF - Pischu Li - da (Tzadik, 2013)
10 - JARIBU AFROBEAT ARKESTRA - Tricky Liars Pt.1 - da (Tramp, 2012)
11 - THE SHAOLIN AFRONAUTS - Brooklyn - da (Freestyle Records, 2012)
12 - THE LIBERATORS - Denga (feat. Jojo Kuo) - da (Record Kicks, 2011)
13 - ARIYA ASTROBEAT ARKESTRA  - March of the Idiots - da (First Word, 2012)
14 - FANGA & MAALEM ABDALLAH GUINEA - Wouarri - da (Strut, 2012)


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sabato 20 aprile 2013

Black Dynamite 2: Groove Express




Tracklist
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01 - QUINCY JONES - Ironside - da (Hamlet-A&M Records, 1975)
02 - DONALD BYRD & BLACKBYRDS - One Gun Salute - da (Fantasy, 1975)
03 - JOHNNY PATE - You Can't Even Walk In The Park - da (ABC Records, 1973)
04 - ISAAC HAYES - Truck Turner (Main Title) - da (Enterprise-Stax, 1974)
05 - LOU RAWLS & DON COSTA - Charley - da (MGM Records, 1973)
06 - BABY HUEY - California Dreamin' - da (Curtom Records, 1971)
07 - WILLIE BOBO - I Heard It Through The Grapevine - da (Verve, 1967)
08 - CLARENCE WHEELER - Right On - da (Atlantic Records, 1970)
09 - J.J. JOHNSON - Willie Chase - da (MCA Records, 1974)
10 - B.T. EXPRESS - Express - da ( Scepter Records, 1974)
11 - REUBEN WILSON - Inner City Blues - da (Groove Merchant, 1974)
12 - BOOKER T & MG'S - Melting Pot - da (Stax Records , 1971)
13 - BILL DOGGETT - Make Your Move -  da (King Records, 1969)
14 - THE BACKYARD HEAVIES - Chitlin' Strut -  da (Scepter Records, 1972)
15 - JOHNNY GRIFFITH - Do It (Instrumental) -  da (Triple 'B' Records, 1970)
16 - ROY AYERS - Aragon -  da (Polydor Records, 1973)
17 - THE BLACKBYRDS - Cornbread -  da (Fantasy Records, 1975)
18 - QUINCY JONES - They Call Me Mister Tibbs -  da (United Artists, 1970)
19 - GRANT GREEN - Travelling To Get To Doc - da (Blue Note, 1972)
20 - JOHNNY PATE - Shaft In Africa -  da (ABC Records, 1973)
21 - WAR - Flying Machine - da (LAX Records, 1979)


   

giovedì 11 ottobre 2012

Cosmic jazz-funk



Nato il 28 Dicembre 1940 a Richmond, in Virginia, il pianista e tastierista afroamericano Lonnie Liston Smith (da non confondere con l'altro grandissimo e omonimo pianista jazz: Lonnie Smith) può essere considerato, al pari di artisti come Herbie Hancock, uno dei massimi pionieri del jazz funk, e tra i primi ad aver creduto nella fusione di stili ed esperienze cretive. Allievo di McCoy Tyner, negli anni Sessanta suona a fianco di mostri sacri del calibro di Pharoah Sanders, Max Roach, Art Blakey, Roland Kirk, Gato Barbieri.., ma è l'esperienza con Miles Davis, all'inzio degli anni Settanta, a spingerlo ad intraprendere, a partire dal 1973, una carriera solista e a formare con il fratello Donald  i ''Cosmic Echoes'' creando di fatto i primi prodromi della musica di fusione: un ispiratissimo mix di jazz, funk, soul e rock progressivo che racchiude in sè l'anima e la spiritualità di John Coltrane, Pharoah Sanders, Rahsaan Roland Kirk, Yusef Lateef. Ma al di là di ogni possibile definizione (si scrisse di Liston Smith come di colui che aveva colmato il divario tra Coltrane e gli Earth, Wind & Fire), la sua è musica che trascende i generi e tutt'oggi resta un esempio di come sia possibile inventare nuove desinenze sonore e declinarle con urgenza espressiva che non paga pegno all'approssimazione. Un suono ispirato e affascinante che dilata gli spazi e amplia gli orizzonti. Un innovatore libero e coraggioso che ha trovato nei dischi incisi per la Flying Dutchman tra ’74 e il ’77 (''Astral Traveling'', ''Cosmic Funk'', ''Visions Of A New World'', ''Expansions'' e ''Reflections Of A Golden Dreams'') il periodo più  prolifico e significativi della sua carriera, peraltro magnificamente riassunto (a partire dal titolo) da una splendida antologia pubblicata quest'anno dalla BGP: ''Cosmic Funk & Spiritual Sounds: The Flying Dutchman Masters'' - [yuhuu!]. Nuove direzioni risplendono come la prima luce che scende. Space Is The Place! Da non perdere!


giovedì 17 maggio 2012

Tarantino In Paradise Vol.3: Jazz & Grooooovy



Tracklist
01 - RIZ ORTOLANI - Una Sull' Altra - da (1969)
02 - RIZ ORTOLANI - The Roaring Twenties - da (1969)
03 - ARMANDO TROVAIOLI - Sette Uomini d'Oro - da (1965)
04 - FRANCO DE GEMINI - Cheops And Nefertiti - da (1972)
05 - AUGUSTO MARTELLI - Nanaue - da (1973)
06 - GIANNI FERRIO - Amanda Blues Take 2 - da (1973)
07 - PIERO UMILIANI - Topless Party - da (1968)
08 - DICK OLIVER - The Chicken - da (1969)
09 - AUGUSTO MARTELLI - La Bikina - da (1973)
10 - BERTO PISANO - Side Sleep - da (1968)
11 - FRANCO POTENZA - Scott Fizzy - da (197?)
12 - FRANCESCO DE MASI - Naples M. Titles - da (1977)
13 - PIERO UMILIANI - L'Uomo E La Città - da (1976)
14 - PIERO UMILIANI - Essere Donna - da (1968)
15 - RIZ ORTOLANI - Golden Gate Bridge - da (1969)
16 - LUIS E. BACALOV - Montreal Non Stop - da (1975)
17 - FRANCESCO DE MASI - Diamond Trumpet - da (1967)
18 - FRED BONGUSTO & R.POITEVIN - Un Detective - da (1969)
19 - MARIO NASCIMBENE - Carol On The Sea - da (1968)
20 - PIERO PICCIONI - Amanda's Train - da (1969)
21 - AUGUSTO MARTELLI - The Frog - da (1969)
22 - TONY MIMMS - Vuca (Wake Up) - da (1970)
23 - FRANCO DE GEMINI - Omar Khayyam - da (1972)
24 - PIERO UMILIANI - Swing Come Siempre - da (1969)

giovedì 1 marzo 2012

Musica Per Organi Caldi

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TRACKLIST
01 - JIMMY SMITH: The Cat - da (Verve, 1964)
02 - B. JACK McDUFF: The Natural Thing - da (Cadet, 1968)
03 - JIMMY McGRIFF: Keep Loose - da (Solid State, 1968)
04 - BILL DOGGETT: Wow! - da (ABC Paramount, 1964)
05 - B. JACK McDUFF & D. N.: Duffin' Around - da (Atlantic, 1968)
06 - 'BIG' JOHN PATTON: Alfie's Theme - da (Blue Note, 1968)
07 - LOU DONALDSON: The Humpback - da (Blue Note, 1967)
08 - SAM LAZAR: Scootin' - da (Universal Music, 1961)
09 - SHIRLEY SCOTT: Soul Shoutin' - da (Prestige, 1963)
10 - TRUDY PITTS: Take Five - da (Prestige, 1967)
11 - RICHARD HOLMES: Autumn Leaves - da (Prestige, 1970)
12 - LONNIE SMITH: Think! - da (Blue Note, 1969)
13 - TRUDY PITTS: Love For Sale - da (Prestige, 1968)


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sabato 24 dicembre 2011

Il Nuovo Giardino Magnetico presenta ''Rota-zioni Felliniane''



ROTA-ZIONI FELLINIANE TRACKLIST


01 - RICHARD GALLIANO - Addio del Matto - da (Deutsche Grammophon, 2011)
02 - HARMONIA ENSEMBLE - La Strada - da (Materiali Sonori, 1992)
03 - ENRICO PIERANUNZI - Amarcord - da (Cam Jazz, 2003)
04 - AVION TRAVEL - Lo Struscio (Amarcord) - da (Sugar Music, 2009)
05 - RICHARD GALLIANO - Gelsomina - da (Deutsche Grammophon, 2011)
06 - THE GAP BAND - La Strada - da (Neljazz, 1999)
07 - HARMONIA ENSEMBLE - Otto e Mezzo - da (Materiali Sonori, 1992)
08 - PASCAL COMELADE - Amarcord - da (Les Disques Du Soleil.., 1992)
09 - ANTONELLO SALIS - La Dolce Vita - da (Cam Jazz, 2006)
10 - CAETANO VELOSO - Que Não Se Vê - da (Universal Music Brazil, 1999)
11 - RICHARD GALLIANO - La Partenza Del Convento - da (Deutsche G., 2011)
12 - PAOLO FRESU - Giulietta Degli Spiriti - da (Owl/Universal, 1995)
13 - THE GAP BAND - I Vitelloni - da (Neljazz, 1999)
14 - TRIO DOLCE VITA - Amarcord Rota's Theme - da (Jazzwerkstatt, 2011)
15 - CZECH SYMPHONY ORCHESTRA - Il Bidone - da (Silva America, 1993)
16 - ADRIANA CALCANHOTTO - Gelsomina - da (Because Music, 2008) [v]
17 - MAURO GIOIA - Otto E Mezzo - da (Because Music, 2008) [v]
18 - DANIELE SEPE - La Fogaraccia - da (Polosud Rec., 1999)
19 - CABALLERO REYNALDO - Amarcord - da (Hall Of Fame, 2001)
20 - PASCALS - Amarcord - da (Les Disques Du Soleil Et De L'Acier, 2002)
21 - AVION TRAVEL - Amarcord - da (Sugar Music, 2009)
22 - AVION TRAVEL - Lla Rì Lli Rà (Le Notti di Cabiria) - da (S. M., 2009)
23 - CAETANO VELOSO - Gelsomina II - da (Universal Music Brazil, 1999)

BONUS TRACK
A. SALIS & G. PETRELLA - Fellini Suite - da '(Time In Jazz/Nun, 2003)



Il Nuovo Giardino Magnetico rende tributo a Giovanni Rota Rinaldi, in arte semplicemente Nino Rota. Proprio questo mese, infatti, ricorre il primo centenario dalla nascita del grande compositore (Milano, 3 Dicembre 1911 – Roma, 10 Aprile 1979), dopo una carriera che l'ha visto tra i massimi autori per colonne sonore cinematografiche di sempre (anche se andrebbe ricordata un po' di più la sua produzione non cinematografica, pure costellata di pagine meravigliose). In questa compilation ho selezionato alcune celebri composizioni rotiane legate per lo più a classici capolavori felliniani, con interpretazioni soprattutto ''jazzistiche'', ma non solo, cercando di risaltare l'aspetto poetico, struggente, nostalgico della musica del maestro, che ha fatto sognare, emozionare, piangiere e gioire milioni di spettatori, e senza la quale probabilmente molti dei film che oggi sono la base della storia cinematografica italiana e internazionale non sarebbero stati gli stessi. Buon ascolto e un Felice Natale a voi tutti.

lunedì 11 aprile 2011

In viaggio con Loustal



Cullato dai primi tepori primaverili e allietato da piacevoli aromi floreali, oltre alle solite biciclettate, ho voluto aprofittatare di un po' di tempo libero per alimentare (anche) il lato pigro che alberga in me, ritagliandomi qualche bella siesta all'aperto nel giardino di casa (non il virtuale ma quello vero con le piante, l'erba e i fiori) in compagnia del fedele toscano, della mia micia e di acuni fumetti scrupolosamente ripescati tra quelli gelosemente custoditi nei miei scaffali (a proposito: ho deciso di non prestarne più in giro, perchè mi scoccia doverne sempre sollecitarne la restituzione anche a distanza di anni). In particolare tra i vari autori selezzionati, le tavole di Loustal, spesso prive di balloons, si sono prestate perfettamente a questo tipo di contemplazioni, ridestando magicamente in me, in questa particolare occasione (a volte mi succede anche con la musica a distanza di tempo), un tale appassionato interesse e una tale potenziata fascinazione che mi hanno indotto a spendendere qualche parolina a favore di questo magnifico artista francese.


Nato in Francia a Neuilly Sur Seine, il 10 aprile 1956, Jacques de Loustal, in arte semplicemente Loustal, pubblica i primi lavori sul giornalino del liceo e nel 1977 esordisce come autore professionista realizzando illustrazioni e fumetti su Rock & Folk. Studia architettura e collabora alla fanzine Cyclone pubblicata dal Lycée de Sèvres. A partire dalla fine degli anni Settanta dissemina di sue collaborazioni, in genere su testi di Philippe Paringaux, le pagine delle principali riviste d'oltralpe, soprattutto Métal Hurlant. Concluso il servizio militare in Marocco, disegna per (A Suivre) "Coeurs de sable", una storia ambientata nell'Africa degli anni Trenta, sempre su testi di Paringaux, e collabora all'effimera Zoulou. Nel 1984 inizia a pubblicare su L'Echo des Savanes creando storie su sceneggiature di Jerome Charyn, Jean-Luc Fromental e dello stesso Paringaux alternando ai fumetti la realizzazione di diverse campagne pubblicitarie. La sua ricerca artistica non si ferma infatti solo al fumetto, ma si estende anche all’illustrazione, alla pittura (dal Fauvisme e a David Hockney), alla musica (soprattutto jazz) e/o al cinema (per esempio con Wim Wenders).


Illustratore finissimo, dotato di un notevole senso del colore, pubblica anche numerose raccolte di disegni. Tra queste meritano di essere segnalate almeno la suggestiva ''Zenata Plage'', edita nel 1984 da Magic Strip, che presenta una selezione di splendidi acquerelli realizzati in Marocco, e i "Carnet de Voyages", disegnati a penna o ad acquarello: il primo uscì nel 1990 per Futuropolis, mentre quello dedicato all’isola di Porquerolles venne pubblicato per le edizioni Nuages nel 2008. Loustal, che ama dipingere dal vero i luoghi visitati, è un artista-viaggiatore da sempre votato all'esplorazione, dal tocco capace di svelare il senso della natura e abilissimo nel rendere atmosfere e luoghi, si tratti di metropoli come New York, di paesaggi urbani notturni, di esotiche spiagge, di paludi caraibiche o, più semplicemente, della sua amata isoletta Porquerolle, davanti alla costa mediterranea della Francia: ''la mia isola ideale, propizia alle fantasticherie, la raggiungo in venti minuti partendo dalla costa con il mio kayak'' .


I fumetti non sono da meno, e si nutrono di molteplici riferimenti, ma in questo caso il merito è anche dell'inconfondibile, originalissimo ritmo narrativo dei testi di Paringaux, il collaboratore più fidato di Loustal, in cui ricordo del passato e dramma del presente cozzano in modo devastante. Lo stile è originalissimo: si tratta quasi sempre di tavole con solo due o tre grandi vignette, in certi casi perfino ad immagine unica, spesso prive di balloons, con il testo, narrativo e letterario, racchiuso in lunghe didascalie molto descrittive, che al loro interno comprendono, quando è il caso, anche i dialoghi. Le immagini sono realizzate in genere con colori licquidi, sfumati, molto d'atmosfera. Vi sono grandi vuoti, si 'visualizzano' lunghi silenzi. Tali tavole introspettive, meditative, raccontano storie d'anime, storie quasi immobili, ma molto ricche di vibrazioni interne. Acquistano così più importanza le luci, certi sguardi muti, alcuni particolari dislocati strategicamente in disparte. Il rapporto tra la tavola disegnata ed il lettore cambia, è anzi completamente diverso che in un fumetto consueto. Se qualcuno fosse interessato a scoprire l'opera di questo splendido autore, per il momento consiglierei di iniziare almeno da: ''Il sangue della Mala'' (una graphic novel edita in italia da Coconino), ''La Notte dell'Alligatore'' (Coconino, propone alcune delle sue storie più note tra cui quella, straordinaria, che da il titolo al volume) e ancora ''Barney e la Blue Note'' (graphic novel sulla ''grandezza, decadenza e discesa negli inferi di Barney Wilen, sassofonista tenore e soprano francese ...'' quì le prime tavole) pubblicato in Italia da Comma 22 [quì trovate descrizioni accurate di tutte le edizioni italiane].


Prima di concludere aggiungo solo che, così come l'aroma di un buon sigaro si fa preferire se accoppiato ad un bicchiere di brandy invecchiato, e certe ricette vanno a braccetto con determinate tipologie di vino, allo stesso modo potrei permettermi di consigliare di accompagnare le meravigliose tavole di Loustal a un buon disco (meglio se musica d'atmosfera adatta a situzioni notturne, come il jazz) che, a questo proposito, il Giardino si è anche premurosamente impegnato a compilare (qui), proprio per l'occasione, a beneficio (o almeno si spera) tutti gli amici del blog interessati ad intraprendere un esperienza di questo tipo.


''La radio aveva annunciato un uragano, che adesso era lì a far razzia del mio pezzo di costa, sconquassando le palme e facendo andare e venire la luce elettrica. Non mi importava: le mie dita conoscevano la posizione dei tasti  e riuscivano a bere benissimo anche al buio. Così io soffiavo nel mio strumento e il vento soffiava e bussava alla mia porta. A meno che ...'' [Prima tavola de ''La Notte dell'Alligatore'' (Coconino, 2002); foto Trickypau]

Il Nuovo Giardino Magnetico presenta ''Moon & Jazz''



TRACKLIST

01 - SONNY ROLLINS - Decision 
da ''Sonny Rollins Volume One'' (Blue Note, 1956)
02 - MILES DAVIS - Blue In Green 
da ''Kind Of Blue'' (Columbia, 1959)
03 - CHET BAKER - Moon & Sand 
04 - COLEMAN HAWKINS - It Never Entered My Mind 
05 - HORACE SILVER - Peace 
da ''Blowin' The Blues Away'' (Blue Note, 1959)
06 - BILL EVANS - Peace Piece 
da ''Peace Piece And Other Pieces'' (Milestone, 1975)
07 - ARCHIE SHEPP & DOLLAR BRAND - Left Alone 
da ''Duet'' (Denon, 1979)
08 - ERIC DOLPHY - Tenderly 
da ''Far Cry'' [1960] (Prestige, 1970)
09 - COLEMAN HAWKINS - La Rosita 
10 - DEXTER GORDON - (It Will Have To Do) Until The Real.. 
da ''A Swingin' Affair'' (Blue Note, 1962)
11 - SONNY ROLLINS - Sonnysphere 
da ''Sonny Rollins Volume One'' (Blue Note, 1956)


lunedì 14 marzo 2011

Soffi (dis)umani


Colin Stetson

A bocca aperta! Così mi hanno lasciato le 14 tracce (o meglio le 14 improvvisazioni) che compongono ''New History Warfare Vol.2 = Judges'' (Constellation, 2011) di Colin Stetson, eclettico musicista statunitense specializzato in strumenti a fiato (soprattutto cornetta e sassofono), al secondo magnifico lavoro in proprio dopo l'esordio per la Agoo di quattro anni fa. Ma sorprende anche leggere la sfilza di collaborazioni e il curriculum del ragazzo: dagli Archive Fire ai Godspeed You! Black Emperor (per i quali è stato anche tour member e session man), e ancora Tom Waits, Sinead O’Connor, David Byrne ecc.


E' bene specificare che però, a prescindere dall'indiscutibile valore dei gruppi e dei singoli artisti sopracitati, ovviamente con nessuno di questi Stetson avrebbe potuto godere della libertà espressiva che invece si respira in ''New History Warfare Vol.2'', un lavoro importante per la possibilità che ci dà di constatare le varietà di registro improvvisativo (dal minimalismo all'avant-jazz) raggiungibili attraverso l'uso dei fiati, oltre a una dimostrazione di come la sperimentazione possa arrivare a risultati (non dico estremamente ma ..) tutto sommato abbastanza ''accessibili'' (o almeno questo è il mio parere). Aggiungo solo che il lavoro è stato registrato in studio dal vivo e senza sovraincisioni, grazie all'apporto in sede di produzione di Shahzan Ismailly, ed è impreziosito in alcune traccie dagli interventi vocali di Laurie Anderson e di Shara Worden. Bello ed estremamente affascinante [può essere raggiunto qui o anche qui].