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lunedì 11 aprile 2011

In viaggio con Loustal



Cullato dai primi tepori primaverili e allietato da piacevoli aromi floreali, oltre alle solite biciclettate, ho voluto aprofittatare di un po' di tempo libero per alimentare (anche) il lato pigro che alberga in me, ritagliandomi qualche bella siesta all'aperto nel giardino di casa (non il virtuale ma quello vero con le piante, l'erba e i fiori) in compagnia del fedele toscano, della mia micia e di acuni fumetti scrupolosamente ripescati tra quelli gelosemente custoditi nei miei scaffali (a proposito: ho deciso di non prestarne più in giro, perchè mi scoccia doverne sempre sollecitarne la restituzione anche a distanza di anni). In particolare tra i vari autori selezzionati, le tavole di Loustal, spesso prive di balloons, si sono prestate perfettamente a questo tipo di contemplazioni, ridestando magicamente in me, in questa particolare occasione (a volte mi succede anche con la musica a distanza di tempo), un tale appassionato interesse e una tale potenziata fascinazione che mi hanno indotto a spendendere qualche parolina a favore di questo magnifico artista francese.


Nato in Francia a Neuilly Sur Seine, il 10 aprile 1956, Jacques de Loustal, in arte semplicemente Loustal, pubblica i primi lavori sul giornalino del liceo e nel 1977 esordisce come autore professionista realizzando illustrazioni e fumetti su Rock & Folk. Studia architettura e collabora alla fanzine Cyclone pubblicata dal Lycée de Sèvres. A partire dalla fine degli anni Settanta dissemina di sue collaborazioni, in genere su testi di Philippe Paringaux, le pagine delle principali riviste d'oltralpe, soprattutto Métal Hurlant. Concluso il servizio militare in Marocco, disegna per (A Suivre) "Coeurs de sable", una storia ambientata nell'Africa degli anni Trenta, sempre su testi di Paringaux, e collabora all'effimera Zoulou. Nel 1984 inizia a pubblicare su L'Echo des Savanes creando storie su sceneggiature di Jerome Charyn, Jean-Luc Fromental e dello stesso Paringaux alternando ai fumetti la realizzazione di diverse campagne pubblicitarie. La sua ricerca artistica non si ferma infatti solo al fumetto, ma si estende anche all’illustrazione, alla pittura (dal Fauvisme e a David Hockney), alla musica (soprattutto jazz) e/o al cinema (per esempio con Wim Wenders).


Illustratore finissimo, dotato di un notevole senso del colore, pubblica anche numerose raccolte di disegni. Tra queste meritano di essere segnalate almeno la suggestiva ''Zenata Plage'', edita nel 1984 da Magic Strip, che presenta una selezione di splendidi acquerelli realizzati in Marocco, e i "Carnet de Voyages", disegnati a penna o ad acquarello: il primo uscì nel 1990 per Futuropolis, mentre quello dedicato all’isola di Porquerolles venne pubblicato per le edizioni Nuages nel 2008. Loustal, che ama dipingere dal vero i luoghi visitati, è un artista-viaggiatore da sempre votato all'esplorazione, dal tocco capace di svelare il senso della natura e abilissimo nel rendere atmosfere e luoghi, si tratti di metropoli come New York, di paesaggi urbani notturni, di esotiche spiagge, di paludi caraibiche o, più semplicemente, della sua amata isoletta Porquerolle, davanti alla costa mediterranea della Francia: ''la mia isola ideale, propizia alle fantasticherie, la raggiungo in venti minuti partendo dalla costa con il mio kayak'' .


I fumetti non sono da meno, e si nutrono di molteplici riferimenti, ma in questo caso il merito è anche dell'inconfondibile, originalissimo ritmo narrativo dei testi di Paringaux, il collaboratore più fidato di Loustal, in cui ricordo del passato e dramma del presente cozzano in modo devastante. Lo stile è originalissimo: si tratta quasi sempre di tavole con solo due o tre grandi vignette, in certi casi perfino ad immagine unica, spesso prive di balloons, con il testo, narrativo e letterario, racchiuso in lunghe didascalie molto descrittive, che al loro interno comprendono, quando è il caso, anche i dialoghi. Le immagini sono realizzate in genere con colori licquidi, sfumati, molto d'atmosfera. Vi sono grandi vuoti, si 'visualizzano' lunghi silenzi. Tali tavole introspettive, meditative, raccontano storie d'anime, storie quasi immobili, ma molto ricche di vibrazioni interne. Acquistano così più importanza le luci, certi sguardi muti, alcuni particolari dislocati strategicamente in disparte. Il rapporto tra la tavola disegnata ed il lettore cambia, è anzi completamente diverso che in un fumetto consueto. Se qualcuno fosse interessato a scoprire l'opera di questo splendido autore, per il momento consiglierei di iniziare almeno da: ''Il sangue della Mala'' (una graphic novel edita in italia da Coconino), ''La Notte dell'Alligatore'' (Coconino, propone alcune delle sue storie più note tra cui quella, straordinaria, che da il titolo al volume) e ancora ''Barney e la Blue Note'' (graphic novel sulla ''grandezza, decadenza e discesa negli inferi di Barney Wilen, sassofonista tenore e soprano francese ...'' quì le prime tavole) pubblicato in Italia da Comma 22 [quì trovate descrizioni accurate di tutte le edizioni italiane].


Prima di concludere aggiungo solo che, così come l'aroma di un buon sigaro si fa preferire se accoppiato ad un bicchiere di brandy invecchiato, e certe ricette vanno a braccetto con determinate tipologie di vino, allo stesso modo potrei permettermi di consigliare di accompagnare le meravigliose tavole di Loustal a un buon disco (meglio se musica d'atmosfera adatta a situzioni notturne, come il jazz) che, a questo proposito, il Giardino si è anche premurosamente impegnato a compilare (qui), proprio per l'occasione, a beneficio (o almeno si spera) tutti gli amici del blog interessati ad intraprendere un esperienza di questo tipo.


''La radio aveva annunciato un uragano, che adesso era lì a far razzia del mio pezzo di costa, sconquassando le palme e facendo andare e venire la luce elettrica. Non mi importava: le mie dita conoscevano la posizione dei tasti  e riuscivano a bere benissimo anche al buio. Così io soffiavo nel mio strumento e il vento soffiava e bussava alla mia porta. A meno che ...'' [Prima tavola de ''La Notte dell'Alligatore'' (Coconino, 2002); foto Trickypau]

lunedì 1 novembre 2010

Toppi, Il grande evocatore




''Sicuramente Milano può non sembrare un luogo ideale quale sede del fantastico mondo della fantasia. Nel groviglio di grattacieli, in un paesaggio urbano non certo fatato, tutt’altro che silenzioso e incontaminato, in una zona denominata via Mecenate, non in una rocca ammantata di sfavillanti brume, ma in un normale palazzo spesso ammantato da nebbie meno idilliache, vive uno degli ultimi superstiti di una razza magica: il ''Viaggiatore Immobile'' alias il ''grande Evocatore''. All’apparenza è un uomo come tanti, estremamente gentile e riservato. Il suo normale aspetto cela le sue grandi magiche capacità affabulatorie che riesce a creare – non con bacchette magiche o incantesimi - ma con un modesto stilo chiamato pennino o con varie bacchette con pelose setole chiamate pennelli.



    Nel tempo ha evocato di tutto. Tracciando compiuti segni sulla carta ha dato vita a eroi, personaggi e persone di ogni razza e paese; ognuno di loro ha evocato per lui il proprio tassello di storia vissuta andando a far comporre, piano piano, tassello dopo tassello, il puzzle della ''Storia della nostra Umanità''. Il grande Evocatore, il Viaggiatore Immobile crea storie; storie che spesso diventano leggende per poi assumere la forma del mito per poi diventare favola. Il grande evocatore si cela dietro un nome apparentemente normale: Sergio Toppi. Ho la fortuna di essergli amico e di poter spesso intessere con lui esaltanti conversazioni che ci conducono in mondi fatati a noi cari, mondi di soldati e fatti d’armi, di boschi ombrosi pieni d’indiani, di alti e scintillanti piramidi o di intricate paludi amerinde e in tanti e tanti altri luoghi e periodi storici estremamente evocativi.'' Da una presentazione di Angelo Nencetti [tratta da ''Africane'' di Sergio Toppi, primo appuntamento di ''Sulle rotte dell'immaginario'', una collana dedicata ai percorsi della mente e del cuore, seguendo i maestri del fumetto e dell'illustrazione. Un viaggio sulle ali dell'avventura verso le terre dell'immaginario].



    SERGIO TOPPI

    Sergio Toppi è uno dei grandi maestri del fumetto autoriale. E’ come illustratore che entra negli anni Cinquanta nello staff del Corriere dei Piccoli, per il quale disegna centinaia di tavole e schede didattiche, soldatini, immagini varie e una memorabile versione figurativa della Bibbia, per nulla agiografica, ma viceversa scioccantemente realistica, che prende corpo intorno a neri impolverati e drammatici ed appare immersa in scure luce bluastre e violacee, che poi diventeranno un tratto distintivo dell’autore ma che all’inizio colpiscono per la loro originalità assoluta.



      I suoi primi fumetti, negli anni Sessanta, sono rivisitazioni di episodi storici o ricostruzioni cronachistiche per il Corriere dei Piccoli e la sua prosecuzione il Corriere dei Ragazzi, su testi di Mino Milani. Il sodalizio con Milani continua anche nel 1974 su Il Messaggero dei Ragazzi, per cui Toppi continua a rappresentare il passato dell’umanità ma con una impostaione della tavola sempre meno tradizionale. Da lì a Sgt. Kirk, Linus, Alter, Corto Maltese, Il Giornalino, Toppi continua la sua paziente opera di rottura degli schemi del fumetto. Dilatando le vignette, graficizzando la pagina con un uso forte del nero, accentuando i contrasti di ''regia'' tra campi lunghi e piani molto ravvicinati, eliminando la divisione tra le immagini e preferendo mescolarle in una sorta di continua dissolvenza, affrontando temi sempre di grande impatto emotivo.


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        Il disegnatore che diventa autore completo ed impone la propria visione epica/etica. In particolare con alcuni volumi della collana ''Un uomo un’avventura'', ''L’uomo del Nilo'', ''L’uomo del Messico'', ''L’uomo delle paludi'', e in seguito con la breve serie de ''Il Collezzionista'' per l’altra collana bonelliana ''I Protagonisti'', si fa riconoscere anche all’estero definitivamente come uno dei massimi innovatori del periodo. Rimane uno degli autori più amati e rispettati dai suoi colleghi, e non certo per caso.
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          SULLE ROTTE DELL'IMMAGINARIO CON SERGIO TOPPI

          Stà ora uscendo in edicola una serie unica per celebrare l’arte del grande maestro attraverso fumetti usciti a colori e in bianco e nero o illustrazioni di grande prestigio; mitiche storie apparse su Il Giornalino, Linus, Corto Maltese, Comic Art e molti altri. Storie inedite o riedizioni prestigiose raccolte in 12 volumi (sotto ho riportato l’elenco completo) come ''L’uomo del Nilo'', ''Galileus'', ''Sharaz-De'', ''Momotaro'', ''Sandokan'', ''Little Big Horn'', ''Il richiamo della foresta'', ''La Bibbia'', ''Un uomo chiamato Gesù'' e tantissime altre. Un fantastico viaggio intorno al mondo, attraverso le rotte della storia e della geografia raccontate attraverso emozionanti narrazioni, l’evocazione dell’opera grafica di uno dei più grandi autori del fumetto internazionale.




          M'FELEWZI

            Caccia grossa nella savana, con uomini che non sono mai stanchi di uccidere, con'umanità gretta e meschina. C'è un rispetto per la natura e gli animali che cambia lo sguardo sulla vita ... Testi e disegni di Sergio Toppi.



                ELENCO DELLE USCITE:

                •                 28 otto.2010 — vol. 01 -  Africane
                •                 04 nov.2010 — vol. 02  -  Mediterranee
                •                 11 nov.2010 — vol. 03 -   Europee
                •                 18 nov.2010 — vol. 04  -  Mediorientali
                •                 25 nov.2010 — vol. 05  -  Orientali
                •                 02 dic. 2010 — vol. 06  -  Indoasiatiche
                •                 09 dic. 2010 — vol. 07  -  Australi
                •                 16 dic. 2010 — vol. 08  -  Latinoamericane
                •                 30 dic. 2010 — vol. 09  -  Amerinde
                •                 05 gen.2011 — vol. 10  -  Nordiche
                •                 13 gen.2011 — vol. 11  -  Sacro
                •                 20 gen.2011 — vol. 12  -  Ignoto



                SERGIO TOPPI: VIDEO





                SERGIO TOPPI: LINK




                giovedì 23 settembre 2010

                I 13 ritratti più belli



                Il museo Andy Warhal di Pittsburg commissionò a Dean Wareham e alla moglie Britt Phillips (già membri di Galaxie 500 e Luna) ora conosciuti semplicemente come Dean & Britta di musicare 13 screen test, ovvero alcuni dei celebri micro ritratti su pellicola in bianco e nero che Warhal realizzò tra il 1964 e il 1966 con icone culturali dell'epoca (Nico, Lou Reed, Dennis Hopper, Edie Sedgwich, Allen Ginsberg, Salvador Dalì, Giangiacomo Feltrinelli...) che frequentavano gli studi dell'artista.


                Dean & Britta accettarono l'incarico e non tardarono molto nel portare a termine il progetto che all'inizio si presentò come un DVD (uscito nel 2009) e con una serie di concerti dal vivo in tutto il mondo (dall'Opera di Sydney a una cattedrale del quindicesimo secolo a Parigi).


                La musica può essere considerata come un chiaro tributo ai Velvet Underground con un suono chitarristico minimale, melodie dall'incedere sognante e ipnotici flussi di drones.


                Ora ecco anche un cd doppio, ''13 Most Beautiful... Songs For Andy Warhol's Screen Tests'' (Double Feature Records, 2010) che alle 13 canzoni dei screen test (tra originali e riprese: Dylan, gli stessi Velvet Underground ...) aggiunge 8 nuove tracce remix dalle sonorità perfettamente affini rispetto i materiali preesistenti ad opera di gente come My Robot Friend o Sonic Boom (suo per esempio lo zampino nel remix della magica e melanconica ''Knives From Bavaria'' che è possibile ascoltare nel video sotto).


                Se fosse poco sappiate che il doppio cd originale, oltre a un booklet di 12 pagine, aggiunge come ciliegina sulla torta un DVD in edizione limitata con gli screen tests originali di Warhol. Inutile dire che se adorate l'epoca d'oro della Pop Art questo disco assume i crismi di un'opera imprescindibile. Se invece semplicemente amate la buona musica, lasciatevi gentilmente cullare dai flussi di queste canzoni. Penso ne valga la pena.

                domenica 21 febbraio 2010

                Punk su carta

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                MUSAC
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                Qualche giorno fa ho ricevuto la chiamata di un amico spagnolo che voleva salutarmi e chiedermi come me la passavo. Dopo aver ricambiato il saluto gli domandai dove si trovasse in quel momento e mi rispose che era appena uscito da un interessante esposizione inaugurata a fine gennaio presso il MUSAC (Museo d'arte contemporanea) di León. La descrizione sommaria che mi fece della mostra mi incuriosì, così sono andato sul link del museo e mi sono messo a smanettare su internet per saperne di più; l'esposizione si chiama LOUD FLASH, Punk británico sobre el papel. The Mott Collection, e in sintesi è un ripasso all'estetica e alle politiche del punk che si basa soprattutto su un importante collezione privata dell'artista britannico Toby Mott, con materiali originali che lo stesso Mott avrebbe raccolto a Londra dal 1975 al 1985 durante gli anni della sua adolescenza, con preziosi cimeli grafici del movimento controculturale dell'epoca (''un momento unico, l'ultimo grande movimento giovanile globale'' secondo Mott).



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                In una Inghilterra in crisi a causa della crisi petrolifera del 1973, della disoccupazione e dell'IRA, il punk rappresentò un repellente in grado di generare un forte immaginario audiovisivo: ''Il dadaismo, l'arte pop e l'Internazionale Situazionalista gettarono le basi di un linguaggio crudo e facilmente riconoscibile. L'intenzione era lanciare messaggi nichilisti senza mirare al passato'' (Mott). Anche attraverso posters, fanzins, copertine di dischi e flyers, accessibili ed economici; un'alternativa valida a televisione e radio attraverso uno spirito esattamente opposto a quello dell'omologazione. Una rivendicazione da parte di un mondo che faceva dell'imperfezione la sua bandiera (anche se poi viene da sorridere pensare a come anche un mesaggio così autodistruttivo con il tempo si sia trasformato in un espediente visuale di puro marketing).
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                Sotto solo alcuni dei cimeli raccolti nell' esposizione:
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                X-Ray Spex flyer (Anonimo). La band di punk al femmine X-Ray Spex annunciava con questo foglietto fotocopiato uno dei suoi primi concerti. Il collage di moda, musica e diversione presentato dalla band anticipò e ispirò il movimento dei primi anni novanta denominato riot grrrl (''Sorprende come la sua energia trafigge il foglio. E' tutto quello a cui il punk aspirava e doveva essere'' Mott)

                La copertina di ''Orgasm addict'' (Buzzcocks). Nel 1977 la cantante, musicista (Ludis ecc), artista (sul palco e fuori), visual artist prima ancora e sino ai nostri giorni, Linda Mulvay in arte semplicemente Linder Sterling (Liverpool, 1954), disegnò una delle immagini arty più importanti dell'iconografia punk che, a distanza di 33 anni continua a far parlare di se. La copertina in questione presenta un collage con una donna con al posto della testa un ferro da stiro. Sterling spiegò poi che ''the iron came from an Argos catalogue and the female torso came from a photographic magazine called "Photo". I never cleared the copyright but no one noticed, so it was alrigh'' (traduzione: il ferro da stiro è stato preso da un catalogo della Argos mentre il torso della donna è stato preso da un magazine chiamato "Photo". Non ho mai ottenuto un'autorizzazione, ma nessuno se ne accorto, quindi era ok).

                Sniffing Glue. Fanzine seminale del 1976 che il suo creatore, Marc Perry (Alternative TV), chiuse un anno dopo dando esempio di una immaculata attitudine punk. Perry se ne fotteva della forme ortografiche, grammaticali o della resa estetica e mise insieme mucchi di fogli con titoli scritti a mano e con umore sfacciato.
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                My rules photozine. Il punk superò le frontiere. Ce lo insegna il primo e unico numero di questa pioniera photozine, ideata dal fotografo Glen E. Friedman nel 1982, che documentò la scena punk-hard-core nord americana, creando il primo vincolo tra il punk e la cultura skate.
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                La copertina di ''God save the queen'' (The Sex Pistols). L'artista britannico Jamie Red creò uno delle più grandi icone pop del ventesimo secolo ispirandosi ai manifesti del maggio del '68. Una delle immagini più rivisitate che invita ogni nuova generazione a chiedersi: che cos'è punk oggi?

                venerdì 27 novembre 2009

                Maggika Mano 3: Sicioldr



                ...mentre i miei compagnucci disegnavano simpatiche casette colorate, cavallini, cani, i fratellini e le dolci collinette del loro animo sereno io, solitario nel mio banco, con strane espressioni facciali e rumori vaghi, disegnavo enormi castelli arrotolati su se stessi, mostri, inferni, dinosauri , paesaggi metafisici, lande nere e desolate, alberi spezzati ed assurdi...Poi smisi per anni di andare a caccia di segni per ricominciare alla fine degli anni del liceo, alla ricerca dell'assurdo... Sicioldr




                Ciao Sicioldr, ho visto nella bacheca di questo blog che già da qualche tempo ti sei appuntato come lettore fisso de ''Il Nuovo Giardino Magnetico'', così sono andato a farmi un giretto sul tuo blog e ho scoperto che sei un giovane tracciatore di segni (come tu stesso ti definisci), wow! Non solo: le tue cose mi piacciono pure (soprattutto i disegni in bianco e nero). Mi sembrava quindi doveroso, un po' per ringraziarti, un po' per spronarti e incoraggiarti a continuare su questa strada, ma soprattutto in virtù dei tuoi meriti artistici, dare spazio al tuo lavoro all'interno di una serie di post che ho battezzato ''Maggika Mano''. Complimenti anche per le scelte musicali dei tuoi video (Bela Bartok, Capossela, Soap & Skin...). Non so perchè, ma mi viene anche da pensare che tu possa essere un ''fan'' di Bosch e del suo Giardino Delle Delizie, che ho visto da poco nel Museo del Prado di Madrid e mi ha lasciato senza fiato. Comunque ancora complimenti e a presto!

                 

                tutti i video di Alessandro Bianchi (in arte Sicioldr) qui

                martedì 10 novembre 2009

                Maggika Mano

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                Stupefacente! Non occorrono altri aggetivi per descrivere il talento e la genialità della bella Kseniya Simonova (Ксения Симонова) , una giovane artista (del 1985) ucraina che solitamente lavora con una sorta di tavolo luminoso che cosparge di sabbia e dal quale, come per magia, riesce a tirar fuori dei disegni straordinari solo attraverso l'uso delle dita e a una velocità sorprendente. Come colonna sonora per i suoi straordinari lavori, miscela delle musiche coinvolgenti ed emotive, come nel caso di Дорогие мои старики, il brano musicale di Igor Sarukhanov (Игорь Саруханов) che la accompagna nell'esibizione che potete ammirare qui sotto. Il video rappresenta l'invasione nazista durante la seconda guerra mondiale ha commosso il suo paese. Posso capire il perchè.
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                Malcolm Sutherland, invece, è un illustratore e animatore canadese. Sutherland, che ha studiato tecniche di stampa all’Alberta College of Art and Design, ha raggiunto una certa notorietà nel 2002 per aver diretto “False Saints”: un cortometraggio animato presentato al prestigioso National Film Board of Canada. Seguendo anche i suoi studi cinematografici, dopo aver realizzato numerosi fumetti e aver vinto con il suo Oola Dug il “Best English Comic Book” all’ Expozine del 2007, Sutherland ha continuato ha portare avanti la sua carriera di animatore oltre che di illustratore e fumettista. Alcuni esempi della sua arte si possono ammirare qui sotto, incluso il making of dello splendido “Forming Game - Jeu De Forme”, realizzato tra il 2007 e il 2008.
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                Allison Schulnik & Grizzly Bear

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                Allison Schulnik è una giovane pittrice americana nata a San Diego nel 1978, e che attualmente vive e lavora a Los Angeles. L'artista è stata da poco esposta anche in Italia, dove ha presentato una serie di dipinti inediti. Prendendo spunto dal teatro, dalla musica, dalla storia dell'arte, e naturalmente, dai precedenti studi di animazione e danza, Allison Schulnik schiude le porte del suo personalissimo e tragicomico immaginario fatto di personaggi che pur appartenendo a una dimensione mostruosamente fantastica assumono una sorprendente umanità.
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                Era solo questione di tepo: i Grizzly Bear, da sempre fans dell'artista, dopo aver prestato alcune canzoni alla Schulnick per il corto Hobo Clown (vedi sopra), hanno pensato che i suoi animali deformi, le sue maschere di pagliacci alieni e vagabondi realizatti in plastilina, sarebbero stati perfetti anche per il (nuovissimo) video ufficiale di Ready Able (vedi sotto), brano tratto dall'album Veckatimest di quest'anno. Dopo il clip capolavoro di Two Week, anche questo piccolo gioiello ci conferma, una volta di più, l'assoluta originalità e capacità dei nostre nelle loro scelte.
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                venerdì 16 ottobre 2009

                Fare arte con un pugno di... mosche.

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                ''Te Quiero Mucho'' 
                un cortometraggio di animazione inanimata .. (e di.... merda!)
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                Flychelangelo, questo lo pseudonimo del creativo in questione, ha deciso di fare buon uso delle mosche che hanno avuto la sfortuna di entrargli in casa. In queste curiose vignette le mosche comunicano, trasmettono emozioni e sono incredibilmente espressive, soprattutto se si pensa che stiamo in realtà guardando insetti morti stecchiti. Chi avrebbe mai pensato che si riuscisse a creare dell’arte anche con un pugno di mosche?

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                Dio, nella sua infinita saggezza, fece la mosca, e si e' dimenticato di dirci il perche'. (Ogden Nash) L' ottimista e' il tipo di persona convinta che la mosca ronzante per la casa stia cercando una via d' uscita. (George Jean Nathan)
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                "Angossia in automobile". Quasi tutte le specie animali hanno, come gli esseri umani, una organizzazione sociale, e quindi una famiglia, e quindi degli affetti... Una mosca che entra dal finestrino dell'auto a Napoli e, dopo ottocento chilometri di autostrada, ne esce a Milano, che fa? Torna indietro seguendo il suo istinto? Si suicida? Si forma una nuova famiglia? Si va a fare la tana in un ufficio dell'assessorato ai servizi sociali? Oppure (e questa sarebbe una scoperta scientifica strepitosa) aspetta al casello di Milano di entrare in un'auto targata "Napoli"? (Corrado Guzzanti da "Poe'sie, Angossie e altre Storie")
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                Qual e' la differenza tra una donna e una mosca? La mosca rompe le palle solo in estate... Quando il grande naturalista Linneo dissezionava un insetto, nell'aula non volava una mosca.
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                "Cameriere, cosa fa questa mosca nella mia minestra?" "Mah, si direbbe che nuoti". Le mosche non si incazzano mai… Sorvolano su tutto! (Antonio Pentimalli). "Sei una cacca, ma mi piaci" disse la mosca.
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                Le mosche hanno una frequenza cardiaca di centinaia di battiti al minuto. La misura viene fatta spalmando la schiena della mosca di colla, appendendola ad un supporto e mettendo un sensibile microfono a contatto con la pancia. Anch'io, se dei tizi pesanti 10.000 volte piu' di me mi spalmassero di colla la schiena e mi appendessero come un salame schiacciato da un pezzo di ferro gelido, avrei una certa propensione alla tachicardia.
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                Catturate una mosca. Mettetela nello scomparto congelatore del vostro frigorifero per 5-10 minuti. Questo la rallenta considerevolmente, e quindi la rende piu' facile da maneggiare. Mentre e' li' rinchiusa, costruite un aeroplano di carta in miniatura con un'apertura alare circa doppia di quella della mosca. Tirate fuori dal ghiaccio il freddo corpicino ed incollate le sue zampine sulla superficie superiore dell'aereo di carta. Come si riscaldera' e si riprendera', l'insetto iniziera' a compiere la piu' naturale di tutte le attivita' delle mosche: provera' a volare. Se non avete fatto un aeroplanino troppo pesante, il battito delle ali della mosca sara' sufficiente per il decollo. Tuttavia, il trasporto di un peso aggiunto stanchera' rapidamente la mosca che, in aria, fermera' le ali, e l'aereo planera' in discesa. Questa situazione fara' si' che la mosca tenti nuovamente di volare, con lo stesso risultato: piccoli sprazzi di energia quando l'aeroplano guadagna altitudine, alternati a lente planate. Un filo ben incollato all'aereo terra' il vostro circo aereo nella stanza, oppure potrete portar fuori la vostra nuova mosca domestica a fare una passeggiata... ehm, un volo. (Gary Benson)
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                A questo punto il dubbio nasce spontaneo: sarà lui il misterioso 
                Flychelangelo?

                giovedì 1 ottobre 2009

                Il miglior fotoperiodismo

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                World Press Photo
                mette in internet il suo intero archivio fotografico dal 1955.
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                World Press Photo , i cui premi sono da considerarsi tra i massimi riconoscimenti del fotogiornalismo, da oggi, e in modo ufficiale, rende disponibile in rete il suo intero archivio fotografico che conta più di 10.000 istantanee scattate dal 1955, quando questa organizzazione non a scopo di lucro cominciò a riconoscere, attraverso i suoi premi, le migliori fotografie pubblicate dalla stampa di tutto il mondo. Da quel momento, World Press Photo ha assegnato 2500 premi a 1372 fotografi di 79 nazionalità.
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                Il browsing (o motore di ricerca) che Word Press Photo ha messo a disposizione degli internauti permette di effettuare ricerche per anno di concorso, per tema, per impresa e soprattutto per nome e nazionalità dei fotografi. Nonostante i due anni che l'organizzazione hanno impiegato per ''partorire'' questo nuovo progetto, l'archivio è incompleto, e (ri)chiede la collaborazzione degli utenti per ampliare le informazioni o correggere eventuali errori: ''Per massimizzare il poteziale dell'archivio, tuttavia, abbiamo bisogno di aiuto. Rimangono molti buchi da coprire, come immagini perse e, in qualche raro caso, anche il nome del fotografo'' confessa Michiel Munneke, direttore dell'organizzazione.

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                mercoledì 9 settembre 2009

                Il fantasma di Francesca Woodman

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                Il 19 gennaio del 1981, il disamore - dicono - scaraventò una giovane donna da una finestra del suo loft nell' East Village newyorkino. Quel giorno, con 22 anni, morì Francesca Woodman (Denver, Colorado, 1958-New York, 1981) e nacque la leggenda di una artista che, come una versione al femminile di Rimbaud, disse tutto quello che doveva dire in pochissimi anni.
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                La sua morte precoce la trasformò in una figura di culto: fino ad ora sono state pubblicate o esibite solo 120 immagini di un' archivio, gelosamente custodito dal padre, che ne conta almeno 800. La galleria La Fábrica a Madrid (da dove scrivo) espone, dallo scorso 8 Settembre (fino al 17 Settembre), alcune di queste fotografie prese in un periodo di tempo compreso tra il 1976 e il 1980. Oltre a questo un video di 11 minuti mostra come l'artista prepara alcune delle sue fotografie. ''È un esempio del suo processo creativo'', spiega Efraín Bernal, il direttore della galleria.
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                La Woodman morì solo tre anni dopo aver terminato i suoi studi nella scuola di disegno di Providence, Rhode Island, da dove poco dopo si trasferì a New York. Tuttavia sin dalla sua prima fotografia, un autoritratto che si fece all'età di 13 anni, nel 1972, in cui si ritraeva nascondendosi la faccia dietro i capelli, si distinguoni chiaramente i 'liniamenti' dello stile personale che esplorerà successivamente: la propria artista come soggetto, gli elementi sfuocati, lo sguardo interiore...
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                Una parte della sua formazione artistica deriva dal fatto di essere nata in una famiglia di artisti. Suo padre, George, pittore e fotografo; sua madre Betty, ceramista; il fratello maggiore videoartista. A 16 anni Francesca arrivò per la prima volta in Italia dove visse con la famiglia per lunghi periodi di tempo. Quando nel 1977 ottenne una borsa di studio dalla scuola di Rhode Island per trasferirsi a studiare un anno a Roma, Francesca già parlava perfettamente l'italiano e l'Italia era praticamente la sua seconda casa.
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                Le foto esposte nella galleria (La Fábrica Galería. Calle Alameda, 9, Madrid) mostrano un mondo di presenze invisibili dove la sua è l'assenza più clamorosa: nonostante sia presente come soggetto, sembra non esserci realmente. Il corpo nudo della Woodman, spiega il critico Chris Townsend nella monografia dell'artista, si trasforma magicamente in qualcos'altro: il supporto di un tavolo, un oggetto appeso alla parete, una visione che esce dal caminetto. La Woodman percorre come uno spettro la decadenza di scenari ai quali, come segnala Townsend, riesce a dare nuovi e distinti significati: ''Le macerie di uno studio o di un edificio abbandonato si fanno eteree o mistiche; un pezzo di carta dipinto si trasforma in ali di angelo; le pieghe di vecchi vestiti salvati e dati in beneficenza in antiche forme architettoniche''.
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                In Rete
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                martedì 9 giugno 2009

                Ubu Web

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                Per chi ancora non lo conoscesse (e/o, per caso, si fosse stancato dei programmi della De Filippi) ho il piacere di segnalare lo splendido UbuWeb, un link a dir poco 'fico', sorta di You Tube di nicchia che diffonde gratuitamente (ripeto, GRATUITAMENTE!) contenuti artistici, audio e video, d’avanguardia. Wow!
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                UbuWeb Homepage qui
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                Ho estrapolato più o meno a caso, tra i molti disponibili all'interno di UbuWeb, un video che ci presenta una giovane ed espressiva Laurie Anderson (che qui sembra uscire direttamentte da un film di Kubrick, Lynch o Cronemberg) alle prese con i suoi esperimenti al vocoder molto tempo prima che lo strumento diventasse di uso comune. Nella seconda parte, invece, viene presentato il video del suo celebre brano ''O Superman'', sempre con il vocoder a farla da padrone. Occorre dire, una volta di più, che entrando nelle liste avrete solo l'imbarazzo della scelta, anche se non posso certo nascondervi che i materiali proposti sono spesso alquanto pesantini. Buon divertimento comunque.
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                Wikipedia italia su UbuWeb
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                UbuWeb è un sito internet fondato nel 1996 dal poeta Kenneth Goldsmith nel tentativo di offrire al un pubblico amplio materiale sulla poesia sonora, visuale e concreta in formato testuale, mp3 e filmico.

                Intenti del Progetto
                UbuWeb è nato per contribuire alla diffusione della letteratura d'avanguardia e sperimentale. Il sito non è a scopo di lucro ed opera tramite donazioni e contributi liberi. Il materiale è consultabile gratuitamente: testi, video ed opere vengono proposti con autorevoli commenti di addetti del settore.
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                Contenuti
                Oltre alle opere presenti all'interno del sito, UbuWeb promuove diverse sezioni tematiche quali /ubu Editions edizioni di poesie contemporanee selezionate ed introdotte dal poeta Brian Kim Stefans; UbuWeb: Ethnopoetics a cura di Jerome Rothenberg, tentativo di fuzione tra avanguardia e tradizioni etniche; UbuWeb: Papers una serie di saggi accademici inerenti all'argomento; UbuWeb:Outsiders e da spazio a The 365 Days Project a cura di Otis Fodde
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                Infrastrutture
                UbuWeb non è affiliato a nessuna istituzione accademica. Conta invece delle donazioni da parte di GreyLodge, WFMU, PennSound, The Electronic Poetry Center, The Center for Literary Computing and ArtMob. Il consiglio di amministrazione di UbuWeb include i poeti Charles Bernstein, Darren Wershler-Henry ed il critico Marjorie Perloff.

                venerdì 17 aprile 2009