Visualizzazione post con etichetta Videoclips. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta Videoclips. Mostra tutti i post

domenica 17 aprile 2011

Schizofrenie pop



Ho raccolto in ordine sparso (anzi sparsissimo) nomi, aggettivi e definizioni accostate a ''CuTe HoRSe CuT'' (Loaf, 2011) l'ultimo lavoro dei francesi Gablé, uno dei dischi pop più freschi e (piacevolmente) inclassificabili degli ultimi tempi [quì raggiungibile]. Non è detto che il giochino serva a chiarirne i contenuti, anzi è più probabile il contrario. Diciamo che l'intenzione è (ne più ne meno) quella di indurre curiosità, stimolare e stuzzicare l'ascolto di un disco fuori dagli schemi classici, lontano dalla consueta forma strofa-ritornello, eppure (allo stesso tempo) così dannatamente pop. Siete pronti? Si parte: avant-pop, non-genere, Might-Be-Giants, campionamenti bizzarri, folktronica, sampling surreali, the Chap, ''filastrocche'', sperimental pop, Stereolab, stramberie da weirdo, Devo, miniature genialoidi, incisi vocali al limite del naif, exotica, post punk, Ween, Moor Music, finti tropicalismi, microbeats, schizofrenia a go-go... Shakerate bene e consumate a piacimento. Per quanto mi riguarda: (8) alla musica e al videoclip e un bel (9) alla copertina.

venerdì 1 aprile 2011

I tipi simpatici vivono sugli alberi



Che gran personaggio J.Mascis, e quanti ricordi. Svogliato e indolente al punto da risultare persino simpatico, con quella voce (nasale) un po' così, tanto da far pensare a una sorta di Neil Young imbottito di valium, con i suoi Dinosar Jr. riuscì a smuovere le acque della scena indie americana a cavallo tra anni Ottanta e Novanta. Lui, che quando gli chiesi un'autografo, impugnò il pennarello in maniera improbabile divertendosi a pasticciare le copertine dei miei/suoi vinili con delle ''J'' sbilenche e dei mostriciattoli abbozzati; lui, che alla fine di un concerto di quasi vent'anni fa, a una precisa domanda che gli rivolsi riferendomi proprio alla foto di copertina di uno dei dischi dei Dinosaur Jr (''Green Mind'') che nel frattempo stava barbaramente imbrattando, si limitò a rispondermi (giuro!) con questa frase: ''I tipi simpatici vivono sugli alberi!''. Nel frattempo i suoi lunghi capelli si sono fatti bianchissimi, e un posticino nel gotha della musica indipendente americana che conta il buon ''J'' è anche riuscito a ritagliarselo. Ma nella carriera di un musicista da sempre alla ricerca inquieta di un disequilibrio in chiave pop-rock, probabilmente mancava un disco come ''Several Shades Of Why'' (Sub Pop, 2011) [quì], la prova della completa maturità di un artista in forma smagliante, il lavoro in grado di mettere a nudo l'anima di un uomo. 


Dimenticatevi distorsioni a palate e muri di chitarre, quì messi da parte a favore di un suono più austero, quasi completamente acustico e diametralmente opposto a quello a cui il musicista americano ci ha abituati, soprattutto con la band madre. Registrato ai Bisquitten Studios di Amherst (Massachusetts) ''Several Shades Of Why'' è invece un elegante raccolta di soffici melodie folk-rock, canzoni autoprodotte create anche grazie alla preziosa collaborazione di una nutrita schiera di amici e colleghi: Kurt Vile, Sophie Trudeau (A Silver Mount Zion), Kurt Fedora, Kevin Drew (Broken Social Scene), Ben Bridwell (Band of Horses), Pall Jenkins (Black Heart Procession), Matt Valentine (The Golden Road), Suzanne Thorpe (Wounded Knees), più gli esperti John Agnello e Greg Calbi che hanno aiutato Mascis in sede di missaggio. Ma a dispetto dei numerosi ospiti “Several Shades Of Why” è un album che fa della dimensione intima il proprio punto di forza con arrangiamenti asciutti in grado di esaltare le qualità di compositore e la particolarissima voce del Nostro. Un lavoro davvero molto bello che riesce a stabilire una relazione diretta e istantanea con l'ascoltatore, o almeno questo è il mio caso. Grazie J, e alla prossima.


lunedì 14 marzo 2011

Tra illustrazioni e mantelli dylaniani



Noto soprattutto come illustratore di prestigiose pubblicazioni (The New Yorker, The Wall Street Journal, American Illustration, ecc.) e di libri per bambini, in qualità di cantante e musicista Marcellus Hall legò il suo nome e si fece conoscere all'inizio degli anni Novanta come leader di bands quali Railroad Jerk e White Hassle. Come altri artisti della sua generazione anche Hall, dopo aver abbandonato certe 'irruenze' rock del passato ha deciso di indossare il mantello dylaniano e inbracciare le chitarre acustiche a favore di un sound sul solco della più tradizionale folk music a stelle e strisce. ''The First Line'' (Glacial Place, 2011) [quì] , il suo album d'esordio come solista, conferma questa rinnovata attitudine, e lo fa nel migliore dei modi; belle canzoni, suono classico, arrangiamenti spogli (chitarra, armonica e poco più) ed equilibrati, testi che parlano di relazioni umane e di perdite in tono sarcastico. Per non separare troppo i due ambiti professionali, il Cd si fa anche apprezzare per un libretto di 44 pagine grazie al quale è possibile ammirare l'artista anche come illustratore e non solo per la qualità (che certo non manca) delle sue canzoni.


giovedì 30 settembre 2010

Nuovi talenti dell'elettronica crescono 2 (Baths)



Ammetto di essermi avvicinato alla musica di Baths grazie alla fotografia elegante del meraviglioso videoclip di ''Lovely Bloodflow'' (vedi sotto) opera dei registi Alex Takacs e Joe Nankin del team di produzione losangelino Young Replicant. Baths è invece il progetto del giovane (21 anni) talento californiano Will Wiesenfeld, nuovo ingaggio in casa Anticon (13 & God, Themselves, Why? ... ), l'etichetta per la quale è appena stato pubblicato il suo primo disco, ''Cerulean''. In questo magnifico lavoro si fondono molteplici influenze (una sorta di electronic / glitch-hop / lo-fi, può star bene?) e nelle pieghe ruvide delle canzoni (tra le quali segnalerei almeno ''Apologetic Shoulder Blades'', ''Maximalist'', ''Animals'' e la stessa ''Lovely Bloodflow'' ) non sarà difficile distinguere anche buone dosi di folk, soul, hip hop e un anima molto, ma molto pop. Un disco che sicuramente piacerà a chi segue IDM, e indietronica, ma anche artisti/progetti come Why?, Nosaj Thing, Flying Lotus o B. Fleishmann. Generalizzando ancora potremmo anche tirare in ballo i suoni di etichette come la Morr Music, la Warp e naturalmente la stessa Anticon. Ma sarebbe ingeneroso parlare di un prodotto derivato, perchè Wiesenfeld dimostra di saperci fare e di avere personalità da vendere. Non è per ripetermi, ma il disco è veramente molto bello oltre che estremamente godibile (beats eleganti, suoni delicati, belle melodie...). Credo di potervi anticipare che tra le classifiche di fine anno ci sarà anche lui.

venerdì 27 novembre 2009

Maggika Mano 3: Sicioldr



...mentre i miei compagnucci disegnavano simpatiche casette colorate, cavallini, cani, i fratellini e le dolci collinette del loro animo sereno io, solitario nel mio banco, con strane espressioni facciali e rumori vaghi, disegnavo enormi castelli arrotolati su se stessi, mostri, inferni, dinosauri , paesaggi metafisici, lande nere e desolate, alberi spezzati ed assurdi...Poi smisi per anni di andare a caccia di segni per ricominciare alla fine degli anni del liceo, alla ricerca dell'assurdo... Sicioldr




Ciao Sicioldr, ho visto nella bacheca di questo blog che già da qualche tempo ti sei appuntato come lettore fisso de ''Il Nuovo Giardino Magnetico'', così sono andato a farmi un giretto sul tuo blog e ho scoperto che sei un giovane tracciatore di segni (come tu stesso ti definisci), wow! Non solo: le tue cose mi piacciono pure (soprattutto i disegni in bianco e nero). Mi sembrava quindi doveroso, un po' per ringraziarti, un po' per spronarti e incoraggiarti a continuare su questa strada, ma soprattutto in virtù dei tuoi meriti artistici, dare spazio al tuo lavoro all'interno di una serie di post che ho battezzato ''Maggika Mano''. Complimenti anche per le scelte musicali dei tuoi video (Bela Bartok, Capossela, Soap & Skin...). Non so perchè, ma mi viene anche da pensare che tu possa essere un ''fan'' di Bosch e del suo Giardino Delle Delizie, che ho visto da poco nel Museo del Prado di Madrid e mi ha lasciato senza fiato. Comunque ancora complimenti e a presto!

 

tutti i video di Alessandro Bianchi (in arte Sicioldr) qui

giovedì 26 novembre 2009

''How Wings are Attached to the Backs of Angels'' di Craig Welch

SPAZIO CORTI



''How Wings are Attached to the Backs of Angels'', è un lavoro di Craig Welch prodotto dal National Film Board of Canada che usa l'animazione per radiografare inquietanti meccanismi psichici. In questa surreale esposizione, l'eccessivo uso della scienza e della fame di sapere si trasformano in potere incontrollabile...

''How wings are attached to the backs of angels''
by Craig Welch 35 mm, 11'5''


mercoledì 11 novembre 2009

Best Videoclips 2009

.

.
Nel mare di immagini di video musicali viste in questi quasi dodici mesi la fa da padrone Patrick Daughters, uno dei registi più talentuosi in circolazione; ebbene, il 2009 è suo, infilando un trittico di splendore categorico: l'estetica vintage del liturgico ''Two Weeks'' che trasforma i Grizzly Bear in uomini di porcellana dai grandi occhi inquietanti, la cui grazia divina esplode nella letterale pirotecnia del finale; il poeticismo pacifista, la malinconica ironia di ''No One Does It Likes You'' dei Department Of Eagles (progetto parallelo di Dan Rossen degli stessi Grizzly Bear), in collaborazione con l'animatore Marcel Dzama, che ha avuto la sua prima al MoMA di New York, e poi l'incubo dei Depeche Mode di ''Wrong'', tre superlativi minuti di tensione delirante. E' stato pubblicato sul Myspace ufficiale della band anche il video di Hole To Feed, il terzo dopo ''Wrong'' e ''Peace''. La realizzazione dell'insolita clip è stata diretta da Eric Wareheim, estroso regista americano, già autore di video quali 'Youth' dei The Bird and the Bee, "She's Got Me Dancing" dei MGMT e soprattutto ''Pon De Floor'' dei Major Lazer. A proposito dei MGMT: il video di Ray Tintori, alle prese con la lisergia infantile di Kids, è uno vero spasso. A seguire l'animazione passo uno di ''Ready Able'', nuovo singolo fresco fresco (ancora) per i Grizzly Bear, ad opera della giovane pittrice americna Allison Schulnik che da vita alle sue maschere di pagliacci alieni e vagabondi realizatti in plastilina. Un gioiello al pari dell'altro spettacolare stop-motion dell'anno ''Our Talons'' dei Bowerbirds (in realtà il video è uscito sul finire del 2008, ma non ho fatto in tempo a inserirlo nelle playlist dello scorso anno), diretto da Alan Poon, che ha richiesto una mole di lavoro spaventosa per essere completato... A suo modo commovente la semplicità di ''Grapevine Fires'', singolo della band indie rock Death Cab for Cutie, tratto dall’album ''Narrow Stairs'', uscito l’anno scorso. Ad accompagnare la canzone c’è il meraviglioso video opera del duo Walter Robot, al secolo Chris Louie e Bill Barminski. Ad ispirare il video e la canzone sono stati i terribili fuochi che hanno colpito la California nell’estate del 2007. Poetica e visionaria come sempre la musica della bella Marissa Nadler, che ci delizia con i suoi piccoli inferni color pastello e con il video del brano che da anche il titolo al suo ultimo lavoro, ''Little Hells'', appunto, affidato a Si Clark. Particolarmnte eccentrico, invece, il video di ''People Tree'' realizzato da Syd Garon per il progetto N.A.S.A. (North America/South America), nato quest'anno dalla collaborazione fra Squeak E. Clean (Sam Spiegel) e DJ Zegon (Ze Gonzales). L' album (molto buono) è uscito il 17 Febbraio scorso e mette ai microfoni come ospiti una carrellata di nomi di grosso calibro della musica (in prevalenza hip-hop, ma non solo) come Chuck D, George Clinton, Seu Jorge, Spank Rock, RZA, Barbie Hatch, John Frusciante, KRS-One, Ol’ Dirty Bastard, Kool Keith, Ghostface Killah, Kanye West, Tom Waits e molti altri. Nel brano del video in questione non faticherete a riconoscere la voce di David Byrne, presente anche lui come ospite di questo ambizioso progetto. Mi è piaciuto molto anche ''Hidden In The Sand'', creato da Steve Loter (che in Italia conosciamo come l’autore di Kim Possible e Ren & Stimpy), rievoca con estrema freschezza ed un tocco di originalità lo stile dei cartoni animati del primo Novecento, ammiccando in particolare a Steamboat Willie, il corto dove per la prima volta è comparso Topolino. Il video è stato creato per accompagnare la canzone sopra citata, del gruppo indie rock Tally Hall, tratta dal loro album dal suggestivo titolo di ''Marvin’s Marvelous Mechanical Museum''. Altra animazione a suo modo ''esotica'' è quella costruita da Joann Sfar sulle note scanzonate di “Tes Lacets Sont des Fées” per la rock band francese Dionysos, (è già stato presentato in qusto blog un'altro loro video) dove una ballerina ed un suonatore di ukulele non riescono a smettere di suonare e ballare, neppure quando sono minacciati dalla presenza incombente di un’enorme creatura mostruosa. Ecco a voi un altro piccolo capolavoro animato, presentato come la rivisitazione moderna della favola di Cappuccetto Rosso. Si tratta di un lavoro del grafico svedese Tomas Nilsson che per ''Sponsored my Destini'' dei compatrioti Slagsmålsklubben (provade a dirlo se ci riuscite), afferma di aver tratto ispirazione dal video dei norvegesi Röyksopp “Remind Me”, tornati quest'anno con un disco nuovo, ma con risultati abbastanza scadenti, eccezion fatta per il meraviglioso video che accompagna il singolo ''Happy Up Here'' commissionato a Reuben Sutherland, dello studio Joyrider Films, che in questa occasione si è ispirato ad un grande classico del videogame: Space Invaders. Il videoclip, che mostra una partita di Space Invaders prendere vita nel mondo reale, è quasi interamente realizzato in computer grafica. Ispirato dalla grafica dei videogame d’altri tempi a scorrimento orizzontale anche il video di “Love etc.” lo splendido singolo che anticipava ''Yes'', nuovo album di inediti dei Pet Shop Boys uscito il 23 marzo scorso. Per la regia si sono affidati a Han Hoogerbrugge, importante disegnatore e animatore olandese, che lavora con la grafica digitale dal gusto retrò. Il video, infatti, è una sorta di videogame platform a fumetti, con uno stile vintage e molto pop. ''Charlemaine Champagne'' è invece un buon esempio di quello che sono (diventati) i Fiery Furnaces del notevole ''I’m Going Away''. Il video in questo caso è stato affidato a Philip Niemeyer della Double Triple, crew di creativi che si muovono tra visual art, video e packaging creativi. Bellissimo anche il lavoro fatto per la delinquenziale ''Hard Times'' dal videomaker statunitense Ace Norton che ci propone il platinatissimo Patrick Wolf (dell'ottimo ''The Bachelor'') in versione “post-white duke”, immerso in una scenografia al day-glo, geometrica, colorata e glam, quanto basta per ricordare i plastici 80's. Il video più concettuale? Forse ''Learned Lessons'' di Matt and Kim, falso videoverità diretto da Taylor Cohen e Otto Arsenault, il cui finale svela traumaticamente la finzione. Per quanto riguarda il più folle pochi dubbi: ''Suena Brillante'' di Joe Crepusculo. Dietro a questo moniker stravagante si nasconde in reltà Joël Iriarte (classe 1981), artista indipendente catalano poco conosciuto anche in madrepatria (figuriamoci da queste parti), che si è guadagnato la stima di qualche rivista specializzata spagnola in virtù di album come Supercrepus (scarica qui), ''Escuela de Zebra'' (scarica qui) e ''Escuela de Remixes'' (qui) tutti usciti lo scorso anno su licenza Creative Commons e tutti messi gratuitamente a disposizione dallo stesso artista nella sua pagina web ''para libre desfrute''. La sua musica si caratterizza per un uso della voce ''poco trabajada'' (letteralmente, poco lavorata), testi surrealisti e una strumentazione casalinga, il tutto condito in tono decisamente lo-fi. Non fa eccezione il folle video di ''Suena Brillante'', perfetto esempio del mondo in cui si muove il nostro, realizzato dal videomaker Luis Cerveró (autore anche del video, altrettanto spartano e folle, ''Espada de Damocles"). A propisito di folli(e), udite, udite: David Lynch in persona ha regalato una delle sue angosciate animazioni a Moby realizzando il video di ''Shoot In The Back Of The Head'' (neppur il brano è malaccio) , che anticipava l'album ''Wait For Me''. A priori, questa associazzione può sembrare strana, ma Lynch è un entusiasta praticante della meditazione trascendentale, disciplina che Moby pare abbia cominciato a coltivare di recente, permettendo ai due di conoscersi. Qui si può anche vedere un'intervista che il regista ha realizzato con il musicista, e qui una breve improvvisazzione del cineasta alle prese con una steel-guitar... E l'adorato Jaron Albertin? Si guardi l'ipnosi inquietante e incredibile di ''7 minutes'' dei Circlesquare (bellisimo anche il disco) e il commercial per la Diesel: il ragazzo conferma un talento straripante (tutti i video qui). Di talento ne hanno da vendere anche i Flaming Lips, che tornano alle distorsioni nel micidiale, nuovissimo ''Embryonic'', anticipato dal singolo ''I Can Be A Frog'' in cui spicca la presenza di Karen O (Yeah Yeah Yeahs!) che lo tinge di meravigliosa ingenuità, dilettandosi a imitare i versi degli animali citati da Wayne Coyne (il cantante del gruppo), ridendo come un'adolescente attraverso la cornetta di un telefono. L'eccentrico video è opera dello stesso Wayne e di George Salisbury. Il più ingegnoso, è probabilmente quello che accompagna il brano ''We Got Time'' del cantante pop-rock scozzese Moray McLaren (una lagna patetica, un ibrido tra i peggiori Radiohead e i Coldpaly) ad opera di David Wilson dello studio Blinkink, che per realizzarlo ha usato una tecnica che nessuno adopera da almeno cento anni: quella del praxinoscopio. Il praxinoscopio è un dispositivo, considerato l’evoluzione dello zeotropo, che veniva utilizzato alla fine del diciannovesimo secolo per creare l’impressione di immagini in movimento. Il meccanismo dietro a questo dispositivo consisteva nel far ruotare un piatto o un cilindro sul quale veniva disposta una striscia di carta con i disegni da animare, che si sarebbero poi riflessi su una struttura composta di specchi, dando l’idea del movimento. Wilson non solo ha dovuto studiare l’animazione e adattarla al praxinoscopio, ma ha anche dovuto preoccuparsi di sincronizzarla in modo da far corrispondere il numero di fotogrammi al secondo riprodotti dal dispositivo a quello della videocamera. Il videoclip non è stato ritoccato al computer, ma tutte le sequenze sono state create manualmente. Se la tecnica del praxinoscopio vi incuriosisce, dove presento il video troverete anche un interessante dietro le quinte: tanto elaborato e affascinante il video di supporto, quanto bruttino e banalotto il brano. Impossibile non citare, infine, le marionette tragiche di ''Honey Honey'' di Feist: per molti il video premaitissimo di Anthony Seck è il più bello dell'anno (in realta è di fine 2008), io esprimo rispetto e ribadisco il podio: Daughters, Daughters, Daughters.

Maggika Mano 02

.

martedì 10 novembre 2009

Maggika Mano

. .
Stupefacente! Non occorrono altri aggetivi per descrivere il talento e la genialità della bella Kseniya Simonova (Ксения Симонова) , una giovane artista (del 1985) ucraina che solitamente lavora con una sorta di tavolo luminoso che cosparge di sabbia e dal quale, come per magia, riesce a tirar fuori dei disegni straordinari solo attraverso l'uso delle dita e a una velocità sorprendente. Come colonna sonora per i suoi straordinari lavori, miscela delle musiche coinvolgenti ed emotive, come nel caso di Дорогие мои старики, il brano musicale di Igor Sarukhanov (Игорь Саруханов) che la accompagna nell'esibizione che potete ammirare qui sotto. Il video rappresenta l'invasione nazista durante la seconda guerra mondiale ha commosso il suo paese. Posso capire il perchè.
.
.
Malcolm Sutherland, invece, è un illustratore e animatore canadese. Sutherland, che ha studiato tecniche di stampa all’Alberta College of Art and Design, ha raggiunto una certa notorietà nel 2002 per aver diretto “False Saints”: un cortometraggio animato presentato al prestigioso National Film Board of Canada. Seguendo anche i suoi studi cinematografici, dopo aver realizzato numerosi fumetti e aver vinto con il suo Oola Dug il “Best English Comic Book” all’ Expozine del 2007, Sutherland ha continuato ha portare avanti la sua carriera di animatore oltre che di illustratore e fumettista. Alcuni esempi della sua arte si possono ammirare qui sotto, incluso il making of dello splendido “Forming Game - Jeu De Forme”, realizzato tra il 2007 e il 2008.
.
.
.

Allison Schulnik & Grizzly Bear

. .

Allison Schulnik è una giovane pittrice americana nata a San Diego nel 1978, e che attualmente vive e lavora a Los Angeles. L'artista è stata da poco esposta anche in Italia, dove ha presentato una serie di dipinti inediti. Prendendo spunto dal teatro, dalla musica, dalla storia dell'arte, e naturalmente, dai precedenti studi di animazione e danza, Allison Schulnik schiude le porte del suo personalissimo e tragicomico immaginario fatto di personaggi che pur appartenendo a una dimensione mostruosamente fantastica assumono una sorprendente umanità.
.

.
Era solo questione di tepo: i Grizzly Bear, da sempre fans dell'artista, dopo aver prestato alcune canzoni alla Schulnick per il corto Hobo Clown (vedi sopra), hanno pensato che i suoi animali deformi, le sue maschere di pagliacci alieni e vagabondi realizatti in plastilina, sarebbero stati perfetti anche per il (nuovissimo) video ufficiale di Ready Able (vedi sotto), brano tratto dall'album Veckatimest di quest'anno. Dopo il clip capolavoro di Two Week, anche questo piccolo gioiello ci conferma, una volta di più, l'assoluta originalità e capacità dei nostre nelle loro scelte.
.

.

lunedì 9 novembre 2009

Spazio corti: ''Accro''

.
SPAZIO CORTI: ACCRO
di
Marie Opron, Léonard Cohen e David Martin

Accro (contrazione di accroché, drogato, ma anche agganciato, in francese) è un corto animato opera di tre studenti dell’Ensad: Marie Opron, Léonard Cohen e David Martin. FRA, 2007.



venerdì 23 ottobre 2009

"ДЕВОЧКА И ДЕЛЬФИН" Розалия Зельма


SPAZIO CORTI:
"ДЕВОЧКА И ДЕЛЬФИН" Розалия Зельма
"Girl and Dolphin" dI Roza Zelma


Soviet animation "Girl and Dolphin" 
directed by Roza Zelma. ЭКРАН, 1979
Pежиссер: Розалия Зельма 
Cценарист: Л. Лось 
Oператор: Владимир Милованов 
Kомпозитор: Эдуард Артемьев

Dall'animazione alla realta; AMARA!!!!!!

mercoledì 21 ottobre 2009

Mi And L'Au: Good Morning Jokers (Borne!)

. .
Tornano i Mi And L'Au con un disco bellissimo (e tristissimo) e con un primato: la copertina più brutta dell'anno. Se volete approfondire: qui (recensioni di Onda Rock)
.
.
.