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giovedì 14 marzo 2013

Uk Postcards 1982-1992: Altered Perception




TRACKLIST

01 - LOOP - Forever - da (Head Records, 1987)
02 - SPACEMEN 3 - Revolution - da '(Fire Records, 1988)
03 - SPECTRUM - Sweet Running Water - da (Silvertone, 1992)
04 - SPIRITUALIZED - Sway - da (Dedicated Records, 1992)
05 - THE SHAMEN - Golden Hair - da (Materiali Sonori, 1988)
06 - CHAPTERHOUSE - Ecstasy II [Demo, 1991] - da (Dedicated, 1996)
07 - SUN DIAL - Tremelo - da (UFO Records, 1992)
08 - SPIRITUALIZED - If I Were With Her Now - da (Dedicated, 1992)
09 - SONIC BOOM - Help Me Please - da (Silvertone Records, 1990)
10 - ROSEMARY'S CHILDREN - (At The) End Of The Corridor - da (Él Rec, 1987)
11 - THE TELESCOPES - Flying - da (Creation records, 1991)
12 - RIDE - Unfamiliar - da (Creation Records, 1991)
13 - BOO RADLEYS - How I Feel - da (Rough Trade, 1990)
14 - SPACEMEN 3 - 2-35 - da (Glass Records, 1986)
15 - SUN DIAL - Exploding On Your Mind - da (UFO Records, 1990)
16 - LOOP - Heaven's End - da (Head Records, 1987)

 

domenica 15 aprile 2012

Natural Rhapsody - A Contemporary Psych Folk Experience



Tracklist
01 - MARK FRY; THE A. LORDS: I Lived In Trees 
da I Lived In Trees (Second Language, 2011)
02 - JONATHAN WILSON: Natural Rhapsody 
da Gentle Spirit (Bella Union, 2011)
03 - JESSE SYKES &..: Servant Of Your Vision 
da Marble Son (Fargo Records, 2011)
04 - METAL MOUNTAINS: Orange Yellow 
da Golden Trees (Amish Records, 2011)
05 - ARBOREA: Black Is The Colour 
da Red Planet (Strange Attractors, 2011)
06 - CHARALAMBIDES: Desecrated 
da Exile (Kranky Records, 2011)
07 - GARETH DICKSON: Noon 
da Quite A Way Away  (12k, 2012)
08 - WILL SAMSON: Find Me In The Ocean 
da Hello Friends, Goodbye (Plop, 2011)
09 - ORCAS: Until Then 
da Orcas (Morr Music Rec., 2012)
10 - XIU XIU: Factory Girl 
da  Always  (Bella Union, 2012)
11 - YAIR YONA: Expatriates 
da Worlds Behind... (Anova, 2012)
12 - THE CHILD OF THE CREEK: Aurora 
da Find A Shelter Along.. (Red Birds,, 2010)
13 - MARK FRY; THE A. LORDS: Chalky Down 
da I Lived In Trees (Second L., 2011)
14 - MATT ELLIOTT: The Pain That's Yet To Come 
da ''The Broken Man '' (Ici D'Ailleurs, 2012)
15 - MIREL WAGNER: No Death 
da Mirel Wagner (Bone Voyage, 2011)

venerdì 1 aprile 2011

Eredità cosmiche

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Sarebbe forse necessario stabilire preliminarmente con chiarezza che cosa intendiamo con ''post-rock'', ma trattandosi di una di quelle sfuggenti ed elastiche definizioni coniate per comodità di classificazione più che per vera necessità assoluta, correremmo il rischio di impelagarci in una serie infinita di vani e vaghi distinguo. Anche perchè, a ben vedere, in forme e modi più o meno soterranei o defilati rispetto alle cronache musicali dominanti, ben innestate sul corpo centrale del rock, sussistono almeno dagli anni Sessanta svariate tendenze devianti e contaminanti, smaniose di guardare oltre (sopra, sotto, di lato...) la forma-canzone, mescolando elementi della ricerca colta e della cultura popolare (da Zappa ai Residents, dai Suicide a Jim O'Rourke...). In particolare la scena tedesca del cosidetto krautrock, ha saputo incarnare alla perfezione queste caratteristiche, convertendosi in uno dei rarissimi casi in cui un fenomeno musicale non di origine anglofona è riuscito a farsi notare su scala planetaria a tal punto da risultare fondamentale per molte compagini ''post'', soprattutto tra gli anni '90 e ''0''. In alcuni casi, poi, questa eredità appare così evidente, che è del tutto superfluo andare a ricercare ed elencare i casi di diretta collaborazione inter-generazionale o le ovvie attestazioni di stima nei confronti dei più anziani artisti. In generale, se ci chiediamo chi (Pink Floyd a parte) in ambito rock ha contribuito maggiormente alla creazione e allo sviluppo di un'arte fatta di lunghi brani strumentali e patterns destrutturati di suono, con la coesione di strumenti tradizionali ed elettronici, di ''fredda'' serialità minimale pur senza mai perdere del tutto il cordone ombelicale con la tradizione ''pop'', possiamo darci una risposta ascoltando il disco d'esordio del chitarrista dei Trans Am, Phil Manley, che con ''Life Coach'' (Thrill Jockey, 2011) [lo beccate anche quì] ha deciso (evidentemente) di rendere omaggio proprio alla kosmische musik tedesca dei primi anni Settanta e dove i riferimenti ai vari Manuel Göttsching, Can, Neu, Popol Vuh, Cluster ecc si fanno (quacosina di più che) spudoratamente evidenti. E se anche il chitarrista del trio di Washington Dc sostiene (che faccia tosta!) di essersi ispirato ai ''Lifetime'' di Tony Williams e ai ''Lifetones'' di Charles Bullen, noi non ci si crede manco per idea. I nomi sono già stati sciorinati, e non servono altre parole; la comunicazione è limitata ai suoni, in una geniale combinazoone di elettricità ed elettronica: nove sessions casalinghe (composte da Manley tra il 2003 e il 2010), in cui l'immediatezza di certe soluzioni spazial-meditative (si puo dire?) comunica la stessa urgenza espressiva tipica di ben altri generi. Un lavoro notevole.

mercoledì 24 novembre 2010

Il Nuovo Giardino Magnetico presenta ''Blackoscopic!''


SCARICA


SCALETTA

01 - SLY & THE FAMILY STONE - I Want To Take You Higher 
(Da: Stand! - Epic, 1969) [asc.]
02 - RARE EARTH - I'm Losing You (I Know) 
(Da: Ecology - Rare Earth, 1970) [asc]
03 - THE TEMPTATIONS - Papa Was A Rollin' Stone 
(Da: All Directions - Tamla Motown, 1972) [asc]
04 - YUSEF LATEEF - Raymond Winchester 
05 - LOU DONALDSON - If There's a Hell Below 
(Da: Cosmos - Blue Note, 1971) [asc]
 06 - AFRICA - Paint It Black 
(Da: Music From "Lil Brown" - Ode Records, 1968) [asc]
07 - BLACK HEAT - Check It All Out 
(Da: No Time To Burn - Atlantic, 1974) [no asc]
08 - THE ISLEY BROTHERS - Ohio Machine Gun 
 (Da: Givin' It Back - T-Neck Rec, 1971) [no asc]
09 - EDDIE KENDRICKS - My People...Hold On 
(Da: People...Hold On - Tamla Motown, 1972) [asc]
10 - THE UNDISPUTED TRUTH - Ball of Confusion 
(Da: The Undisputed Truth - Tamla Motown, 1971) [asc]


giovedì 23 settembre 2010

I 13 ritratti più belli



Il museo Andy Warhal di Pittsburg commissionò a Dean Wareham e alla moglie Britt Phillips (già membri di Galaxie 500 e Luna) ora conosciuti semplicemente come Dean & Britta di musicare 13 screen test, ovvero alcuni dei celebri micro ritratti su pellicola in bianco e nero che Warhal realizzò tra il 1964 e il 1966 con icone culturali dell'epoca (Nico, Lou Reed, Dennis Hopper, Edie Sedgwich, Allen Ginsberg, Salvador Dalì, Giangiacomo Feltrinelli...) che frequentavano gli studi dell'artista.


Dean & Britta accettarono l'incarico e non tardarono molto nel portare a termine il progetto che all'inizio si presentò come un DVD (uscito nel 2009) e con una serie di concerti dal vivo in tutto il mondo (dall'Opera di Sydney a una cattedrale del quindicesimo secolo a Parigi).


La musica può essere considerata come un chiaro tributo ai Velvet Underground con un suono chitarristico minimale, melodie dall'incedere sognante e ipnotici flussi di drones.


Ora ecco anche un cd doppio, ''13 Most Beautiful... Songs For Andy Warhol's Screen Tests'' (Double Feature Records, 2010) che alle 13 canzoni dei screen test (tra originali e riprese: Dylan, gli stessi Velvet Underground ...) aggiunge 8 nuove tracce remix dalle sonorità perfettamente affini rispetto i materiali preesistenti ad opera di gente come My Robot Friend o Sonic Boom (suo per esempio lo zampino nel remix della magica e melanconica ''Knives From Bavaria'' che è possibile ascoltare nel video sotto).


Se fosse poco sappiate che il doppio cd originale, oltre a un booklet di 12 pagine, aggiunge come ciliegina sulla torta un DVD in edizione limitata con gli screen tests originali di Warhol. Inutile dire che se adorate l'epoca d'oro della Pop Art questo disco assume i crismi di un'opera imprescindibile. Se invece semplicemente amate la buona musica, lasciatevi gentilmente cullare dai flussi di queste canzoni. Penso ne valga la pena.

mercoledì 17 marzo 2010

The creation of my bloody brit postcards


Ladies and gentlemen we are floating in space.....



Era il 1992, quando apparvero gli Spiritualized. Messi insieme dall'estro curioso e sperimentale di capitan Jason Pierce, già pilota e corresponsabile (insieme a Sonic Boom) delle narcosi noise-psichedeliche degli Spacement 3 nel decennio precedente, licenziarono con ''Lazer Guided Melodies'' un disco assolutamente fuori dal tempo. Invece che rifarsi alla elettricità dominante del grunge, condensavano quasi trent'anni di storia del pop acido inglese in una mistura di canzoni ''manipolate'', ispirate da un lato dal lavoro in studio di Phil Spector, dall'altro dal minimalismo, amori questi mai nascosti e anzi più volte riconosciuti dallo stesso Jason. Ma fu ''Ladies And Gentlemen We Are Floating In Space'', il disco del 1997, a rappresentare il vero vertice estremo del sinfonismo estatico degli Spiritualized. Dopo quel disco arrivarono altri tre ottimi album e alcuni singoli, ma il viaggio di Jason e compagni non ha più toccato le vette sublimi di quella terza tappa, persa tra fiumi di antiche pulsioni psichedeliche e più moderne ricostruzioni rock di fine secolo.



Il disco è appena stato ristampato con l'aggiunta di contenuti extra in una particolare confezione (sorta di gigantesca scatola di medicinali) a numero limitato licenziata dalla Atp, nella quale ogni brano si trova su un singolo cd-''pasticca'' da tre pollici (cose da non crederci, date un occhiata qui) a cui si aggiungono due cd di inediti , demo e versioni rare, sui quali però, non posso riferire. Per quanto riguarda la scaletta classica, invece, posso provarci.



SPIRITUALIZED
 ''Ladies and gentlemen we are floating in space'' (Dedicated, 1997)


(prima dell'uso leggere attentamente le istruzioni)

L'entrata è morbida, la title-track avvolge subito con una trama sottile e sognante a cui fanno da contrappunto le chitarre di ''Come Toghether'' che vanno a pescare dal repertorio più aspro di Spacement 3 e i loop ripetuti di chitarre e tastiere (in una continua spirale) aggiungono qualche piccolo particolare a ogni passaggio; li ritroviamo anche in ''I Think I'm In Love'' e nella successiva ''All Of My Thoughts'', ma al contempo si inseriscono nuovi elementi. Il blues elettrificato di ''Electricity'' movimenta non poco l'atmosfera con l'armonica deragliante di Sean Cook, al contrario gli interventi degli archi del Balanescu Quartet, già presenti sul precedente lavoro del gruppo, ''Pure Phase'' (Dedicated, 1995), indirizzano alcune tracce verso atmosfere vellutate. Più ancora sorprende la presenza del London Community Choir, che trasforma ''No God Only Religion'' in un vero e proprio psycho-soul, per non parlare del pianoforte di Doctor John che ha fatto le valigie, abbandonando la sua New Orleans, per unirsi al quartetto britannico in chiusura di disco, contrappuntando con le sue note gli oltre sedici minuti di ''Cop Shoot Cop'', ipnotico mantra degno del maestro Sun Ra, anche lui da sempre riconosciuto ispiratore dell'austronauta Jason Pierce. Una meraviglia!!!


domenica 7 marzo 2010

So Acid!!!!!!


MV & EE
 ''Barn Nova'' (Ecstatic Peace!)



Frastornante, entusiasmante, deprimente, spiazzante, nuovissimo, vecchissimo .... Ragazzi finalmente ho trovato quello che disperatamente non cercavo per questo 2010 (in realtà il disco è uscito sul finire del 2009), ma puntualmente è arrivato lo stesso. So acid!!!!!! (Lo so, sono solo seghe, ma...) Lo adoro. A raccontarlo non ci proverò neanche un po', c'è già chi lo ha fatto (qualcuno anche distruggendolo in sede di recensione, ma il disco un po' se lo merita) molto meglio di come lo farebbe il sottoscritto ancora intontito da questa botta lisergica. L'unica cosa che posso dirvi è che se non amate ... 1) Quicksilver Messenger Service, Grateful Dead e compagnia acida; 2) Neil Young; 3) Sonic Youth/Dinosaur Jr; 4) la cosiddetto new-weird .... dicevo, se non amate tutto ciò state pure alla larga da questo lavoro. No, non è vero, ritiro tutto, voi ascoltate lo stesso. Per giudicare bisogna ascoltare, giusto? E poi a volte si può viaggiare anche senza istruzioni.

mercoledì 11 novembre 2009

Flaming Lips: Embryonic (Warner Bros)

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Esistono gruppi che, con il passare degli anni, devono rinnovarsi per evitare di diventare monotoni o parodia di se stessi e per sopravvivere agli scossoni e alle mode in seno alla musica contemporanea. Questo l'anno capito bene anche i componenti dei Flaming Lips che con ''Embryonic'' hanno realizzato il progetto più coraggioso dai tempi di Zaireeka. Nel nuovo disco del cuartetto di Oklahoma, composto da diciotto canzoni e pubblicato in un doppio cd, non c'è traccia di quella psichedelia giocherellona e mollacciona imperante in dischi come ''The Soft Bulletin'' o ''Yoshimi Battles the Pink Robots'' e nemmeno della luminosità che aveva caratterizzato At War with the Mystics. Al contrario: il gruppo capitanato da Wayne Coyne ha lasciato da parte la sontuosità dei lavori appena citati per passare a una sperimentazione cruda, pur senza abbandonare e rinunciare allo stile psichedelico, che lo identifica fin dali suoi inizi, a metà degli anni 80.
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Questa maratona di 70 minuti riflette su temi come la follia, l'isolamento e l'orrore, trasportandoli in una specie di opera rock implacabilmete paranoica che però non manca di momenti pop più leggeri. C'è quell'immediatezza ruvida che nei Flaming Lips non si sentiva dai primi anni 90 e che avevano caratterizzato dischi come ''Telepathic Surgery '', ''In A Priest Driven Ambulance'' o ''Hit To Death in the Future Head'', impiegando dosi massicce di chitarra (si, tornano alle chitarre distorte) e a una base ritmica spesso assordante: le uniche canzoni, tra le molte che compongono ''Embryonic'', che si possono considerare veramente ''accessibili'' sono "Silver Trembling hands", "If" e "I can be a frog". In particolare quest'ultimo brano è stato scelto come primo videoclip per l'ultimo lavoro del gruppo nordamericano e si avvale della presenza come ospite di Karen O (Yeah Yeah Yeahs!) che tinge il tema di meravigliosa ingenuità, dilettandosi a imitare i versi degli animali citati da Wayne, ridendo come un'adolescente attraverso la cornetta di un telefono.. Per quanto riguarda il resto del repertorio è caratterizzato, nella maggior parte dei casi, da strutture sonore ripetitive ("The Impulse", "Your Bats" "See the Leaves" o "The Sparrow Looks Up At the Machine"), con un suono potente e spesso funk, ma vicino al lo-fi (sembra meno trattato in sede di produzione, ma proprio per questo più autentico) e suona come se i musicisti avessero registrato tutti assieme dal vivo in una piccola stanza. I brani, molto intensi, guadagnano con gli ascolti ripetuti. Forse con il 2009 si è aperta una nuova fase nella carriera dei Flaming Lips, una delle formazioni più stravaganti e geniali della storia della musica.