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mercoledì 14 novembre 2012

Il Nuovo Giardino Magnetico presenta: Circos De Intimidad


Circos De Intimidad
 A Compilation Of Intimistic Spanish Acoustic Pop-Folk



TRACKLIST

12 - EL HIJO - Quebradizo Y Transparente  - da (Acuarela, 2010)
13 - ALBERTO MONTERO - Cajón Del Maipo - da (Greyhead, 2011)
01 - MUS - Dulce Amor - da ''La Vida''(Green UFOs, 2007)
02 - AMOR DE DIAS - Foxes' Song - da (Merge Records, 2011)
03 - LA BUENA VIDA - Los Vientos - da (Siesta, 2001)
04 - ANA D - Velero Lleno De Estrellas Y Bahías - da (Elefant Rec, 1999)
05 - LE MANS - Buenos Días, Corazón - da (Elefant Records, 1998)
06 - PAULINE EN LA PLAYA - Circos De Intimidad - da (Subterfuge, 2006)
07 - MUS - Una Sábana Al Vientu - da (Green UFOs, 2007)
08 - NIZA - Septiembre - da (Elefant Records, 2002)
09 - IÑIGO UGARTEBURU - Æraberan - da (Foehn Records, 2012)
10 - REMATE - La Animadora - da (Sinedín Music, 2012)
11 - EL HIJO - Los Naranjos - da (Acuarela Discos, 2010) 
14 - MUS - Pela Xenra Blanca - da (Acuarela Discos, 2004)
15 - AMOR DE DIAS - Foxes' Song (Reprise) - da (Merge Rec, 2011) 
16 - LE MANS - Sic Transit Gloria Mundi - da (Elefant Records, 1998)


  

domenica 15 aprile 2012

Natural Rhapsody - A Contemporary Psych Folk Experience



Tracklist
01 - MARK FRY; THE A. LORDS: I Lived In Trees 
da I Lived In Trees (Second Language, 2011)
02 - JONATHAN WILSON: Natural Rhapsody 
da Gentle Spirit (Bella Union, 2011)
03 - JESSE SYKES &..: Servant Of Your Vision 
da Marble Son (Fargo Records, 2011)
04 - METAL MOUNTAINS: Orange Yellow 
da Golden Trees (Amish Records, 2011)
05 - ARBOREA: Black Is The Colour 
da Red Planet (Strange Attractors, 2011)
06 - CHARALAMBIDES: Desecrated 
da Exile (Kranky Records, 2011)
07 - GARETH DICKSON: Noon 
da Quite A Way Away  (12k, 2012)
08 - WILL SAMSON: Find Me In The Ocean 
da Hello Friends, Goodbye (Plop, 2011)
09 - ORCAS: Until Then 
da Orcas (Morr Music Rec., 2012)
10 - XIU XIU: Factory Girl 
da  Always  (Bella Union, 2012)
11 - YAIR YONA: Expatriates 
da Worlds Behind... (Anova, 2012)
12 - THE CHILD OF THE CREEK: Aurora 
da Find A Shelter Along.. (Red Birds,, 2010)
13 - MARK FRY; THE A. LORDS: Chalky Down 
da I Lived In Trees (Second L., 2011)
14 - MATT ELLIOTT: The Pain That's Yet To Come 
da ''The Broken Man '' (Ici D'Ailleurs, 2012)
15 - MIREL WAGNER: No Death 
da Mirel Wagner (Bone Voyage, 2011)

martedì 17 gennaio 2012

Il Nuovo Giardino Magnetico presenta: ''Little Moons''




TRACKLIST
                                 
01 - GRANT-LEE PHILLIPS - Violet - Da (Yep Roc Rec., 2009)
02 - COCOON - Sushi - Da (Barclay Records, 2010)
03 - SUFJAN STEVENS - John Wayne Gacy, Jr. - Da (Asthmatic Kitty, 2005)
04 - WELCOME WAGON - Up On A Mountain - Da (Asthmatic Kitty, 2009)
05 - THE LEISURE SOCIETY - The Sleeper - Da (Full Time Hobby, 2009)
06 - AVI BUFFALO - Coaxed - Da (Sub Pop Records, 2010)
07 - ANDREW BIRD - Masterswarm - Da (Bella Union, 2009)
08 - THE VILLAGERS - The Meaning Of The Ritual - Da (Domino, 2010)
09 - HJALTALIN - The Boy Next Door - Da (Haldern Pop Rec., 2009)
10 - ERLAND & THE CARNIVAL - East & West - Da (Full Time Hobby, 2011)
11 - LOST IN THE TREES - Song For The Painter - Da (Anti, 2010)
12 - COCOON - Dolphins - Da (Barclay Records, 2010)
13 - BUTCHER THE BAR - Silk Tilts - Da (Morr Music, 2011)
14 - HOLA A TODO EL MUNDO - Hatem Prayer Team - Da (Aut., 2010)
15 - MINIATURE TIGERS - Dark Tower - Da (Modern Art, 2010)
16 - LOCH LOMOND - Elephants And Little Girls - Da (Tender, 2011)
17 - WELCOME WAGON - Unless The Lord.. - Da (Asthmatic Kitty, 2009)
18 - NORFOLK & WESTERN - How To Reel In - Da (Hush Records, 2006)
19 - SODASTREAM - Don't Make A Scene - Da (Fortuna Pop!, 2006)
20 - SLOW CLUB - Dance 'Til The Morning Light - Da (Moshi Moshi, 2009)


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lunedì 24 ottobre 2011

Il Nuovo Giardino Magnetico presenta: Ghosts & Lovers


TRACKLIST

01 - SPARKLEHORSE - Gold Day
da ''It's A Wonderful Life'' (Capitol, 2001)
02 - BON IVER - Holocene 
da ''Bon Iver'' (Jagjaguwar/4AD, 2011)
03 - RICHMOND FONTAINE - The Girl On the L. Road 
da ''The High Country'' (Decor, 2011)
04 - MATT ELLIOTT - Something About Ghosts 
da ''Howling Songs'' (Ici D'Ailleurs, 2008)
05 - DM STITH - Pity Dance 
da ''Heavy Ghost'' (Asthmatic Kitty, 2008)
06 - SOAP & SKIN - Thanatos 
da ''Lovetune For Vacuum'' ([PIAS] Rec. 2009)
07 - PJ HARVEY - The Devil 
da ''White Chalk'' (Island Records, 2007)
08 - OTHER LIVES - For 12 
da ''Tamer Animals'' (Play It Again Sam, 2011)
09 - BILL CALLAHAN - The Wind And The Dove 
da ''Sometimes I Wish..'' (Drag City, 2009)
10 - SUN KIL MOON - Alesund 
da ''Admiral Fell Promises'' (Caldo Verde, 2010)
11 - LHASA DE SELA - What Kind Of Heart 
da ''Lhasa'' (Warner Bros. Records, 2009)
12 - TIMBER TIMBRE - Magic Arrow 
da ''Timber Timbre'' (Arts & Crafts Int., 2009)
13 - MARISSA NADLER - Ghosts And Lovers 
da ''Little Hells'' (Kemado Records, 2009)
14 - HUGO RACE - Wake Up 
da ''Fatalists'' (Interbang Records, 2010)
15 - MI AND L'AU - They're Coming 
da ''Good Morning Jokers'' (Borne Rec., 2009)


In memory of Mark Linkous



mercoledì 13 ottobre 2010

Ghost Folk 2010 (Parte seconda)


Timber Timbre

Dietro il progetto Timber Timbre si nasconde in realtà Taylor Kirk, un giovane ed enigmatico cantautore proveniente da Brooklin, nell’Ontario. Il ragazzo si era già messo in luce nell’ambito della scena indipendente canadese grazie ad alcuni singoli, EPs e LPs autoprodotti, ma anche se la facilità e la delicatezza con cui Taylor reinterpreta materiali folk e blues aveva fatto presagire buone cose, pochi si sarebbero aspettati risultati così brillanti come quelli ottenutì con l'omonimo ''Timber Timbre'' un' oscuro gioiellino uscito nel 2009, e pubblicato per la prima volta in Europa quest'anno dalla Full Time Hobby. Da sempre estremamente spirituale e superstizioso, Kirk si avvicinò alla musica dopo aver imparato a suonare la chitarra nello scantinato di una chiesa, e questo particolare lato del carattere del ragazzo si riflette inevitabilmente anche nel suo percorso come musicista. Dal punto di vista lirico Kirk non si è mai nascosto nel manifestare ritorsioni e paure per temi profondi che riguardano la morte o la coscienza umana. Come compositore predilige soprattutto canzoni che raccontino storie interessanti da un punto di vista strettamente personale, ma non tralascia temi più generici e sembra che le influenze maggiori le abbiano esercitate su di lui lo scrittore William Faulkner e il musicista Nick Cave. Le melodie sono invece profondamente radicate alle vecchie tradizioni del folk e del blues, ma contengono una forte componente eterea che risalta il lato emotivo della sua musica che Kirk  ama descrivere come  ''la combinazione di una serie di qualità intangibili''.

Tylor Kirk

Il percorso discografico dei Timber Timbre venne inaugurato nel 2006 dall’album ''Cedar Shaker'', seguito a un'anno di distanza da ''Medicinals''. Ambo i dischi furono registrati in una capanna a Bobcaygen, sempre in Canada. Diverso invece il cammino di ''Timber Timbre'', lavoro per il quale Kirk preferì uno studio di registrazione più sofisticato, il Lincoln Country Social Club, nell' Ontario. Le regitrazioni, affidate al produttore Chris Stringer, cominciarono nell’autunno del 2008 e contarono sulla preziosa collaborazione di artisti della scena musicale underground canadese e di Toronto, tra cui Mika Posen, violinista dei Forest City Lovers, la cantante dei Bruce Penninsula o lo stesso Stringer che si occupò invece di arrangiare le parti di piano, organo e banjo. Kirk descrive ''Timber Timbre'' come ''un disco tranquillo nel quale ogni nota è stata considerata meticolosamente, e dove ogni canzone contiene una melodia e un ritmo leggero''. Si tratta in effetti di un gioiellino di oscuro cantautorato folk appena venato di blues, country e gospel, minimale negli arrangiamenti ma estremamente efficace nel rendere uniche le atmosfere; un lavoro che suona classico, ma in maniera del tutto personale. A contrastare con gli arrangiamenti scarni è la profondità dei testi: mortalità, vulnerabilità, frustrazione, risentimento, ira e compassione sono temi ricorrenti nel disco nonchè l'ineluttabile espressione emotiva di Taylor Kirk messo a dura prova nella sua sfera affettiva dalla contemporanea malattia di uno dei suoi amici più cari, che inevitabilmente finisce per influenzare le canzoni di ''Timber Timbre''; otto ballate gotiche che straripano di messaggi di grande passione e che vivono sull’innata capacità compositiva dell’autore che riesce a trasformare i dilemmi esistenziali della natura umana in brillanti affreschi musicali. Non solo dolore e morte però; perché dietro le ambientazioni cupe del disco si nascondono piccoli, teneri messaggi di speranza: '' E' proprio quando realizzi le cose brutte che i momenti di speranza e splendore si intensificano ''.


Ghost Folk 2010 (Parte prima)


Villagers: Becoming a Jackal

Conor J.O’Brien è il creatore e l’anima della band irlandese Villagers. Questo post-adolescente nato a Dublino cominciò ad avvicinarsi alla musica in giovanissima età, quando il fratello maggiore gli regalò la sua prima chitarra. Nel corso degli anni O’Brien iniziò a comporre un buon numero di canzoni e quel lavoro si plasmò nel progetto Immediate, una cult-band che si fece apprezzare e conoscere soprattutto nel proprio paese. Arrivato alla fine dell’esperienza con gli Immediate il ragazzo non si perse d’animo e anzi continuò a comporre incessantemente, forte anche di una scrittura più matura i cui frutti sono stati raccolti in ''Becoming A Jackal'' (Domino, 2010), esordio di O’Brian con la sua nuova band, i Villagers appunto.

Conor J. O’Brien

''Becoming A Jackal'' è un disco oscuro, con accordi e melodie semplici ma altrettanto efficaci, soprattutto se messi in relazione alla particolare profondità dei testi che catapultano l’ascoltatore in ambienti fatti per lo più di disperazione e sofferenza, probabile conseguenza dell’inevitabile tristezza di O’Brian per la perdita di una giovane sorellina. Ce lo chiariscono subito i toni spettrali del pianoforte, dei violini e di una batteria (realmente) dark dell’iniziale ''I Saw The Dead'', seguita dal brano che dà il titolo all'album, che invece si muove su territori più consoni al folk rock; insieme le due canzoni danno già un’idea di quali siano le coordinate sonore su cui il disco poggia. Musicalmente il paragone con Conor Oberst e con i suoi Bright Eyes viene subito alla mente, ma non esaurisce di certo la complessita ed il fascino di un lavoro come questo, intimo e doloroso, con la voce particolarmente sofferta e poetica di O’Brian sempre protagonista: nell’incedere della splendida ''Ship Of Promise'', negli ''amori egoisti'' di ''The Meaning of a Ritual'', nei toni più garbati di ''Home'' e ''That Day''; persino nella freshezza dinamica di scherzi pop come ''The Pact (I'll Be Your Fever)'' e ''Set The Tigers Free''. Undici brani di folk misterioso e profondo; una bella pagina di amaro romanticismo.


venerdì 14 maggio 2010

L'America di oggi


WOVEN HAND
The Threshingfloor (Glitterhouse, 2010)



Finalmente mi ritrovo tra le mani uno dei dischi che più ho atteso quest'anno (gli altri erano stati Ali & Toumani, Johnny Cash e Joanna Newsom), niente meno che il nuovo album del Reverendo David Eugene Edwards e della sua band, i Woven Hand. Difficile che un amante del folk contemporaneo non conosca e apprezzi questo uomo, che una volta terminato il ciclo con il suo vecchio gruppo, i 16 Horsepower, decise di formare i Woven Hand, continuando a mantenere intatto quel suo caratteristico talento naturale per il folk, che nessun altro gruppo di folk tratta e plasma alla sua maniera. E poi quel forte messaggio religioso e mistico, melanconico e oscuro, che da sempre lo accompagna, tanto che l'unico possibile accostamento con i Woven Hand sembra essere quello con gli 16 Horsepower e viceversa. Con ''The Threshing Floor'', Edwards torna a registrare a casa propria, in Colorado (ma si concede anche delle cappatine indiane, balcaniche e mediorientali, che a conti fatti si notano, eccome). Il sound resta quel connubio di folk-country di radice sudista e musica nativa americana, molto (ma molto) oscuro, dove persino il banjo viene impiegato in maniera del tutto particolare, assieme al contrabbasso, alle chitarre acustiche e alla solita magnifica voce del Reverendo. Quì però la maggior elettricità dello splendido ''Ten Stones'', il capolavoro che l'aveva preceduto, lascia spazio a dosi massicce di spiritualità e David sa essere (paurosamente) rabbioso e mistico allo stesso tempo. Ora mettetevi a sedere. Fumando la pipa alzate gli occhi, immersi nella pace della notte. Non sono forse stelle quelle che vedete lassù? E' non è forse il deserto questo che vi circonda? Ma un coyote non fa mancare il suo ululato e un' ombra si avvicina minacciosa .... No, non è l'ultimo Tex Willer, ma il nuovo lavoro dei Woven Hand. Oppure l'America di oggi, con le sue inquietudini.