sabato 4 febbraio 2012

Viaje de las Almas


Allievo del grande Munir Bashir, l'iracheno Naseer Shamma è considerato uno dei più importanti suonatori di oud contemporanei. Massimo esponente della Moderna Scuola di Baghdād  (ma anche maestro presso l’Arab Oud House del Cairo, in Egitto) Shamma sviluppa la tradizione del suo paese apportandovi particolari innovazioni tecniche e stilistiche in un mirabile equilibrio fra composizione e improvvisazione, conservazione ed innovazione, valorizazzione dei ''maquam'' (i modi della musica araba) e ''taqsim'' (cioè l'elaborazione dei modi stessi). Shamma è l'unico compositore e musicista moderno ad aver costruito un uod di otto corde (al posto delle sei classiche) che suona attraverso un uso particolare delle dita della mano destra. Ma si tratta pur sempre di tecniche al servizio di un ispirazione profonda che restituiscono al suo strumento un ruolo di interprete della tradizione . Non a caso Shamma è anche conosciuto come ''il giovane Ziryab''.
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Musicista e poeta oltre che esperto e raffinato gastronomo, Ziryab (in arabo: زرياب), il cui vero nome era in realtà Abū l-Hasan ʿAlī b.Nāfiʿ (Iraq, 789 - Cordova, 857) è ritenuto il più grande innovatore dell'oud. Costretto a fuggire dalla sua Baghdād a causa dell'invidia di alcuni maestri di corte che non riconoscevano le sue idee progressiste, dopo una fermata a Tunisi, Ziryab si stabilì definitivamente in Andalusia, in particolare a Cordoba dove fondò una scuola di musica la cui tradizione e importanza pare sia adirittura all'origine del flamenco. Tra le sue maggiori innovazioni l'uso di una penna d'aquila come plettro e l'aggiunta della quinta corda (simbolo dell'anima) alle quattro corde già esistenti e corrispondenti ad altrettanti colori e stati d'animo: il giallo, il rosso, il bianco, il nero, partendo dalla più acuta per arrivare progressivamente alla più grave. Insomma se oggi l'oud viene considerato uno strumento chiave, ponte fra le culture del mediterraneo e simbolo di profonde tradizioni, dalla Turchia alla musica arabo-andalusa, dal medio-oriente al Marocco, lo dobbiamo in buona parte anche all'influenza esercitata da questo importantissimo personaggio del IX secolo.
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Ed è proprio nel solco di quella tradizione e sotto la stella di Ziryab che sono stati concepiti i sette splendidi arabeschi di ''Viaje de las Almas (Travelling Souls)'' [si può recuperare via uabab]. Ma in questo caso Shamma va ancora oltre proponendo un' insolita rilettura delle sue composizioni in un dialogo stetto tra la tradizione millenaria del suo oud e quella altrettanto nobile e antica del sitar e della tabla, rispettivamente nelle magiche mani dei due virtuosi pachistani Ashraf Sharif Khan e Shabbaz Hussain. Il disco, registrato a Madrid sotto l'attenta direzione di Eduardo Paniagua (musicista, produttore, editore e proprietario della Pneuma che ha pubblicato il lavoro nel 2011) è un inno alla bellezza, la trasformazione del gusto rivolto alla ricchezza delle proprie origini, ma anche al trionfo dell'interplay cosmico con le tinteggiature al limite dell'improvvisazione. Meraviglia.
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