sabato 19 dicembre 2009

Julius Hemphill, Joe Henderson, Andrew Hill, Billie Holiday, Abdullah Ibrahim

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JULIUS HEMPHILL
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Fondamentale:
Dogon A.D. (Mbari, 1972) [Raro]
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Non meno fondamentali:
'Coon Bid' Ness (Black Lion, 1975)
Blue Boyé [1977] (Screwgun, 1998-2cd)
Steppin' [con e a nome "World Saxophone Quartet"]
(Black Saint, 1979)
Fat Man And The Hard Blues [come "Julius Hemphill Sextet"]
(Black Saints, 1991)
One Atmosphere (Tzadik, 2003)

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Fondamentale:
Page One (Blue Note, 1963)
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Non meno fondamentali:
Inner Urge (Blue Note, 1964)
In' N' Out (Blue Note, 1964)
Multiple (Milestone, 1973)
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ANDREW HILL

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Fondamentale:
Point Of Departure (Blue Note, 1964)

Non meno fondamentali:
Judgment! (Blue Note, 1964)
Dance With Death (Blue Note, 1968)
One For one (Blue Note, 1965)
A Beautiful Day (Palmetto, 2002)
Time Lines (Blue Note, 2006)
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Non meno fondamentali:
God Bless The Child [1936-42] (CBS)
The Commodore Master Takes [1939-44] (Commodore/Grp)
The Complete Deacca Recordings [1944-1950]
(Decca-Grp, 1991-doppio cd, antologia)

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Fondamentale:
Echoes From Africa [con Johnny Dyani] (Enja, 1979)

Non meno fondamentali:
African Piano [a nome Dollard Brand] (Japo/ECM, 1973)
Stream Of Conciousness [con Max Roach] (Piadrum, 1977)
Water From An Ancient Well (Enja, 1985)

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venerdì 18 dicembre 2009

Una discografia per gli anni ''0'' / Antony And The Johnsons


ANTONY AND THE JOHNSONS
I Am A Bird Now (Secretly Canadian, 2005)


La storia non poteva che cominciare in modo rocambolesco. La raccontò Laurie Anderson qualche anno fa al Times: ''Io e Lou li scoprimmo davvero per caso. Lou entra spesso nei negozi di dischi e ne compra 30 in un colpo, d'istinto. Prese il disco di Antony & The Johnsons perchè gli piaceva la copertina. Quando tornammo a casa e lo mise su, ci sconvolse''. Il Lou in questione è naturalmente Reed: ed è stato prprio l'incontro con lui che ha cambiato la vita di Antony, essendo stato invitato dall'ex Velvet Underground a interpretare Perfect Day su The Raven, l'album di tributo che Lou Reed ha dedicato ad Edgar Allan Poe, e successivamente nel live Animal Serenade. Da quel momento la lista degli ammiratori di questo corpulento, travestito, cameristico, teatrale autore/interprete si è infittita. Nato in Inghilterra, Antony è cresciuto in California, e solo nei primi anni '90 ha trovato dimora a New York, dove ha cominciato a bazzicare la scena underground e i club notturni. Il suo primo, meraviglioso, omonimo disco del 1998 (all'epoca di problematica repiribilità e presto fuori catalogo) fu ristampato nel 2004 dalla lodevole Secretly Canadian con il duplice scopo (riuscito) di sfruttare il buon momento dell'artista e aprire la strada a un nuovo lavoro: l'incredibile I Am A Bird Now, che ormai tutti conoscono (o dovrebbero conoscere). Quindi un disco che ha poco a vedere con il rock contemporaneo (non solo per la quasi totale rinuncia alle chitarre, anche se l'attitudine è molto glam) ma si rifà piuttosto alla tradizione delle torch songs, delle ballate orchestrali, del cabaret mitteleuropeo, del soul e del jazz (Nina Simone dietro l'angolo). Non sono però solo gli arrangiamenti, pur ricchi e avvolgenti, oltre che ben curarti, a fare la forza del disco, e neppure gli ospiti (lo stesso Lou Reed, nella splendida ) o i punti di contatto con un passato più o meno remoto, quanto la voce stessa di Antony, un angelo androgino capace di librarsi altissimo pur mantenendo sempre il contatto con i vicoli male illuminati dove si svolgono le storie di ordinaria decadenza che scrive e interpreta con una teatralità e una intensità talmente dolorose da risultare esse stesse antidoto al dolore. Questo è un disco che si colloca direttamente fra i classici. Da applausi a scena aperta. [Tracklist]