domenica 12 dicembre 2010

Pionieri di una musica nera

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Il Bronx newyorkese dopo gli anni Sessanta. Le filastrocche inventate dai ragazzi di colore agli angoli delle strade (dozens) e le sigle delle sit-com alla tivù. I dischi di Tito Puente e del Jimmy Castor Bunch. Le canzonacce nate in galera (Toasts) e tramandate oralmente di detenuto in detenuto. Il giamaicano Kool Dj Herc che, lavorando simultaneamente con due copie dello stesso disco, fà durare un'eternità il break di percussioni di ''Apache'' dell' Incredible Bongo Band e di decine di altri oscuri dischi latin-funk. Grandmaster Flash giovanetto e dj di belle speranze che scopre come diavolo facesse il suo idolo Pete Dj Jones ad acchiappare sempre il groove giusto quando ripeteva la medesima sequenza percussiva più e più volte usando due copie dello stesso disco (il mixer con il preascolto!). Cassius Clay e Malcolm X. The Fathback Band che in ''King Tim III'' unisce le parlate jive dei dj radiofonici ed una battuta quasi rubata a ''Running Away'' di Roy Ayers. Questo l'humus da cui nasce Sugar Hill Records, etichetta discofrafica di Sylvia e Joe Robinson protagonista, tra il 1979 e il 1984, di una delle epoche più rivoluzionarie della black music agli albori della musica rap, e suoni magnificamente testimoniati da un cofanetto di quattro cd, uscito quest'anno. Al suo inteno pietre miliari come ''Rapper's Delight'' della Sugarhill Gang che ricicla il giro di basso da ''Good Times'', il tormentone dell'estate degli Chic e incisa in studio in un solo giorno da sessionmen di gruppi funk utilizzati come turnisti che simulano il mixaggio veloce dei dj del bronx, producendo un groove di 16 minuti che impazza nelle radio e nei club mentre dal vivo provvede alla musica proprio un dj che, con due copie dello stesso disco, fornisce la base per il rap. Quando esce, nell'autunno del 1979, viene diffusa dalle casse delle radio di New York, scatenando un vero shock nella cultura popolare statunitense, con il pubblico travolto da una sorta d'isteria collettiva e l'industria musicale impreparata per ciò che stava venendo.
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Nel 1980 esce invece ''Wheel Of Steel'' di Grandmaster Flash, primo disco realizzato rimontando totalmente frammenti di altri dischi e in cui fa la sua prima apparizione lo scratch (il suono realizzato muovendo ritmicamente un disco avanti e indietro, accompagnandolo con aperture e chiusure del volume a seconda dell'effetto voluto), che ora tutti conoscono, ma che all'epoca rappresenta una grande novità sotto l'aspetto tecnico e musicale. Non a caso la seminale  ''Wheel Of Steel'' si può considerare l'esempio più antico di turntable music, ovvero musica creata col solo ausilio di una coppia di giradischi. Nel 1982 è la volta di ''The Message'', sempre di Grandmaster Flash, con i Furious Five, e il rap diventa per la prima volta denuncia sociale, filone mai più abbandonato nei contenuti. Il brano, per quanto riguarda la parte musicale, apre l'ennesima nuova evoluzione tecnica. Il gruppo di turnisti viene infatti sostituito da un produttore che si avvale di una batteria elettronica programmabile (che sostituisce quasi definitivamente il batterista) ed i sintetizzatori; questi vengono pilotati da un sequencer (strumento che serve a sincronizzare tanti strumenti, e dal quale poi vengono programmate le parti musicali) e eseguono senza sforzo, e con la massima precisione, parti musicali che prima richiedevano fatica e molte ore in sala di incisione.
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Tutto questo, e molto, ma molto altro ancora (Positive Force, The Sequence, Funky Four, Fine Quality ecc ecc) nei quattro cd di ''A Complete Introduction To Sugar Hill Records'' (Sanctuary/Universal, 2010) [tutto incluso qui], cofanetto a dir poco imperdibile. Nel 1984, grazie al disco omonimo dei Run Dmc il rap ha il suo primo Lp. In precedenza, infatti, si lavorava solo su 12'' destinati perlopiù al mercato dei dj e delle radio. Tuttavia era stata ancora superata la diffidenza dei grossi discografici che lo ritenevano un fenomeno passeggero. Con i Run Dmc il discorso si fa concreto: sarà solo l'inizio, ma questa è un'altra storia...

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