domenica 19 dicembre 2010

Quelli Buoni

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Ruanda: The Good Ones sono Jeanvier HavugimanaAdrien Kazigira e Stany Hitimana, tre ragazzi miracolosamente scampati al genocidio del 1994. Ad aiutarli ci ha pensato Ian Brennan. Quando, per caso, le loro strade si incrociarono, l’affermato produttore canadese si trovava in viaggio nel paese africano. Pare che le chitarre dei tre fossero prive di qualche corda. Ma la musica arrivò lo stesso. Brennan se ne innamorò, conquistato dalle dolci melodie acustiche dello jouyous (tradizionali canzoni d’amore cantate nell'antico dialetto locale Kinyarwanda) e decise di catturarle, come si trattasse di autentiche registrazioni sul campo, in ''Kigali Y Ihazabu''. Registrato a Kigali in un cortile all’aperto in una notte di Luglio del 2009, e pubblicato quest’anno dalla canadese Dead Oceans, il disco del trio è leggero, sussurrato, melodioso, delicato, in contrasto con le dolorose vicende di un luogo profondamente segnato da morte e massacri, ma anche teatro dei drammi e delle sofferenze giovanili degli stessi protagonisti. E’ il suono della speranza e dell’emozione, sorta di catarsi di una delle pagine più nere di tutta la storia della nostra (dis)umanità. Anche in questo caso il disco può essere richiesto al sottoscritto, non senza ricordare che, in caso di acquisto, una parte dei proventi del lavoro saranno destinati ad associazioni umanitarie che operano in quei luoghi.
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6 commenti:

  1. Non finirò mai di ringraziarti :)
    L'ho cercato alla Fnac (in genere sono fortunata), ma si vede che ancora non era arrivato. Lo comprerò sicuramente, intanto mi balocco con questo file perchè come ben sai sono troppo curiosa e devota nei confronti di questi suoni. Una cosa che amo di questa musica e di questi uomini è il modo in cui cantano delle proprie miserie e sofferenze. Senza piangersi addosso, senza intellettualismi, ma semplicemente con speranza e calore. Grazie ancora :)

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  2. Tu lo stavi cercando? Quasi quasi comincio a credere che ReeBee abbia ragione e a prendere un po' più in considerazioni certi miei poteri telepatici. He he..

    Comunque fanno piacere le tue parole, che condivido in pieno, of course!

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  3. No ma davvero, complimenti perchè le tue facoltà funzionano in modo strabiliante ;)

    E il disco è leggiadro. Quell'intreccio di voci su semplici trame di chitarra...che calore :)

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  4. Es como una orquídea creciendo sobre el estiércol (E 'come un crescente orchidea sul letame).
    Sencillo y emocionante, tristemente bello.
    Mil gracias T.P.

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  5. Fabrizio De Andrè un gran cantautor y, sobre todo poeta que por aquì no nos hemos olvidado, cantaba en la parte final de las leteras de una cancion del 1967 titulada ''Via del campo'': ''dai diamanti non nasce niente,dal letame nascono i fior''. Trad: ''Desde los diamantes no nace nada, desde el estiérco necen las flores''.

    http://www.youtube.com/watch?v=zxtPW8ih-aY

    Comparto tu palabras al 100% y creo que este disco sea tambien una de las tantas expresiones musicales, sociales, humanas y espirituales de este concepto en Africa

    Gracias Mela

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  6. e succede ancora...
    questo disco lo stavo prendendo una settimana fa...
    e poi il post sul Rebetiko mi ha folgorato... stavo leggendo lo stesso fumetto nello stesso momento!

    beh ormai è indubitabile: tu hai dei poteri!

    e ancora grazie dell'uso che ne fai.

    augurzzzzzz

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