01 - RUBBER ROOM - Hippie Dance - Da (Disco Devil Records, 2008) 02 - SOIRÉE - Ramallah Calling - Da (Bear Funk Recordings, 2012) 03 - DULIATTEN DISCO DANDIA - Surat Surfin - Da (Permanent Vacation, 2010) 04 - JOHN TALABOT - Afrika - Da (Permanent Vacation, 2009) 05 - BEPU N'GALI - I Travel To You - Da (International Feel Recordings, 2012) 06 - AL USHER - Lullaby For Robert - Da (Internasjonal Records, 2009) 07 - ALLEZ ALLEZ - African Queen (Moonlight Matters Rx) - Da (Eskimo, 2012) 08 - WOOLFY vs PROJECTIONS - March Of The Wizards - Da (Permanent Vacation, 2012) 09 - MAX ESSA - Dovodah - Da (Is It Balearic? Recordings, 2012) 10 - MAELSTROM - Petrichor - Da (Eskimo Recordings, 2012) 11 - ANTENA - Camino Del Sol (Todd Terje Rx) - Da (Permanent Vacation, 2007) 12 - PALMBOMEN - Black Safari - Da (Non Records, 2013) 13 - GATTO FRITTO - The Curse - Da (International Feel Rec, 2011) 14 - THE DEADSTOCK 33s - C'est L'amour - Da (Gomma Recordings, 2013)
01 - JOHN MAUS - Keep Pushing On - Da (Upset! The Rhythm, 2011) 02 - ARIEL PINK - Lipstick - Da (4AD Records, 2014) 03 - GENEVA JACUZZI - Greek Ambassador - Da (Vinyl International, 2010) 04 - LA VAMPIRES & MARIA MINERVA - Supercool - Da (Not Not Fun, 2012) 05 - DUMBO GETS MAD - Self-Esteem - Da (Bad Panda Records, 2011) 06 - TOBACCO - Lipstick Destroyer - Da (Ghostly International, 2014) 07 - TONETTA - Drugs Drugs Drugs - Da (Black Tent Press, 2010) 08 - ARIEL PINK - White Freckles - Da (4AD Records, 2014) 09 - BLACK BANANAS - Give It to Me - Da (Drag City, 2014) 10 - CHILD OF LOV - Fly - Da (Double Six-Domino, 2013) 11 - DUMBO GETS MAD - Bam Bam - Da (Bad Panda Records, 2013) 12 - MARIA MINERVA - Disko Bliss - Da (100% Silk, 2011) 13 - GENEVA JACUZZI - Love Caboose - Da (Vinyl International, 2010) 14 - BOTTIN - Horror Disco - Da (Bear Funk, 2009) 15 - JOHN MAUS - Rights For Gays - Da (Upset! The Rhythm, 2007) 16 - JOHN MAUS - Too Much Money - Da (Upset! The Rhythm, 2007) 17 - COLLEGE - The Energy Story - Da (Futur Records, 2008) 18 - LA VAMPIRES By OCTO OCTA - Freedom 2K - Da (100% Silk, 2012) 19 - INDIAN JEWELRY - Oceans - Da (We Are Free, 2010)
20 - MARIA MINERVA - Hagasuxzzavol - Da (100% Silk, 2011)
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Ricordo ancora abbastanza bene le parole di Burial riportate in un' intervista di qualche tempo fà nella quale il grande produttore inglese dichiarava di amare l'effetto che si prova quando, uscendo da un locale, si ha in testa l'eco della musica ascoltata poco prima, magnificando altresì le sensazioni che si avvertono nel fare i gradini per scendere in un club nel momento in cui si inizia a sentire la musica, ma tutt'intorno c'è gente che parla e il suono si mischia con la vita reale trasformandosi in una sorta di immagine mentale. Ebbene, provate ora a contestualizzare simili situazioni, ma subito dopo aver varcato la porta del bagno di una discoteca e per di più in procinto di vomitare. Dato il caso, in che modo la musica giungerebbe alle vostre orecchie? E quale potrebbe essere il suo eco nella vostra capoccia? E' quello che ho cercato di riprodurre assemblendo i brani di questa compilation, dove sembra di ascoltare una versione sedata e allucinata di una classifica di singoli di una trentina d'anni fa (detriti demodé, sporcizie lo-fi, canzonette da karaoke, dolci allucinazioni, insonnie notturne..), con un dj perdutamente innamorato dell'italo disco e di certa wave commerciale degli anni Ottanta (ma pure un po' drogato), che tira fuori dallo sgabuzzino stili popolari accantonati dall'incessante scorrere del gusto collettivo (come lecito aspettarsi dal dj di una ''fiesta muerta'') per una scaletta forse non troppo coesa, ma a suo modo affascinante (diciamo pure supercool, per usare il titolo di uno dei brani inseriti nella lista) e paradossalmente molto meno ''muerta'' della stragrande maggioranza della musica che capita di ascoltare nelle noiosissime feste in circolazione.
Quartetto di Edinburgo ormai naturalizzato londinese, i Django Django fanno della stravaganza e dell'ineffabilità un valore, rendendosi in questo modo speciali e diversi da tutti gli altri. Sicuramente uno dei gruppi britannici più singolari, creativi e ambiziosi del momento, un progetto estremamente serio nelle intenzioni, eppure così divertente all'ascolto. Attivi dal 2009, (anno di pubblicazione del loro singolo di debutto: ''Storn'') i Django Django definiscono la propria musica in maniera alquanto bizzarra (lascio a voi la traduzione): ''rollicking sing-alongs, galloping into disco sunsets like whisky-addled and leather-saddled bandits on the stolen backs of prairie wild mustangs''. E in effetti nel loro omonimo album di debutto (appena pubblicato dall'ottima label francese Because) la carne al fuoco è davvero tanta. Un mix di suoni per definire il quale sono stati scomodati decine di nomi riuscendo peraltro solo parzialmente a catturare un'attitudine difficilmente catalogabile. Il gruppo ingloba bene una tendenza elettronica più o meno marcata a seconda dei pezzi, un eccitante mix groovato all'insegna di una eclettica varietà di pop trasversale e andamenti bizzarri in cui convivono armonicamente e vengono shakerate varie influenze e ispirazioni (dai Beatles ai Can, da Bo Diddley ai Beach Boys passando per i Kraftwerk; e ancora atosfere psichedeliche e orientaleggianti, danze tribali, suggestioni tropicali ed exotiche, armonie typically british e chi più ne ha più ne metta). Tutti e 13 gli episodi del disco entusiasmano pur senza chiarire il dilemma di una eventuale definizione di questo suono, che riesce ad avere, nonostante la sua eterogeneità, un vero filo conduttore. In pratica è come se il gruppo fosse riuscito a trasformare il suo lato più bizzarro e recondito, in qualche cosa di superiore e speciale a livello artistico, un po' come facevano qualche anno fa gli indimenticati Beta Band. E l'accostamento, in questo caso, sembra essere quanto mai opportuno e calzante, non solo per le doti creative impresse nella musica delle due band, ma anche in termini di patrimonio genetico (letteralmente) considerato che il Maclean (Dave) leader dei Django altri non è che il fratello minore di quel John tastierista della gloriosa e ben più famosa band scozzese. Inventori o innovatori che siano, con i piedi ben piantati nel passato, una forte coscienza presente, e uno sguardo costantemente rivolto al futuro, i Django Django sono attualmente uno dei nomi più accattivanti dell'intera scena musicale d'oltre manica, e (se escludiamo un'orribile copertina, unico piccolissimo neo), questo lavoro sembra avere tutte le carte in regola per candidarsi sin da ora come uno dei probabili protagonisti delle liste di fine anno.
Keigo Oyamada aka Cornelius ha, nel girone alternativo della musica, la statura di quel che si dice un ''genio''. Perchè fa con beata souplesse quello che (moltissimi) altri fanno studiandoci mesi e facendosi esplodere il fegato: rubare e ricontestualizzare. Lo aveva già dimostrato, prima di questo ''Sensuous'', due grandi dischi come ''Fantasma'', ottimo esempio di crossover totale, e ''Point'', un incrocio di voci dei '60 exotici (Beach Boys in primis), garage, e di un lo-fi più concettuale che confluivano a meraviglia in un pop sfuggente, al punto da essere definito da più parti come il Beck della postmodernità. Allo stesso modo ''Sensuos'' è costruito su suoni multiformi che spiazzano e divertono , dimostrando come la piccola tecnologia si possa ancora considerare uno strumento sonoro necessario per l'artigianato migliore di oggi. Quadretti folktronici dove la produzione come al solito è ineccepibile e dove gli elementi (rumori trovati, campionati, messi in loop e rifiniti) sono integrati a meraviglia nell'infrastruttura ritmica e melodica delle canzoni. Un delirio di fantasia e di eclettismo: il metal-punk che incontra i Kraftwerk di ''Gum'' il jazz spruzzato di synth di ''Breezin''' le glaciali voci robotiche di ''Fit Song'', Moroder che prende sottobraccio Michael Jackson in ''Beep It''. La splendida ''Omstart" vede anche la collaborazione dei due cantanti norvegesi Erlend Øye ed Eirik Glambek Bøe (i famosi Kings of Convenience), come co-autori del testo del pezzo. Massimo rispetto e ossequioso inchino. [Tracklist]