lunedì 30 novembre 2009

Storie Africane

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IUCM Red List

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Più di un terzo delle specie animali e vegetali è a rischio di estinzione. L'Unione internazionale per la conservazione della natura (IUCN) ha aggiornato la sua Red list: su 47.677 specie analizzate, 17.291 sono minacciate. IUCM Comitato Italiano qui
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foto + grande

domenica 29 novembre 2009

Matrimoni e Funerali

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Matrimoni: Jill and Kevin's wedding

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Matrimoni d'America
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Eh si, esiste anche questo... probabilmente Alberto G, che mi ha inoltrato questo video (e che ringrazio) parlerebbe di arte vissuta male.
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http://www.jkweddingdance.com/
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Funerali: Ademir Jorge Goncalves

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Vivo e vegeto va al suo funerale il 4 Novembre scorso.È successo in Brasile a un manovale di 59 anni. I parenti credevano fosse morto in un incidente stradale e avevano anche riconosciuto la salma. Ma lui aveva passato fuori la notte a far baldoria, ignaro della situazione, presentandosi al suo funerale tra lo stupore dei presenti.
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Ademir Jorge Goncalves, 59 anni (nella foto a sinistra), considerato morto in un
incidente stradale, è apparso e in ottima forma al cimitero. La famiglia lo aveva riconosciuto come una delle vittime di uno scontro fra auto nello stato del Parana, nel sud del Brasile. Il corpo era sfigurato ma aveva abiti simili a quelli del manovale. Lui, però, aveva passato la notte in un bar per camionisti con gli amici, a bere cachaca, liquore di canna da zucchero. Rientrato a casa la mattina dopo, i vicini gli hanno detto che la famiglia era tutta al cimitero e l’uomo si è precipitato per far sapere che stava benissimo, solo un po' ubriaco dalla notte prima. ''Avevamo qualche dubbio''“La gente ha paura di guardare a lungo i corpi al momento del riconoscimento - ha commentato un portavoce della polizia - Dev’essere andata così”. Una nipote del presunto morto, interpellata dal quotidiano brasiliano O Globo, ha ammesso che lei e qualche altro membro della famiglia, inclusa la mamma del 59enne, avevano avuto dubbi sul riconoscimento. Ma quattro dei suoi amici si erano detti certissimi.

Funerali: New Orleans

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The Big Easy, la città dove la vita scorre tranquilla e tutto è più semplice. Così la giornalista Betty Guillaud ribattezzò New Orleans negli anni Settanta, per sottolineare la contrapposizione con la Big Apple, New York, snob e intellettuale. È nelle strade polverose di New Orleans che alla fine dell'Ottocento è nato il jazz. Un genere che rifletteva la variegata composizione razziale della città, che poteva contare su almeno tre religioni ufficiali: quella cattolica, dei francesi e degli spagnoli, quella protestante, degli inglesi, e l'animismo voodoo che praticavano i neri venuti dall'Africa e gli haitiani. New Orleans era dunque il luogo ideale per la nascita e lo svilupparsi di una nuova cultura musicale, fatta delle più tipiche espressioni africane mescolate con la tradizione europea.
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Proprio la tradizione africana è alla base delle marce funebri che a New Orleans caratterizzano i funerali neri e talvolta quelli bianchi. Spesso conosciuti come jazz funerals, gli abitanti della città preferiscono chiamarli funerals with music, funerali con musica, perché il jazz non è l'unico genere musicale che li distingue. Si tratta piuttosto di un misto di jazz, gospel, soul e swing. Il rito è diviso in due parti: in un primo momento, mentre il feretro procede verso il cimitero, le brass band suonano seguendo un tempo molto lento; dopo essere arrivati al cimitero e aver sepolto il morto, le band si allontanano marciando a ritmo di tamburello, quindi comincia lo spettacolo: le band iniziano infatti a suonare ad un ritmo molto veloce gli stessi temi dell'andata, o altri pezzi di repertorio. Dietro si forma un corteo danzante, chiamato second line, che procede all'interno della città: spesso si formano delle folle enormi, che seguono il feretro per poter partecipare, al ritorno, alla marcia danzante.
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Il Disco
DIRTY DOZEN BRASS BAND
Funeral For A Friend (Ropeadope/Rykodisc, 2004)
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In Agente 007 - Vivi e lascia morire, il primo epidodio della serie interpretato da Roger Moore, si vede a un certo punto una banda di ottoni seguire una processione funebre suonando una melodia adeguatamente sobria, dolente. Salvo esplodere in una sfrenatamente ludica non appena girato l'angolo. La scena è esilarante ma, come giustamente osserva Leke Adewole, è il riflesso di una certa realtà piuttosto che una parodia, e chiunque abbia assistito, dal vivo o in qualche documentario, a un funerale a New Orleans lo sa. Nella città più meticcia e africana d'America, è con una festa che ci si congeda dai dipartiti. Pare dunque perfettamente appropiato che un gruppo che a tal punto rappresenta Crescent City da essersi visto intitolare dal municipio una giornata, abbia confezionato uno dei suoi dischi più memorabili (forse il migliore dall'omaggio al padre del jazz Jelly Roll Morton, Jelly, del 1992) celebrando un amico scomparso, Anthony ''Tuba Fats'' Lucen.
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Omaggio più bello non avrebbero potuto inscenare. Si parte con il dolcissimo blues, che però presto si fa scoppiettante, di Just A Closer Walk With Thee e nei quaranta minuti che portano a una struggente Amazing Grace, unico momento in cui un filo di commozione infine si insinua, la festa non ha riposo, e ogni brano è la tappa di un percorso che della via crucis non ha nulla. Non sono i riti della morte a venire officiati qui, in un tripudio di fiati in cui occasionalmente si insinuano una chitarra o una fisarmonica, ma la gioia i vivere, non la paura di un Dio arcigno è cantata, ma la riconoscenza per un creatore generoso. Bellissimo.
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Funerali: Alla Siciliana

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Lungo brano (che inizia con un tradizionalissimo funerale siculo) tratto dal film ''Divorzio all'Italiana'', capolavoro di Pietro Germi del 1961.
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BANDA IONICA
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Lungo brano (che inizia con un tradizionalissimo funerale siculo) tratto dal film ''Divorzio all'Italiana'', capolavoro di Pietro Germi del 1961.Banda Ionica ha riportato in auge il valore della banda di paese riprendo a piene mani il reportorio bandistico meridionale nei motivi delle loro composizioni: marce nuziali, marce militari, e soprattutto brani per cerimonie, funerali e quanto si possa conoscere del mondo bandistico. Il gruppo è nato nel 1997 su spinta e ispirazione di Fabio Barovero, fondatore del gruppo torinese Mau Mau, fisarmonicista e compositore, assieme al noto trombettista Roy Paci che hanno messo assieme venti giovani musicisti fra i migliori raccolti dalle provincie di Siracusa e Catania, formatisi fra le aule dei conservatori e le strade dei paesi percorse sulle note delle bande. Affascinato dalle musiche che accompagnano, nel sud Italia, le celebrazioni della Settimana Santa, Barovero ha scoperto in quelle musiche le marce funebri composte, fra la fine del 1800 e i primi anni del nostro secolo, da autori importanti e sconosciuti come Petrella, Confreda o Vella, e che rivivono nel nostro tempo dedicate alla celebrazione della passione.
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Banda Ionica si sono fatti conoscere con il disco ''Passione'' (Dunya, 1997) , album d'esordio a sue tempo molto apprezzato dalla critica specializzata, anche internazionale. Le musiche eseguite sono le marce funebri oggi adottate dalle bande municipali soprattutto in Campania, Calabria e Sicilia. Queste musiche non vengono più eseguite durante i funerali, ma sono l'accompagnamento indispensabile per le solenni processioni cattoliche della Pasqua che si snodano per le vie dei piccoli paesi o delle grandi città del sud Italia (Fosse per me: 9).
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A qualche anno di distanza da "Passione" esce ''Matri Mia'' (Felmay - Dunya , 2002) ma questa volta Fabio Barovero ed il vulcanico Roy Paci non si limitano alle sole marce funebri, ma integrano la tradizione con la modernità, anche con l'aiuto di un parterre di ospiti davvero d'eccezione. In questo disco compaiono infatti le voci di Cristina Zavalloni, cantante di jazz e musica d'avanguardia, Vinicio Capossela (nella bellissima Santissima dei Naufragati, canzone sul mare dalla rara intensità poi ripresa dallo stesso Capossela nel 2006 in ''Ovunque Proteggi''), Ermanno "Giò" Giovanardi (La Crus), Artur H (cantautore francese) e Dani El Mono Loco (voce e leader dei catalani Macaco). Ma qui non si vuole negare nessuno sostrato, nemmeno quello delle nuove voci e dei suoni che sentiamo nelle nostre periferie accanto ai vecchi dialetti. Si genera così l’incontro tra il sacro e il profano, il vecchio e il nuovo (7+). Due splendidi lavori.
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sabato 28 novembre 2009

Funerali: Victor Jara

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La famiglia del cantautore e regista teatrale cileno Víctor Jara sta preparando un omaggio in suo onore per il 5 Dicembre. Si tratta del famoso funerale massivo che non si è potuto celebrare quando l'artista fu assassinato dai militari poco dopo il famoso colpo di stato del 1973 in cui il generale Augusto Pinochet rovesciò il presidente Salvador Allende.
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La famosa foto che ritrae il presidente Salvador Allende nelle ultime ore della sua vita
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Ciò che resta della salma di uno degli artisti più importanti e universali non solo del suo paese, il Cile, ma dell'intera America Latina, nonchè autore di brani immortali del calibro di Te recuerdo Amanda (nel video qui sotto in una versione di Joan Baez con animazione di Salvador Alvarez e più in basso in un'altra del nostro Daniele Sepe con la splendida voce di Auli Kokkoo) o El cigarrito, reinterpretati e riletti negli anni da moltissimi musicisti, sarà restituito alla famiglia, dopo che sul corpo dello stesso Jara, dagli esami e dall'autopsia di alcuni periti, ordinati dal giudice che ha investigato su questo crimine, sono state accertate più di 30 ferite da arma da fuoco e numerosi segni di tortura.
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La veglia funebre inizierà Giovedì 3 Dicembre e prevede una serie di omaggi che si protrarranno giorno e notte ininterrottamente fino al Sabato successivo e che si terranno per lo più nel centralissimo teatro di Santiago che porta il suo nome. In questo modo i cileni potranno omaggiare e dare il proprio addio al grande Jara, incluso durante il suo secondo tragitto fino al cimitero della capitale, dove sarà sepolto. Un manto rosso coprirà il feretro e il corteo a piedi, che partirà dalla sua Fondazione, sarà accompagnato da canzoni, musica, danza e lettura di poesie seguendo lo stile del cantautore.
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''Víctor appartiene al popolo, a tutti quelli che hanno seguito e ammirato il suo lavoro e le sue opere'' ha dichiarato Gloria Köning, la direttrice esecutiva della stessa Fondazione Víctor Jara. ''Faremo in modo che tutti gli artisti e coloro che vogliono partecipare a questo funerale lo possano fare lasciando un fiore, accompagnadolo con la loro musica o rendendo un tributo''. Dopo la riesumazione del corpo, ordinata dal giudice Juan Fuentes, i resti della salma sono stati analizzati da specialisti del Servizio Medico Legale (Servicio Médico Legal/SML). Un campione del suo DNA e di quello dei suoi familiari è stato spedito all'istituto Genetico di Innsbruck, in Austria, dove poi è stata confermata la sua identità. Il referto medico dell'SML ha accertato che i resti di Jara presentavano ''fratture multiple a causa di ferite da arma da fuoco che hanno provocato uno shock emorragico in un contesto di tipo omicida''. Alcune delle lesioni ossee furono provocate da ''oggetti contundenti'', ha osservato il direttore dell'SML, Patricio Bustos.
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36 anni fa, nel Settembre del 1973, durante i primi giorni della dittatura del generale Augusto Pinochet, al funerale semiclandestino del cantautore, poterono assistere solo la vedova Joan Jara, e altre due persone. Inoltre la salma del cantautore fu al punto di scomparire per sempre, come e successo con quella di molte altre vittime.
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Jara, artista versatile, figlio di umili contadini, militante nelle file del Partito Comunista, fu preso e fatto prigioniero dai militari nell'Università Tecnica dello Stato (Universidad Técnica del Estado), dove lavorava, e dove rimase assediato con 600 studenti e professori per difendere il Governo di Allende. I militari, una volta catturato, lo trasferirono nello Stadio Chile (Estadio Chile), che verrà successivamente battezzato con il suo stesso nome (Estadio Victor Jara), e dopo averlo torturato, lo fucilarono nel seminterrato, gettando il suo corpo e quelli delle altre vittime vicino al muro di un cimitero nel sud della capitale.
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Riconosciuto da alcune persone che vivevano nei pressi di quel cimitero, fu trasferito al SML, dove rimase assieme a centinaia di altri corpi senza vita. Un dipendente del Servizio Medico Legale avvisò la vedova che, semiclandestinamente, potè recuperare la salma del marito e sepellirla. L'indagile penale non ha comunque fatto piena luce su chi siano i responsabili del crimine, o in minima parte. La recluta José Paredes, che confessò di aver sparato contro il cantautore, salvo poi ritrattare, e il colonnello Mario Manríquez, che dirigeva il campo di prigionia installato nello Stadio Chile, sono tutt'ora sotto processo per questo caso.
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Te Recuerdo Amada: traduzione
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Ti ricordo Amanda /la strada bagnata
mentre correvi alla fabbrica /dove lavorava Manuel
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Il sorriso aperto /la pioggia nei capelli
non importava niente /correvi a incontrarti
con lui con lui con lui con lui con lui /sono cinque minuti
la vita è eterna /in cinque minuti
suona la sirena /si torna al lavoro
e tu camminando /illumini tutto
quei cinque minuti /ti hanno fatto fiorire
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Ti ricordo Amanda /la strada bagnata
mentre correvi alla fabbrica /dove lavorava Manuel
Il sorriso aperto /la pioggia nei capelli
non importava niente /correvi a incontrarti
con lui con lui con lui con lui con lui
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Con lui che partì per la sierra /che non aveva fatto niente
che partì per la sierra /e in cinque minuti
è morto ammazzato /suona la sirena
si torna al lavoro /molti non tornano
neanche Manuel

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Ti ricordo Amanda /la strada bagnata
mentre correvi alla fabbrica /dove lavorava Manuel
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In Rete
In Radio
Daniela Giordano racconta la musica e la vita di Victor Jara
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Nel 2003, a 30 anni esatti dall'uccisione del musicista-regista, l'attrice Daniela Giordano dai microfoni di radio tre (Storyville) ne ha ripercorso l'esistenza e la musica attraverso la lettura di "Victor Jara. Una Canzne Infinita". Con prefazione di Louis Sepulveda, il libro, tradotto in Italia e pubblicato da Sperling&Kupper, è l'autobiografia della moglie Joan Jara costretta al precipitoso ritorno in Inghilterra immediatamente dopo il riconoscimento del corpo del marito.

Prima Parte - Ascolta; Seconda Parte - Ascolta; Terza Parte - Ascolta; Quarta Parte - Ascolta

venerdì 27 novembre 2009

H.J. Freaks

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Lasciamo stare un attimo la povera Brenda e i mali che affliggono e asfissiano quotidianamente e sempre più insistentemente la nostra società e politica, alla ricerca di qualche sana dose di buon umore, che in questo caso arriva direttamente da Seul, Corea del Sud. E se proprio dobbiamo occuparci di brutalità, che brutalità siano, ma di quelle che scolpiscono le fossette ai lati della bocca. Signori e signore .... sono lieto di presentarvi .... H.J.Freaks.
Grazie ad Alberto G. per la segnalazione.
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Tutti i video di H.J. Freaks qui
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Maggika Mano 3: Sicioldr

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...mentre i miei compagnucci disegnavano simpatiche casette colorate, cavallini, cani, i fratelini e le dolci collinette del loro animo sereno io, solitario nel mio banco, con strane espressioni facciali e rumori vaghi, disegnavo enormi castelli arrotolati su se stessi, mostri, inferni, dinosauri , paesaggi metafisici, lande nere e desolate, alberi spezzati ed assurdi...Poi smisi per anni di andare a caccia di segni per ricominciare alla fine degli anni del liceo, alla ricerca dell'assurdo...
Sicioldr



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Ciao Sicioldr, ho visto nella bacheca di questo blog che già da qualche tempo ti sei appuntato come lettore fisso de ''Il Nuovo Giardino Magnetico'', così sono andato a farmi un giretto sul tuo blog e ho scoperto che sei un giovane tracciatore di segni (come tu stesso ti definisci), wow! Non solo: le tue cose mi piacciono pure (soprattutto i disegni in bianco e nero). Mi sembrava quindi doveroso, un po' per ringraziarti, un po' per spronarti e incoraggiarti a continuare su questa strada, ma soprattutto in virtù dei tuoi meriti artistici, dare spazio al tuo lavoro all'interno di una serie di post che ho battezzato ''Maggika Mano''. Complimenti anche per le scelte musicali dei tuoi video (Bela Bartok, Capossela, Soap & Skin...). Non so perchè, ma mi viene anche da pensare che tu possa essere un ''fan'' di Bosch e del suo Giardino Delle Delizie, che ho visto da poco nel Museo del Prado di Madrid e mi ha lasciato senza fiato. Comunque ancora complimenti e a presto!
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tutti i video di Alessandro Bianchi (in arte Sicioldr) qui
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giovedì 26 novembre 2009

A tutto sperma!

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Hola! Ho appena ricevuto una mail che un mio amico spagnolo ha inviato a tutti i suoi contatti, nella quale rimanda a questo articolo che appare in un blog dedicato alla salute (Viva con Salud. Un blog para sentirse bien. Salud, bienestar y vida sana ) e che vi traduco:
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In uno studio scientifico portato avanti da alcuni ricercatori dell'Università dello Stato del North Carolina, Stati Uniti, si è scoperto che le donne che sovente sono solite deglutire lo sperma dei loro partners, hanno il 40% in meno di probabilità di soffrire cancro in futuro.
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Tra umorismo e realtà
Gli sviluppi di questi studi hanno portato a una grande soddisfazione tra le organizzazioni di sesso maschile che sono contenti per i risultati scientifici raggiunti dai ricercatori visto che, secondo alcuni portavoce di molti di questi movimenti sociali, gli uomini hanno dedicato molto tempo cercando di far capire alle donne che deglutire lo sperma è salutare. Da parte sua, la dottoressa Helena Shifteer, direttrice della ricerca, ha incoraggiato tutte le donne affinchè ''pratichino fellazio'' una o due volte alla settimaa come metodo effettivo per combattere il cancro.
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A parte l'aspetto scientifico (comunque interessante) ciò che maggiormente mi ha colpito (e divertito) è (e se entrate direttamente nel blog potrete rendervi conto) il commento finale di una certa Analia (il nome è già tutto un programma) che senza il minimo pudore recita:
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Ma guarda che novità... nella mia famiglia questo si sapeva già da molte generazioni, e le donne della nostra famiglia non hanno mai sofferto di cancro perchè fin da giovani ci hanno insegnato le tecniche di fellazio per soddisfare i nostri uomini, e come prendersi il loro seme, simbolo della vita. Se non c'è copula, c'è sesso orale, così si rigenera il seme e godiamo sessualmente, oltre a prevenire diverse patologie. Pero ok, supponiamo fosse necessario uno studio scientifico....
Saluti!!!
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Beh, che aggiungere? Grandiosa Analia!
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''How Wings are Attached to the Backs of Angels'' di Craig Welch

SPAZIO CORTI



''How Wings are Attached to the Backs of Angels'', è un lavoro di Craig Welch prodotto dal National Film Board of Canada che usa l'animazione per radiografare inquietanti meccanismi psichici. In questa surreale esposizione, l'eccessivo uso della scienza e della fame di sapere si trasformano in potere incontrollabile...
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''How wings are attached to the backs of angels''
by Craig Welch 35 mm, 11'5''

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martedì 24 novembre 2009

Il film su Serge Gainsbourg

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All'inizio del prossimo anno dovrebbe uscire (almeno) in Francia l'anteprima della pellicola biografica sul grandissimo Serge Gainsboug, diretta (nel suo primo lungometraggio) dal disegnatore e sceneggiatore di fumetti Joann Sfar (tra le altre cose autore di un videoclip già presentato in questo blog). Tra gli attori principali vanno segnalati Eric Elmosnino (nel ruolo dello stesso Gainsbourg), Laetitia Casta (Brigitte Bardot), Anna Mouglalis (Juliette Gréco), Philippe Katerine (Boris Vian) e Sarah Forestier (France Gall). Safar non ha mai nascosto la sua profonda ammirazzione per Gainsbourg e ha annunciato che non intendeva raccontare l'artista in maniera troppo lineare e convenzionale, concentrandosi invece soprattutto su tre tappe fondamentali della vita di quest'ultimo: l'infanzia trascorsa in Russia, l'epoca più jazzistica e la fase nella quale si dedicò alle esplorazioni punk e reggae, ovviando in parte il periodo più pop (e conosciuto) di Serge.
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In ogni caso sarà intressante vedere come ne uscirà il film, visto che non deve essere stato per niente facile cimentarsi cinematograficamente con la figura di una personalità controversa come quella di Gainsbourg: enfant terrible, eterno provocatore, cinico, misogino e alla stesso tempo seduttore, politicamente incorretto, ma quasi sempre geniale, colui che ebbe il coraggio di ''declinare'' in chiave reggae la Marsigliese, di mettere nei guai Whitney Houston durante un programma alla tele chiedendole di andare a letto con lui,... Attore, poeta, scrittore e soprattutto musicista, collaborò con Brigitte Bardot, France Gall, Petula Clarke, Françoise Hardy, Jane Birkin, Jacques Dutronc, Marianne Faithfull, etc. Ma Forse un enciclopedia su di lui non basterebbe. Per il film speriamo bene... Ne riparleremo. Maggiori informazioni qui
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Jane Birkin e Serge Gainsbourg.
''Non so se Dio ha creato l'uomo, ma sono sicuro che l'uomo ha creato gli dei. Sono un piccolo ladro, un grande bugiardo, incendiario, depressivo, imbroglione, rincoglionito, drogato e violento''
Serge Gainsbourg
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mercoledì 11 novembre 2009

Best Videoclips 2009

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Nel mare di immagini di video musicali viste in questi quasi dodici mesi la fa da padrone Patrick Daughters, uno dei registi più talentuosi in circolazione; ebbene, il 2009 è suo, infilando un trittico di splendore categorico: l'estetica vintage del liturgico ''Two Weeks'' che trasforma i Grizzly Bear in uomini di porcellana dai grandi occhi inquietanti, la cui grazia divina esplode nella letterale pirotecnia del finale; il poeticismo pacifista, la malinconica ironia di ''No One Does It Likes You'' dei Department Of Eagles (progetto parallelo di Dan Rossen degli stessi Grizzly Bear), in collaborazione con l'animatore Marcel Dzama, che ha avuto la sua prima al MoMA di New York, e poi l'incubo dei Depeche Mode di ''Wrong'', tre superlativi minuti di tensione delirante. E' stato pubblicato sul Myspace ufficiale della band anche il video di Hole To Feed, il terzo dopo ''Wrong'' e ''Peace''. La realizzazione dell'insolita clip è stata diretta da Eric Wareheim, estroso regista americano, già autore di video quali 'Youth' dei The Bird and the Bee, "She's Got Me Dancing" dei MGMT e soprattutto ''Pon De Floor'' dei Major Lazer. A proposito dei MGMT: il video di Ray Tintori, alle prese con la lisergia infantile di Kids, è uno vero spasso. A seguire l'animazione passo uno di ''Ready Able'', nuovo singolo fresco fresco (ancora) per i Grizzly Bear, ad opera della giovane pittrice americna Allison Schulnik che da vita alle sue maschere di pagliacci alieni e vagabondi realizatti in plastilina. Un gioiello al pari dell'altro spettacolare stop-motion dell'anno ''Our Talons'' dei Bowerbirds (in realtà il video è uscito sul finire del 2008, ma non ho fatto in tempo a inserirlo nelle playlist dello scorso anno), diretto da Alan Poon, che ha richiesto una mole di lavoro spaventosa per essere completato... A suo modo commovente la semplicità di ''Grapevine Fires'', singolo della band indie rock Death Cab for Cutie, tratto dall’album ''Narrow Stairs'', uscito l’anno scorso. Ad accompagnare la canzone c’è il meraviglioso video opera del duo Walter Robot, al secolo Chris Louie e Bill Barminski. Ad ispirare il video e la canzone sono stati i terribili fuochi che hanno colpito la California nell’estate del 2007. Poetica e visionaria come sempre la musica della bella Marissa Nadler, che ci delizia con i suoi piccoli inferni color pastello e con il video del brano che da anche il titolo al suo ultimo lavoro, ''Little Hells'', appunto, affidato a Si Clark. Particolarmnte eccentrico, invece, il video di ''People Tree'' realizzato da Syd Garon per il progetto N.A.S.A. (North America/South America), nato quest'anno dalla collaborazione fra Squeak E. Clean (Sam Spiegel) e DJ Zegon (Ze Gonzales). L' album (molto buono) è uscito il 17 Febbraio scorso e mette ai microfoni come ospiti una carrellata di nomi di grosso calibro della musica (in prevalenza hip-hop, ma non solo) come Chuck D, George Clinton, Seu Jorge, Spank Rock, RZA, Barbie Hatch, John Frusciante, KRS-One, Ol’ Dirty Bastard, Kool Keith, Ghostface Killah, Kanye West, Tom Waits e molti altri. Nel brano del video in questione non faticherete a riconoscere la voce di David Byrne, presente anche lui come ospite di questo ambizioso progetto. Mi è piaciuto molto anche ''Hidden In The Sand'', creato da Steve Loter (che in Italia conosciamo come l’autore di Kim Possible e Ren & Stimpy), rievoca con estrema freschezza ed un tocco di originalità lo stile dei cartoni animati del primo Novecento, ammiccando in particolare a Steamboat Willie, il corto dove per la prima volta è comparso Topolino. Il video è stato creato per accompagnare la canzone sopra citata, del gruppo indie rock Tally Hall, tratta dal loro album dal suggestivo titolo di ''Marvin’s Marvelous Mechanical Museum''. Altra animazione a suo modo ''esotica'' è quella costruita da Joann Sfar sulle note scanzonate di “Tes Lacets Sont des Fées” per la rock band francese Dionysos, (è già stato presentato in qusto blog un'altro loro video) dove una ballerina ed un suonatore di ukulele non riescono a smettere di suonare e ballare, neppure quando sono minacciati dalla presenza incombente di un’enorme creatura mostruosa. Ecco a voi un altro piccolo capolavoro animato, presentato come la rivisitazione moderna della favola di Cappuccetto Rosso. Si tratta di un lavoro del grafico svedese Tomas Nilsson che per ''Sponsored my Destini'' dei compatrioti Slagsmålsklubben (provade a dirlo se ci riuscite), afferma di aver tratto ispirazione dal video dei norvegesi Röyksopp “Remind Me”, tornati quest'anno con un disco nuovo, ma con risultati abbastanza scadenti, eccezion fatta per il meraviglioso video che accompagna il singolo ''Happy Up Here'' commissionato a Reuben Sutherland, dello studio Joyrider Films, che in questa occasione si è ispirato ad un grande classico del videogame: Space Invaders. Il videoclip, che mostra una partita di Space Invaders prendere vita nel mondo reale, è quasi interamente realizzato in computer grafica. Ispirato dalla grafica dei videogame d’altri tempi a scorrimento orizzontale anche il video di “Love etc.” lo splendido singolo che anticipava ''Yes'', nuovo album di inediti dei Pet Shop Boys uscito il 23 marzo scorso. Per la regia si sono affidati a Han Hoogerbrugge, importante disegnatore e animatore olandese, che lavora con la grafica digitale dal gusto retrò. Il video, infatti, è una sorta di videogame platform a fumetti, con uno stile vintage e molto pop. ''Charlemaine Champagne'' è invece un buon esempio di quello che sono (diventati) i Fiery Furnaces del notevole ''I’m Going Away''. Il video in questo caso è stato affidato a Philip Niemeyer della Double Triple, crew di creativi che si muovono tra visual art, video e packaging creativi. Bellissimo anche il lavoro fatto per la delinquenziale ''Hard Times'' dal videomaker statunitense Ace Norton che ci propone il platinatissimo Patrick Wolf (dell'ottimo ''The Bachelor'') in versione “post-white duke”, immerso in una scenografia al day-glo, geometrica, colorata e glam, quanto basta per ricordare i plastici 80's. Il video più concettuale? Forse ''Learned Lessons'' di Matt and Kim, falso videoverità diretto da Taylor Cohen e Otto Arsenault, il cui finale svela traumaticamente la finzione. Per quanto riguarda il più folle pochi dubbi: ''Suena Brillante'' di Joe Crepusculo. Dietro a questo moniker stravagante si nasconde in reltà Joël Iriarte (classe 1981), artista indipendente catalano poco conosciuto anche in madrepatria (figuriamoci da queste parti), che si è guadagnato la stima di qualche rivista specializzata spagnola in virtù di album come Supercrepus (scarica qui), ''Escuela de Zebra'' (scarica qui) e ''Escuela de Remixes'' (qui) tutti usciti lo scorso anno su licenza Creative Commons e tutti messi gratuitamente a disposizione dallo stesso artista nella sua pagina web ''para libre desfrute''. La sua musica si caratterizza per un uso della voce ''poco trabajada'' (letteralmente, poco lavorata), testi surrealisti e una strumentazione casalinga, il tutto condito in tono decisamente lo-fi. Non fa eccezione il folle video di ''Suena Brillante'', perfetto esempio del mondo in cui si muove il nostro, realizzato dal videomaker Luis Cerveró (autore anche del video, altrettanto spartano e folle, ''Espada de Damocles"). A propisito di folli(e), udite, udite: David Lynch in persona ha regalato una delle sue angosciate animazioni a Moby realizzando il video di ''Shoot In The Back Of The Head'' (neppur il brano è malaccio) , che anticipava l'album ''Wait For Me''. A priori, questa associazzione può sembrare strana, ma Lynch è un entusiasta praticante della meditazione trascendentale, disciplina che Moby pare abbia cominciato a coltivare di recente, permettendo ai due di conoscersi. Qui si può anche vedere un'intervista che il regista ha realizzato con il musicista, e qui una breve improvvisazzione del cineasta alle prese con una steel-guitar... E l'adorato Jaron Albertin? Si guardi l'ipnosi inquietante e incredibile di ''7 minutes'' dei Circlesquare (bellisimo anche il disco) e il commercial per la Diesel: il ragazzo conferma un talento straripante (tutti i video qui). Di talento ne hanno da vendere anche i Flaming Lips, che tornano alle distorsioni nel micidiale, nuovissimo ''Embryonic'', anticipato dal singolo ''I Can Be A Frog'' in cui spicca la presenza di Karen O (Yeah Yeah Yeahs!) che lo tinge di meravigliosa ingenuità, dilettandosi a imitare i versi degli animali citati da Wayne Coyne (il cantante del gruppo), ridendo come un'adolescente attraverso la cornetta di un telefono. L'eccentrico video è opera dello stesso Wayne e di George Salisbury. Il più ingegnoso, è probabilmente quello che accompagna il brano ''We Got Time'' del cantante pop-rock scozzese Moray McLaren (una lagna patetica, un ibrido tra i peggiori Radiohead e i Coldpaly) ad opera di David Wilson dello studio Blinkink, che per realizzarlo ha usato una tecnica che nessuno adopera da almeno cento anni: quella del praxinoscopio. Il praxinoscopio è un dispositivo, considerato l’evoluzione dello zeotropo, che veniva utilizzato alla fine del diciannovesimo secolo per creare l’impressione di immagini in movimento. Il meccanismo dietro a questo dispositivo consisteva nel far ruotare un piatto o un cilindro sul quale veniva disposta una striscia di carta con i disegni da animare, che si sarebbero poi riflessi su una struttura composta di specchi, dando l’idea del movimento. Wilson non solo ha dovuto studiare l’animazione e adattarla al praxinoscopio, ma ha anche dovuto preoccuparsi di sincronizzarla in modo da far corrispondere il numero di fotogrammi al secondo riprodotti dal dispositivo a quello della videocamera. Il videoclip non è stato ritoccato al computer, ma tutte le sequenze sono state create manualmente. Se la tecnica del praxinoscopio vi incuriosisce, dove presento il video troverete anche un interessante dietro le quinte: tanto elaborato e affascinante il video di supporto, quanto bruttino e banalotto il brano. Impossibile non citare, infine, le marionette tragiche di ''Honey Honey'' di Feist: per molti il video premaitissimo di Anthony Seck è il più bello dell'anno (in realta è di fine 2008), io esprimo rispetto e ribadisco il podio: Daughters, Daughters, Daughters.