lunedì 5 aprile 2010

Black Pearls: chicche blaxploitation

Soul Sisters- The Sights and Sounds of the African-American Underground (Black Beauty, 2005) raccoglie alcune tra le musiche dei porno film afro-americani immessi sul mercato negli anni '70. Si tratta per lo più di musicisti californiani di base a Oakland (zona di fermento politico e ormonale) dove la maggior parte delle pellicole veniva girata. Le informazioni sui masters, riscoperti meno di dieci anni fa, sono pressochè nulle. Il libretto interno (oltre ad alcune foto ''piccanti'' - come potrete vedere se decidete di fare vostro questo gioiellino -) riporta i nomi dei musicisti coinvolti e precisa che le registrazioni sono state effettuate tra il marzo del 1972 e l'agosto del 1975. Il cd è tutto strumentale (a parte l'ultima sensualissima traccia, in stile Tom Waits black) e le sette jam funky soul qui contenute risultano, peraltro per ragioni di copione, extralunghe. Disco bellissimo, e preziosa chicca da beccare al volo.
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Altro disco maniacale e feticista come pochi, ma altrettanto imperdibile, è Super Bad Super Black-Can Y'All Dig that? Original Radio Spots for the People (West Management Music, 2003). Ovvero 54 spot radiofonici originali di film blaxploitation (e annessi/connessi vari). Durata media di ciascun trailer: 1 minuto. Ascoltati in sequenza, con quelle voci impostate, con frammenti di colonna sonora originale ultrafunk, sventagliate di mitra e dialoghi originali, si trasformano in un flash senza pari. Una spece di pellicola in progress, in perenne cambiamento. I film: da Shaft (''Shaft il detective'') a Trouble Man (''Detective G''), da Black Caesar (''Black Caesar e il padrino nero'') a Slaughter's Big Rip Off (''Un duro al servizio della polizia'') fino a Lady Sings the Blues (''La signora del blues''). Ovviamente non c'è tutto, visto che mancano Superfly, Across 110th Street (''Rubare alla mafia è un suicidio''), Foxy Brown ecc. Quello che c'è, però, basta e travolge. Spesso gli annunciatori si ripetono, creando un trait d'union esilarante, con quelle intonazioni da fine del mondo che vagano da una pellicola all'altra. In fondo la blaxploitation fu, con le debite differenze, uno spaghetti western urbano, cinico, implacabile ma anche tanto, ma tanto ironico. Come quando in Fridey Foster, Pam Grier è introdotta così: ''Never fear, Pam Grier is here''. Anche in questo caso, una chicca imperdibile.
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2 commenti:

  1. Fantastico!

    Da appassionato della Blaxploitation non posso che esserne felice.

    Grande!

    Saluts

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  2. Grazie, grazie, grazie! (anche per l'add tra i lettori fissi) e scusa per la risposta non proprio tempestiva. A proposito di blaxploitation, presto potrebbero arrivare nuove chicche... Intanto, anche se è probabile che tu già lo conosca, da grande appassionato del filone quale sei, vorrei segnalarti questo:

    http://www.blaxploitationpride.org/

    Ciao e a presto!

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