lunedì 19 aprile 2010

Black Pearls: Soul Stomp!

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Soul Stomp!!!
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Siamo nella seconda metà degli anni Sessanta, quando James Brown si era guadagnato la fama di ''the hardest working man in show business''. Una intera generazione di musicisti era pronta a seguire il suo esempio, pronta a trasformare l'energia del rhythm and blues in sudore funk. I ritmi si facevano più concitati e nelle canzoni i riferimenti sessuali e politici divenivano via via sempre più espliciti. Il funk diventava il nuovo suono metropolitano, e se ne stavano accorgendo tutti. All'inizio i suoni erano grezzi, rocciosi; i riff tanto brutali quanto eccitanti. Lo strumento principe del funk di quegli anni (1967-169) era la chitarra. Usata sempre ritmicamente, a sottolineare fin da subito il fatto che il funk era una musica che nel ritmo aveva il suo centro vocale, la chitarra dava all'impasto sonoro una impronta che, oggi, definiremmo ''garage''. Come nel ''Garage-punk'' dei teenager bianchi del '65, solo che qui al posto del rock'n'roll, alla radice delle melodie c'erano il soul e il rhythm'n'blues. ''Garage-funk'' potremmo dire. Una costellazione di quarantacinque giri registrati da brutti sporchi e cattivi del suono afroamericano di quegli anni. Qualcuno di loro sarebbe poi riuscito a conquistarsi un posto al sole nello stardom della black music; qualche altro sarebbe sparito dalla circolazione dopo un paio di canzoni formidabili ma sparite nel mucchio. A questi ultimi in particolare erano dedicate alcune delle raccolte della Stomp (che all'epoca era una sotto-etichetta della Crypt) come ''Pow City!'', ''The Get It!'' e ''Soul Stomp!'' (uscita in edizione limitata e che vi propongo in questo spazio): una serie di brani che ci raccontano il suono del funk più ''primitivo'': bassa fedeltà ad alta energia. E divertimento, tanto divertimento: una gran voglia di fare festa, ballare ed urlare ''pop-corn'' sul tempo sincopato. Brutale party-music, insomma, roba che dovrebbe risultare appetibile non solo agli appassionati di black-music, ma anche a quanti amano fare head-banging sui vecchi riff dei Sonics o lasciano andare le gambe sui rutmi più elettronici della nostra attualità. All Night Soul Stomp! Dancefloor Boogaloo Romp! (Stomp, 1998)
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