giovedì 29 aprile 2010

Memorie dal sottosuolo: País Tropical

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La scena musicale brasiliana nella seconda metà degli anni '60 è un crogiolo di stili e di esperienze diverse. Il samba, la musica tradizionale del paese, è più vivo che mai (soprattutto grazie al samba de escola, celebre colonna sonora del Carnevale, ma anche attraverso le samba-cançoes, le canzoni che si scrivevano per essere cantate tutto l'anno). La bossa nova, geniale fusione fra armonie jazz e ritmo brasiliano, ha ormai guadagnato la popolarità in tutto il mondo per merito di artisti come João Gilberto, Tom Jobim e Vinicius De Moraes, ma in patria sembra attraversare un momento di pausa, nonostante i successi di Chico Buarque de Hollanda. L'esplosione del pop e del rock di matrice inglese e americana (Beatles, Hendrix ...) ha prodotto i suoi effetti anche in Brasile con il movimento della Jovem Guarda (di cui Roberto Carlos è l'esponente più noto), che raccoglie enormi consensi fra gli adolescenti e che viene propagandato come "la nuova musica", in contrasto con il samba e la bossa nova.
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Data l'importanza della musica nella vita e nel costume del Brasile, il confronto fra i diversi stili diventa argomento di grande interesse popolare. I cantanti si sfidano di continuo nei numerosi festival musicali, con uno straordinario seguito di pubblico. Gli artisti più famosi appaiono spesso in televisione, e non di rado sono essi stessi conduttori televisivi. Anche i concorsi riservati ai cantanti esordienti iniziano ad avere il loro seguito, e di tanto in tanto producono qualche canzone o artista di grande successo (come ad esempio, nel caso di Jorge Ben). E' in questo contesto, pieno di passione e di fermento, che il Brasile scopre il Tropicalismo, probabilmente l'ultimo grande movimento culturale brasiliano. Il nome del movimento deriva dall'istallazione ''Tropicalia'' di Helio Oiticia, presentata nel 1967 nel Museo di Arte Moderna a Rio de Janeiro: un labirinto e un percorso costeggiato da piante tropicali e invaso da suoni di uccelli che poi, a un certo punto, termina in un vicolo cieco di fronte al quale campeggia un televisore, naturalmente acceso.
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''Tropicalia'' di Helio Oiticia
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L'idea che stà alla base di questo movimento, nato ufficialmente nel 1967, è semplice e rivoluzionaria al tempo stesso. Anziché limitarsi a coltivare la tradizione brasiliana, l'artista deve aprirsi a quanto arriva dall'estero (da fuori), assimilare l'esperienza straniera e ricrearla con elementi locali, riproducendo qualcosa di assolutamente autonomo nello stile e nei riferimenti culturali, e che allo stesso tempo possa funzionare come prodotto d'esportazione. La metafora, ripresa da un movimento culturale degli anni '20, è quella dell'antropofagismo (il Manifesto Antropofago di Oswald de Andrade): le nuove tendenze provenienti dall'estero vanno divorate ed assimilate, per poi confluire (naturalmente) nella produzione artistica del paese.
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Caetano e Gil
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Le figure più rappresentative del movimento sono, da subito, quattro artisti di Bahia, all'epoca tutti giovanissimi. Caetano Veloso, il filosofo del movimento, autore di canzoni memorabili, cantante raffinato e trasgressivo al tempo stesso; Gilberto Gil, chitarrista e compositore di enorme talento, l'anima africana del gruppo; Gal Costa, dotata di una bellissima voce calda e rotonda, di derivazione bossanoviana; Maria Bethânia, sorella di Caetano, interprete appassionata e intensa, dalla proverbiale presenza scenica.
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Gal
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I primi tre, in particolare, regaleranno sei album al tropicalismo (due a testa tra il 1968 e il 1969, tutti bellissimi - vedi discografia sotto), tutti intitolati semplicemente con il nome dell'artista, e dove l'idea del movimento e della collettività giocano un ruolo preponderante (rimanendo quindi fedeli ai presupposti estetici ed etici del movimento come vedremo).
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Il Tropicalismo esplode in particolare con due canzoni: ''Domingo no Parque'' di Gil e ''Alegria Alegria'' di Caetano (inserite nei rispettivi album omonimi del 1968), primo vero deflagrante manifestarsi della cultura tropicalista (Camminando controvento / Senza un fazzoletto, senza un documento / Nel sole di quasi dicembre / Io vado / Il sole si sparpaglia incrimini /Astronavi, guerriglieri / Bellissime Cardinali / Nelle facce dei presenti /Nei grandi baci d'amore / In denti, gambe, bandiere / Bomba e Brigitte Bardot).
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Affascinati e allo stesso tempo in rottura con i grandi della bossa, in particolare Jobin e Joao Gilberto, Veloso e i suoi amici tropicalisti operano un capovolgimento che fa leva su un doppio movimento, solo in apparenza contraddittorio (e ritorniamo al concetto di antropofagismo a cui si accennava appena sopra): rianimare una tradizione selvaggia e popolare (per esempio le sambe dei quartieri bassi o i boleri delle strade malfamate) occultata dalla squisita delicatezza della bossa, ma anche aprire la musica brasiliana a ciò che le è estraneo, cioè ad altri ritmi, suoni, stili (in particolare il pop, la psichedelia, il jazz). Tra l'altro i tropicalisti rimproverano ai loro brillanti predecessori il loro atteggiamento politicamente abbastanza sulla difensiva e fanno della loro musica una vera e propria arma di contestazione.
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Indubbiamente il Tropicalismo, (''un movimento di provocazione, una mitragliatrice sulla vita intellettuale del paese'' ricorderà Veloso) trova il suo senso perchè nasce e si sviluppa in un Brasile soffocato da una dittatura militare, dove la cultura ha bisogno di essere profondamente svecchiata da incrostazioni e conservatorismi. Ma il tropicalismo è anche un movimento musicale e i suoi obiettivi, oltre che i comportamenti, riguardano il mondo delle canzoni. Già il fatto che Gil e Caetano, come Gal Costa e Mara Bethania provengano dal Nordeste, cioè dallo stato di Bahia, rappresenta una novità in un ambiente musicale dominato dalla musica carioca, cioè la musica di Rio de Janeiro. Non solo, ma la loro voglia di rinnovare utilizzando elementi esterni li porta a interagire con altri personaggi che vanno rivelandosi in quelli stessi anni, come il grande cantautore Milton Nascimento (che però procede sempre un po' per conto proprio, almeno rispetto al tropicalismo), Jorge Ben (lui si, grande simpatizzante del movimento, in sintonia soprattutto con l'anima profandamente aficana di Gilberto Gil) e soprattutto l'ecclettico e geniale Tom Ze.
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Nel 1968 arriva il primo (citato omonimo) album di Veloso (disco che succede a ''Domingo'', realizzato in coppia con Gal Costa nel 1966), dove nel testo che lo accompagna il cantautore scrive: ''Chi oserebbe dedicare questo album a Joao Gilberto?''. Il fascino del disco (dalla coloratissima e tropicalissima copertina) risiede esattamente nell'accozzaglia psichedelica e nella mescolanza disordinata di influenze brasiliane, rock o persino indiane, cosa che non impedisce affatto alla bellezza delle canzoni e degli arrangiamenti di dispiegarsi con una ricchezza e una foga eccezzionali in ballate come ''Clarice'', in curiose canzoni come ''Anunciação'', o in strani inni come la bellissima, celebre e emblematica ''Tropicalia'' che apre l'album.
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Introdotto dallo stridio di un violoncello, accompagnato da una percussione, Caetano la dice lunga sulle sue intenzioni: ''Io organizzo il movimento / io oriento il carnevale / io inauguro il monumento / nell'altopiano centrale del paese ...''. Il disco è il frutto di un montaggio degli elementi musicali più disparati: da quelli più raffinati a quelli più popolari, un lavoro zeppo di suoni e umori. C'è perfino un ''Ave Maria'' cantata tutta in latino accanto a un pezzo caraibico, ''Soy loco por ti America'' con il testo in spagnolo. Gil, l'amico di sempre, l'altro grande ideologo del nuovo movimento tropicalista, collabora a una fetta cospicua dei dodici pezzi. Gal partecipa ancora una volta. Insomma è la prova che il talento di Veloso non vuole conoscere confini o limitazioni di sorta. In ogni caso il tropicalismo risveglia la musica e tutta la cultura brasiliana e propone un'estetica politica cui non manca un rapporto con i mutamenti del cosidetto cinema novo dell'epoca, essendo il 1967 l'anno del film brasiliano più importante del periodo, lo straordinario e furiosamente disordinato Terra Em Trance del grande Glauber Rocha.
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Il 68 è un anno intensissimo per i tropicalisti, ma soprattutto è l'anno del manifesto rivoluzionario: ''Tropicalia ou Panis et Circenses'', un disco collettivo a cui prendono parte quasi tutti gli artisti appartenenti al movimento: oltre a Caetano, Gil, Gal, intervengono gli Os Mutantes (quattro dischi dal 1968 al 1971, portano le chitarre elettriche all'interno della MPB - ''musica popular brasileira'' - i ''Mutanti'' vengono scoperti dopo aver registrato un ''jingle'' pubblicitario per la Shell, inserito nel loro omonimo disco, ''Os Mutantes'');
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il cantautore Tom Zé (geniale autore troppo a lungo dimenticato, esordisce in quello stesso anno con il fantastico ''Tom Ze, Grande Liquidação'' - a parer mio una delle vette del tropicalismo - disco che metabolizza e riesce a far convivere magicamente la MPB con suoni d'ogni tipo: dai B-Movies, alle orchestrazioni circensi passando per la musica atonale e altro ancora);
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la cantante Nara Leão (menzione per ''Nara Leao'' del 1968 e ''Coisas Do Mondo'' del 1969), proveniente come Gal Costa dalla bossa nova; l'arrangiatore Rogério Duprat (''A Banda Tropicallista do Duprait'' è un altro lavoro collettivo che raccoglie molte produzioni dello stesso Duprat insieme ad alcune cover da lui orchestrate); e infine il poeta Torquato Neto.
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''Ou Panis Et Circenses'' ha già nel titolo la definizione della sua importanza, sia come legittimazione del movimento, sia per quanto concerne l'uso di quella frase latina, che riporta all'epoca dell'Impero Romano. ''Pane e circo rappresentavano la strategia di seduzione usata dagli imperatori per evitare le rivolte popolari. Assicurando cibo e divertimento, il popolo canalizza la rivolta contro l'oppressione attraverso la catarsi liberata negli spettacoli''. Come a voler dire che per i tropicalisti, la dittatura militare è un regime che attraverso il calcio e il carnevale riesce a tenere buono il popolo. Per quanto riguarda l'aspetto musicale, il disco contiene dodici ottimi brani che si dividono tra interpretazioni a nome di singoli e collaborazioni a più mani (tracklist qui) e cannibalizza impunemente tradizioni folkloriche e psichedelia, canzone popolare e avanguardia, bossanova, funk e quant'altro.
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Il '68 è anche l'anno di ''Proibido proibir'', canzone di Veloso (importante più che altro da un punto di vista simbolico, essendo uno degli slogan del movimento) che si rifà al Maggio francese. Caetano la presenta nel mese di Settembre al Teatro dell'Università Cattolica nel corso del terzo festival internazionale della canzone. Il risultato è che la sua provocazione viene accolta male dal pubblico che lo sommerge di fischi e grida. Lui risponde aggressivo, attaccando la giuria del festival e gli stessi spettatori: ''Non capite nulla! Ma che gioventù è questa! Non conterete mai niente! ... La giuria è fatta di incompetenti. Escludetemi dalla classifica insieme con Gil!''. Anche se Veloso è pienamente cosciente di aver messo in scena soltanto una provocazione, i suoi atteggiamenti e quelli dei tropicalisti fanno sensazione nell'ambiente musicale brasiliano, e vengono pesantemente attaccati dalla critica più tradizionalista, che li accusa di tradire l'identità culturale del paese. Soprattutto, il movimento entra in rotta di collisione con i funzionari della giunta militare che governa il paese, e guidata in quegli anni dal generale Arthur da Costa E Silva. L'atteggiamento trasgressivo degli artisti e i testi delle loro canzoni, spesso ispirati ad argomenti di carattere sociale, finiscono quindi nel mirino, dapprima della censura, poi della polizia politica, fino all'arresto di Caetano Veloso e di Gilberto Gil negli ultimi giorni del 1968. I due amici restano dietro alle sbarre per due mesi. Non viene fornita nessuna motivazione ufficiale, se non quelle generiche di insulto alla bandiera brasiliana. Finita la detenzione vengono mandati a Salvador, sotto libertà vigilata e lontano dalle città ''calde'', Sao Paulo e rio de Janeiro.
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E' in questo periodo che Caetano realizza il suo secondo disco omonimo (dello stesso periodo sono anche l'altro ''Gilberto Gil'', e i primi due dischi di Gal Costa - video -, ''Gal Costa'' e ''Gal'', tutti del 1969 e tutti bellissimi). Lo registra a Salvador solo con l'accompagnamento della chitarra di Gil, poi manda il nastro a San Paolo dove Rogerio Duprat aggiunge gli arrangiamenti. E' un album che si presenta in modo spartano: basta con le copertine colorate, questa è assolutamente bianca e porta soltanto la firma dell'autore. E' un disco ispiratissimo anche se, per certi versi, meno radicale rispetto ai precedenti.
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Ci sono anche due brani con il testo in inglese, in qualche modo una sorta di premonizione. Infatti, di li a poco, per Caetano Veloso e Gilberto Gil, si sarebbe aperta la strada dell'esilio europeo (con breve tappe a Lisbona e Parigi) e in particolare londinese. Prima di partire, i due ottengono dalle autorità il permesso di tenere due concerti a Salvador de Bahia per pagarsi il biglietto aereo e i primi mesi di esilio: nel teatro Castro Alves, per ascoltare i due ''sovversivi'' accompagnati da un gruppo elettrico, si raduna una folla enorme. Lo show, pur in un clima teso e di dolore per l'imminente partenza, è un gran successo. Di quello spettacolo esiste anche una registrazione discografica, pubblicata un paio d'anni dopo dalla Philips brasiliana con il titolo di ''Barra 69''. Registrato su un portatile, il disco è veramente inascoltabile per quanto riguarda la qualità sonora, ma ciò non di meno rappresenta un documento davvero prezioso e sancisce la fine di un epoca..
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Terminato il concerto, la polizia li preleva e li scorta all'aeroporto. L'esilio a Londra dura due anni, e dà a Caetano e a Gil l'occasione di conoscere più profondamente la musica europea. Entrambi (anche se con umori distinti) studiano, registrano dischi fantastici, suonano dal vivo, prendono confidenza con la lingua inglese (ma questa è un'altra storia che meriterebbe il suo giusto spazio per essere raccontata): alla fine dell'esilio, nel 1972, sono pronti per rilanciare la loro musica e le loro idee in una forma più matura, senza gli atteggiamenti trasgressivi degli anni precedenti, ma con una maggior consapevolezza.
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Appena tornati in Brasile, Caetano e Gil si rimettono al lavoro, cercando la collaborazione con altri artisti: Caetano tiene due storici concerti con Chico Buarque de Hollanda nello stesso teatro di Salvador dell'ultimo concerto prima dell'esilio, mentre Gil inizia a collaborare con Jorge Ben, quasi a voler recuperare le comuni radici africane. Alcuni degli album registrati proprio in quegli anni restano fra le loro cose migliori. Soprattutto il rinsaldato legame fra i quattro bahiani nello storico tour che porterà al disco (e documentario) ''Doces Bárbaros'' dimostra ai brasiliani che il tropicalismo, in qualche modo, è ancora vivo. Anche in quella occasione non mancano le polemiche e le interferenze della censura: il tour viene interrotto dalla polizia per via dei testi di alcune canzoni ma, ripreso quasi subito, viene portato a buon fine. Da quel momento in avanti, ciascuno dei quattro prende la propria strada, e oggi sono tutti ancora felicemente in attività. Gal Costa e Maria Bethânia sono ormai due signore della musica brasiliana: due interpreti raffinate, ciascuna con il suo stile, entrambe in grado di interpretare ai massimi livelli sia i grandi classici internazionali che la musica tradizionale del Brasile. Gilberto Gil, dopo un periodo di scarsa vena negli anni '80, ha ritrovato mordente da alcuni anni a questa parte con alcuni album interessanti, oltre ad essere stato ministro della cultura nel governo guidato da Ignacio Lula da Silva. Caetano Veloso, fra tutti, è quello che ha ottenuto i migliori risultati artistici, producendo numerosi album di grande spessore e guadagnando una popolarità sempre maggiore, fino ad essere considerato oggi una sorta di ambasciatore della musica brasiliana in tutto il mondo. E il Tropicalismo ha attecchito anche nelle generazioni successive: i migliori musicisti del Brasile di oggi si richiamano spesso ai principi del movimento, e non hanno paura di sperimentare forme musicali nuove, mescolando le esperienze internazionali con la tradizione del loro paese.
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Per concludere mi sembra doveroso segnalare almeno ''Tropicalia' - A Brazilian Revolution In Sound'' una stupefacente retrospettiva, perfetta sia per i neofiti (io inizierei proprio da qui) che per i cultori, uscita alla fine 2005 e assemblata con maetria dalla Soul Jazz, corredata anche da uno splendido booklet di 50 pagine, zeppo di note impeccabili e di alcune rarissime foto d'epoca che docomentano una delle stagioni più creative, influenti e eccitanti della musica brasiliana che si consumò nel breve volgere di un paio d'anni (1967-69) ma che così tanto ha saputo dare e trasmettere a intere, successive generazioni di musicisti in tutto il mondo. Se dovessi dare un voto a questa antologia?: 9.

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Tracklist - Download
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Ricapitolando:
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Tropicalismo 1967-1969 - discografia essenziale
Tropicalia: Ou Panis Et Circensis (Philips, 1968) [dwl]
Caetano Veloso: Caetano Veloso (Philips, 1968) [dwl]
Caetano Veloso: Caetano Veloso (Philips, 1969) [dwl]
Gilberto Gil: Gilberto Gil (Philips, 1968) [dwl]
Gilberto Gil: Gilberto Gil (Philips, 1969) [dwl]
Caetano Veloso/Gilberto Gil: Barra 69 (Philips, 1972) [dwl]
Gal Costa: Gal Costa (Phillips, 1969) [dwl]
Gal Costa: Gal (Philips, 1969) [dwl]
Os Mutantes: Os Mutantes (Polydor, 1968) [dwl]
Os Mutantes: Mutantes (Polydor, 1969) [dwl]
Tom Ze:Grande Liquidação (Rozenblit, 1968) [dwl]
Nara Leão: Nara Leao (Philips, 1968) [dwl]
Nara Leão: Coisas do Mundo (Philips, 1969) [dwl]
A Banda Tropicalista do Duprat: s/t (Philips, 1968) [dwl]
Jorge Ben - Jorge Ben (Philips, 1969) [dwl]
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Un paio di libri:
Calado Carlos: Tropicália. Storia di una riv. musicale (Arcana 2004)
Caetano Veloso: Verità Tropicale (Feltrinelli)
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Altre
Tropicalia
Un saggio di Christopher Dunn
Brazil, a tropical revolution (Documentario)
Radio Web MACBA Special Podcast
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Player tropicalista


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2 commenti:

  1. Hai intenzione di farmi morire VERO??? :P

    Ben fatto, retrospettiva super! Molte cose già le avevo, ma altrettante no! Fantastico, ora ho più musica da sentire che tempo per ascoltarla :D

    Grazie, as usual :)

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  2. grande bel post! ho pure trovato cose di cui ignoravo l'esistenza...complimenti!!!

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