domenica 25 giugno 2017
People Rocksteady
martedì 4 aprile 2017
Reggae Beat Goes Woman
Tracklist
01 - SONYA SPENCE - Let Love Flow On - Da (High Note Records, 1981)
venerdì 9 novembre 2012
Il Nuovo Giardino Magnetico presents ''Dub Aggroovators''
02 - BUNNY LEE & AGGROVATORS - Dub Will Change Your Mind - da (King Spinna R, 2012)
03 - PRINCE ALLA - Funeral Dub - da (Kingston Sounds, 2012)
04 - THE CONGOS - Take It To Dub - da (Jamaican Recordings, 2012)
05 - SLY & ROBBIE - The Bomber - da (Groove Attack Productions, 2012)
06 - PRINCE FATTY - Walking In The Sand Dub - da (Mr Bongo, 2012)
09 - THE CONGOS - Citizen Dub - da (Jamaican Recordings, 2012)
10 - DENNIS BOVELL - Afreecan (feat. I Roy) - da (Pressure Sounds, 2012)
11 - TECH ROOTS DYNAMICS & ALIEN DREAD - Abysinnian Dub - da (Reggae Retro, 2012)
12 - PRINCE FATTY - That Very Night Dub - da (Mr Bongo, 2012)
13 - KING TUBBY - 95 North Dub - da (Comp.; Roots Records, 2012)
14 - LEE SCRATCH PERRY & ERM - Shuffle - da ''Humanicity'' (ERM, 2012)
15 - REVOLUTIONARIES - Key Dub Vs 2 - da (Reggae Retro, 2012)
16 - SCIENTIST meets MAD PROFESSOR - Send Them Dub - da (Jamaican Rec, 2011)
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domenica 4 novembre 2012
No boast, no toast, i am the utmost
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A conti fatti può sembrare strano che colui che ''è stato capace di creare uno stile così unico e inimitabile, tanto dal punto di vista vocale quanto da quello dell’immagine'' (parole del musicologo giamaicano Bunny Goodison) abbia fornito un apporto discografico così limitato, ma sembra che Hugly Joe preferisse i set agli studi, e anche negli ultimi anni si era prestato, con piacere, a qualche sporadica apparizione in contesti festaioli e/o festivalieri, ultima delle quali a Saint Luis, in Brasile, dove si era recato prima che il male lo colpisse inesorabilmente al suo ritorno in patria e che il referto medico stabilisse il fatale avanzamento del tumore che se l'è portato via.
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lunedì 29 ottobre 2012
Lo stregone del reggae
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sabato 10 marzo 2012
Batteria e Basso: Rhythm Killers!
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domenica 22 gennaio 2012
Extra Reggae
Your Light Like White Lightning, Your Light Like A Laser Beam è il fantastico debutto sulla lunga durata per Extra Classic, combo californiano costituito da musicisti fuoriusciti da alcuni gruppi della galassia indie-pop della Bay Area (The Donkeys, Fruit Bats,Papercuts e The Anniversary) che danno vita a questo particolare e inedito progetto lanciato dal proprietario della Manimal Vinyl, Paul Beahan, che attraverso un equipaggiamento rigorosamente sessanta/settanta e prestando fede all’estetica vintage dei grandi producer giamaicani, ci propone una credibile riedizione di reggae roots e esteca occidentale. Una giungla di suoni stimolante in cui, oltre a rigogliosi ritmi in levare (le solite camere d'eco dub alla Lee Perry), confluiscono echi west coast (sunshine pop californiano, corredo hippy) chitarre pseudo funkadeliche e richiami al soul della Motown. E po c'è il cantato della tastierista Adrianne “Dri” Verhoeven che, soprattutto laddove la sezione ritmica si fà un po' più vigorosa, non può non richiamare alla memoria alcune band post punk della Londra di fine anni Settanta (si pensi ad esempio alle Slits). Ciò che però sorprende di questo lavoro è il modo in cui tutto convive e si combina in un unicum di gran classe, dovuto tanto a una certa perizia produttiva quanto alla capacità del gruppo di metabolizzare i suoni e farli propri, restituendoci un risultato non solo estremamente originale, ma anche assolutamente godile.
giovedì 28 aprile 2011
Dread In A Babylon, Spiritual Reggae 1975-79
lunedì 28 febbraio 2011
Good Vibrations, African Revolutions
lunedì 1 novembre 2010
Una discografia in levare [speciale]: Red Rose For Mr Isaacs
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| Gregory Isaacs: The Winner, The Roots Of G.I. 1968-1978 (Trojan, 2009) |
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| Gregory Isaacs: Mr Isaacs |
giovedì 23 settembre 2010
Inferni in fiore
tracklist - dwl
tracklist - dwlmercoledì 12 maggio 2010
Medicine Smoke
MADLIB
Medicine Show No. 4: 420 Chalice All Stars

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Blunted in the Bomb Shelter mix
Alla faccia del grande Zorn! Prosegue alla considerevolissima velocità (non della luce, ma pur sempre) di un disco al mese il viaggio globale e multiculturale di quel genietto di Madlib con il suo progetto Medicine Show (senza contare tutto il resto), che a quest'ora starà già preparando le valige per un nuovo approdo (ehmm, dovrei vedere dove esattamente) non prima però di averci lasciato il suo collage di umori giamaicani (canne a parte) nel notevole ''The Medicine Show No. 4: 420 Chalice All Stars'' (lo avevo anticipato qui): ''Madlib doesn't limit himself to one style in this overflowing platter: all Jamaican flavors are evident, from the speedy Ska of the mid '60s to the dark Dub of the early '70s to rollicking Funk from some of Jamaica's best''. C'è anche da dire che il buon Otis non è certo nuovo a operazioni di questo tipo, visto che già nel 2002 (pensate un po') ci deliziò con i 40 frammenti di quest'altro ''Blunted in the Bomb Shelter Mix''.
lunedì 5 aprile 2010
Black Pearls: Work Your Soul
Work Your Soul
Non tutto quello che viene dalla Giamaica è immediatamente connotabile come reggae. Tanto meno, riferendosi agli anni Sessanta, come ska o come rocksteady. C'è stato e continua ad esserci molto soul a Kingston, anche nella sua metamorfosi northern tipica degli anni Sessanta. In particolare, al northern soul veloce e ritmato, stracolmo di fiati è dedicata Work Your Soul - Jamaica 60's Northern 1966-1974 (Trojan, 2003), raccolta micidiale che documenta l'insospettabile. Ad esempio Jimmy Cliff, cantante nato in ambito ska e passato al mondo del reggae classico con Wonderful World Beautiful People e la straconosciuta The Harder They Come, che nel 1968 tira giù Let's Dance, molto ''uptempo'' e sparatissima (video/ascolto qui sotto).
La raccolta racconta come il soul sia confluito ad esempio, in maniera determinante nelle produzioni rocksteady, genere molto più lento e sensuale rispetto allo ska che prendeva nome da Get Ready to Rock Steady, classico di Alton Ellis (qui con Girl I've Got A Date), al cuore dei ''passaggi soul'' in Giamaica. Lo stesso dicasi per Desmond Dekker, signore dello ska, divorato dai mod inglesi, che in I've Got the Blues omaggia Dyke & the Blazers. Accanto a questi nomi più noti un manipolo di misconosciuti soul brothers giamaicani che non ottennero nessun riscontro commercile. Ovviamente nel cd la Giamaica c'è, anche quando non si scorge a primo udito, c'è negli arrangiamenti della batteria o dei fiati, quando cita rocksteady o reggae. Ventiquattro pezzi deliziosi, buone note con profili sui singoli artisti e gruppi. Assolutamente da avere. [tracklist qui]
mercoledì 24 marzo 2010
Una discografia in levare # 3: Earth & Stone

domenica 21 febbraio 2010
Una discografia in levare # 2: The Congos - Heart Of The Congos

All'interno dello studio, la batteria è separata dal resto della sala da un pannello, chitarra e basso sono sul lato destro, a sinistra c'è la tastiera e al centro i microfoni per l'eventuale sezione fiati presente alle prove o alle registrazioni. Il cantante o i cantanti sono separati da un altro pannello plastificato e Perry, gestisce dietro alla sua infernale consolle e registra tutto su un 4 piste. Consederato a ragione uno dei capolavori degli anni Settanta nell'ambito della musica giamaicana, l'album beneficia della grande professionalità degli stessi artisti, ma anche del produttore e dei fonici presenti.
domenica 16 novembre 2008
Una discografia in levare (?): Il "Miracolo" di Bim Sherman
BIM SHERMAN: ACCENNI BIOGRAFICI

Ad un anno di distanza, poi, il successivo Lover Leap offre degli intriganti corollari dub alle proprie illuminazioni vocali. L'esodo londinese viene poi confortato dall'incontro con con Horace Andy (Bim Sherman Meets Horace Andy And U Black) e definitivamente integrato nelle vicende della On-U-Sound di Adrian Sherwood. E' l'incontro con il giovane bianco londinese, miscelatore di suoni, innamorato del reggae, a segnare la svolta. Un sodalizio che si sarebbe rivelato indissolubile con l’etichetta di Sherwood, che intanto stava ridisegnando il suono del reggae, del dub, estendendone i confini, ibridandolo, asservendogli la tecnologia, esplorandone le possibilità e dove le dilatazioni dub incontravano la versione tecnologica di suggestioni africane, sciamaniche in una personalissima alchimia. Il capitolo inaugurale e finale di questo sodalizio furono Across The Red Sea (1981) e l'irrinunciabile Miracle (scheda sotto) del 1995. Jarrett Tomlinson, in arte Bim 'Lion' Sherman, è morto a Londra a causa di un cancro il 17 Novembre 2000 all’età di 48 anni. L' improvvisa scomparsa dell' artista ha interrotto ogni altra possibile direzione a quelle già intraprese. Un miracolo, in ogni caso ce l'ha lasciato.
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| Miracle |














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