venerdì 16 ottobre 2009

Note dal sottosuolo: La musica dei garifuna

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Andy Palacio si è spento improvvisamente il 19 gennaio del 2008. Era la voce dei garifuna, un popolo afrocaraibico nato dai naufragi. Nel 1635 e poi ancora nel 1675 alcune imbarcazioni spagnole che trasportavano schiavi provenienti dall'Africa occidentale naufragarono a largo di St. Vincent, un'isola delle Piccole Antille. Qui, dall'incontro degli africani con gli arawak e i caribe venezuelani, nascono i garinagu, oggi noti come garifuna.
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St. Vicent island
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Ben presto gli abitanti locali vengono coinvolti nelle guerre coloniali, e quando nel 1763 gli inglesi invadono l'isola, i garifuna si schierano con i francesi, con i quali intrattenevano già relazioni commerciali. La guerra dura più di trent'anni, e malgrado i francesi si siano già arresi, la popolazione locale continua a combattere. Per piegarne la resistenza gli inglesi fanno letteralmente terra bruciata, e dopo la vittoria definitiva, che ottengono nel 1796, separano gli abitanti con i tratti più africani dagli altri e li deportano a Roatan, un'isola a largo dell'Honduras. Partono in 4.000, ma solo la metà sopravvive al viaggio. Dato che l'isola non offre sufficenti possibilità di sostentamento, i garifuna chiedono e ottengono dagli spagnoli il permesso di stabilirsi in terraferma, dove vengono impiegati come soldati, e si diffondono lungo la costa atlantica. Oggi la presenza dei garifuna nei diversi paesi dell'America centrale, principalmente in Honduras, Belize, Guatemala e Nicaragua, varia a seconda delle stime tra le 250.000 unità e il mezzo milione, comprendendo i numerosi emigrati negli Usa.
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Nato e cresciuto in Belize nel villaggio di Barranco, nel 1980 Andy Palacio non ancora ventenne, partecipa come volontario a un progetto di alfabetizzazione che lo porta in Nicaragua. Durante quel viaggio scopre lo stato di semi estinzione in cui versano la cultura e la lingua garifuna. Deciso a fare il possibile per evitare una simile evoluzione del suo paese, Palacio coltiva l'interesse per la musica della sua gente. Nel 1988 comincia ad affermarsi in campo musicale con il cosidetto ''punta-rock'', un genere ballabile in cui si mescolano rock, ritmi locali e caraibici, dal merengue allo zouk. Nel 1995 incontra il produttore Ivan Duran che lo sosterrà nella sua nuova fase di ricerca musicale. L'incisione di ''Paranda'' nel 1999 apre la strada al nuovo corso musicale e dalla Garifuna all stars nasce il Garifuna Collective, una formazione ''intergenerazionale e transnazionale'' alla quale partecipano tra gli altri il giovane chitarrista hondureño Aurelio Martinez e il veterano Paul Nabor, leggendario compositore ultrasettantenne.
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Aurelio Martinez
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Con loro e altri musicisti, dopo anni di lavoro, nel 2007 Palazio realizza il magnifico ''Wátina'', album che viene accolto dai media britannici e francesi come il miglior cd di world music dell'anno. Wátina è infatti un disco compatto ed emozionante, in cui ritmi garifuna (come paranda, gunjey e dügü) si fondono con l'ispirazione moderna degli artisti. Il suono è caratterizzato dalla forte impronta africana che emerge dal canto e dalle melodie, grazie alle voci in particolare dello stesso Palacio, di Nabor e di Sofia Blanco, che partecipa anche al progetto di Umalali (vedi sotto), un disco dedicato alle canzoni delle donne garifuna. Tutto si basa oltre che sulle percussioni, in particolare i tamburi tradizionali, sulle chitarre, lontanissime dai cliché caraibici e attratte dalle tinte oscure a cui ci hanno abituato gruppi come Calexico, ma capaci anche di sguizzi spensierati, ad esempio quando flirtano con il reggae. Wátina, cantato interamente in garifuna, esprime una forte carica umana, dovuta anche al fatto che la sua registrazione in Belize, nel piccolo villaggio di Hopkins in riva al mare, ha costituito un'intensa esperienza comunitaria per i musicisti.
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Hopkins
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Le canzoni prendono spunto da episodi di vita comune, da riflessioni sulla vita, ma anche dall'emarginazione che i garifuna soffrono in paesi come il vicino Honduras dove i loro territori sono minacciati da villaggi turistici di lusso: ''Facevo una gita al fiume, presso Miami, i soldati mi hanno circondato, mi hanno scacciato neppure a Miami c'è un posto per me''. Andy Palacio, nominato ambasciatore culturale del suo paese nel 2004 e successivamente anche ''Artista per la pace'' dall'Unesco, si prefiggeva di continuare la sua attività di promotore culturale e aveva detto di voler realizzare qualcosa di meglio del già incredibile Wátina entro il 2009. Pultroppo il suo vascello si è arenato troppo presto e dobbiamo dirgli, con le parole di una canzone di Paul Nabor, ''Ayó da'', addio amico.
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Tre ''garifuna'' da cercare:
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Aurelio Martinez: Garifuna Soul (Stonetree Records, 2006)
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C'é qualcosa di molto fresco ed eccitante nella paranda (la musica del popolo caraibico dei garifuna, appunto) di Aurelio Martinez. Dopo un doveroso tributo alla musica africana, con un semplice dialogo vocale, accompagnato dal suono metallico del garaon (percussione tipica garifuna), nell'emozionante introduzione di Santo negro, vengono messe in primo piano tutte le influenze ispanoamericane della paranda, che Martinez sa miscelare con grande equilibrio. Originario dell'Honduras, ma lanciato dall'etichetta del Belize Stonetree Records, Martinez, come Palacio, evoca le origini del popolo garifuna segnate dall'incontro degli schiavi africani e degli indiani caraibici.
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Andy Palacio & The Garifuna Collective: Wáitina (Cumbancha, 2007)
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Ne abbiamo parlato sopra: un Palacio maturo si cala nei panni di portabandiera della vera cultura garifuna, e attraverso questo disco mira con fierezza a preservarne caratteristiche sociali, linguistiche e musicli. Palazio ha una voce emozionata che trascina e un produttore come Ivan Duran che lo appoggia e assiste. La loro resta musica pop che può evocare più di un nome, ma con una consapevolezza di tradizioni semi-estinte che ne arricchisce il suono e il senso. Struttura leggera, musicisti affiatati, atmosfera naturale e rilassata. Un disco che sorprende.
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Umalali: The Garifuna Women's Project (Cumbancha, 2008)
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Il compianto Andy Palacio ha introdotto il pubblico internazionale ai ritmi e alle atmosfere dei garifuna. Nella stessa scia si inserisce questo album, che raccoglie alcune delle migliori voci femminili della regione dei garifuna stessi, che va dal Belize al Guatemala all'Honduras. Nell'album sono raccolte dodici impressionanti voci di donna tra i venti e i cinquant'anni che, accompagnate solo da chitarra e percussioni, ci ricordano perchè la musica di questo popolo è così unica e affascinante.
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