mercoledì 17 marzo 2010

Quarantine the past

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Il vinile di ''Slanted And Enchanted'' me lo regalarono i miei compagni di classe al liceo, nel lontano 1992. In realtà dietro c'era mezzo patto mafioso. Io e il mio amico Diego (dove cazzo sei finito?, fatti vivo!), altro ''flippato'' per la musica, ci accordavamo in precedenza sui regali reciproci, e quando era il momento di fare le collette all'insaputa (presunta) del festeggiato, mano appoggiata al mento e al cospetto dell'intera classe, ce ne uscivamo con frasi del tipo: ''uhm, beh, vedete ragazzi, credo proprio di sapere cosa potrebbe piacere (a tizio ... o a caio), non ne sono del tutto certo, però qualcosa mi fa pensare che potrebbe essere una cosa di suo gradimento....'' ecc ecc. Naturalmente la commedia ci tornava più che utile visto che, evitando di ritrovarci come regalo un paio di mutandine rosse firmate anche dai bidelli (a qualcuno è successo, giuro!), ce ne tornavamo a casa felici con il nostro bel dischetto sottobraccio a mo' di baguette, pronto per essere duplicato in tape e regolarmete passato al compagno di strategia. Quel pomeriggio, poco dopo aver appoggiato il vinile sul piatto, quasi piansi. Era da Surfer Rosa dei Pixies che non provavo le stesse emozioni ascoltando un disco di indie music. Puntualmente mi convertii in un Pavementmaniaco, iniziai a comprare qualsiaci cosa recasse la firma di Stephen Malkmus e compagni (nel frattempo arrivarono altre splendide conferme: un altro piccolo capolavoro come ''Crooked Rain, Crooked Rain''...), dipinsi il loro nome dove capitava (scarpe, magliette, zaini ..., meravigliose debolezze giovanili, oserei dire) fino al punto in cui anche questa assuefazione è andata poco a poco (inevitabilmente e inesorabilmente) scemando.
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PAVEMENT
''Quarantine The Past'' (Matador, 2010) Antologia
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Detto questo non sò fino a che punto possa essere stata una sorpresa constatare l'effetto che ha suscitato in me scoprire, pochi giorni fa, della pubblicazione di questa nuovissima antologia del gruppo: un autentico tuffo al cuore! Scorrendo la scaletta (ancor prima di ascoltare) sò già di cosa si tratta: un piccolo capolavoro che mette in fila 23 memorabili pele di pop obliquo e stralunato. Perchè i Pavement sono stati la più grande band statunitense degli anni Novanta. E' il cuore che parla, adesso, e io ho ancora vent'anni. Evviva!. Correte a comprare questo disco, please! (Per maggiori informazioni a riguardo qui e qui, salut!)


1 commento:

  1. I wanna a range life, if I could settle down...

    ;-)

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