martedì 4 maggio 2010

Brazilian Pearls: London London

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Nelle ultime settimane, come si può notare da alcuni dei post più recenti, ho riacceso la vecchia (in relatà mai sopita) passione per il tropicalismo e in particolare per il grande Veloso (sempre sia lodato!). Con il post sul tropicalismo avevo lasciato in sospeso il periodo dell'esilio londinese di Caetano e Gilberto Gil, ma rimettendomi ad ascoltare i dischi di quel periodo non ho proprio saputo resistere alla tentazione di ritornarci su, riprendendo il filo giusto dove l'avevo interrotto.
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''Dicono che qui sia estate. io sto scrivendo vestito con un immenso giaccone di pelle''. L'autore di ''Alegria Alegria'' sprofonda nella disperazione più nera davanti al divieto di rimettere piede in Brasile: ''Non sono venuto in questa città per essere felice'' dichiara il depresso Caetano, e ci vogliono mesi per attenuare quel primo momento di sconforto e spaesamento. Al contrario, ansioso di integrarsi in fretta nel nuovo ambiente, Gilberto Gil va subito ad iscriversi a un corso di inglese. Esce quasi ogni notte allacciando contatti, ascoltando concerti e inserendosi presto nel giro dei locali. Si fa canne in quantità e comincia a sperimentare anche l'Lsd. Caetano, invece, vive ritirato, evita le droghe, per qualche mese smette persino di comporre. Nelle sue lettere parla adirittura di morte, di nostalgia profonda. Decide di sottoporsi a sedute di analisi. L'esperienza finirà per arricchire ancora di più la sua personalità, ma come detto, ci vuole del tempo prima che l'umore di Veloso inizi a carburare e a sintonizzarsi con la capitale inglese, lo stesso tempo che serve a fargli crescere una lunga barba. Ben presto però, attorno alla ''Cappella Sixteena'' (questo il sarcastico nome che Gil e Caetano scelgono per la loro casa nel quartiere di Chelsea) si forma una sorta di crew della diaspora, e nel giro di poche settimane l'ambiente ricorda già la vivacità dei tempi dell'appartamento di Caetano e Dedè (sua compagna di allora) a San Paolo. In realtà Londra si rivela perfetta per valorizzare e portare alle ultime conseguenze le motivazioni ispirative e le sperimentazioni del tropicalismo.
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Sono, tra l'altro, anni importantissimi per la musica pop e l'Inghilterra è in pieno fermento tra Beatles ormai in via di scioglimento, Rolling Stones, Led Zeppelin, festival all'isola di Wight (hippies, psichedelia, Hendrix...) ecc. Tanto più che il momento di passività sconsolata si accoppia a una fase creativa. Durante l'esilio Veloso realizza due dischi dove fa largo uso della lingua inglese. Il primo, ancora una volta, porta come titolo semplicemente il suo nome. In copertina c'è un primo piano della sua faccia dallo sguardo triste, i capelli lunghi e la barba un po' alla moda hippie. La qualità della musica, anche se venata da una sorta di cupezza, è ancora una volta sorprendente. L'album, straordinario, naturalmente è carico di nostalgia e di dolore,con un afflato a la Nick Drake e con l'accompagnamento dell'uso discreto di percussioni e perfino di archi.
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Caetano Veloso (Philips, 1971)
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Fra le canzoni spicca la dolcissima ''London London'', sorta di cronaca del suo quotidiano londinese: ''Erba verde, occhi azzurri, cielo grigio / Dio benedice dolore silenzio e felicità / Sono venuto qui per dire si e lo dico / mentre i miei occhi cercano in cielo dischi volanti''. Il primo brano, ''A Little More Blue'' è un'altro resoconto del suo esilio: ''Un giorno ho dovuto lasciare il mio paese / spiagge tranquille e palme / quel giorno non ho potuto nemmeno piangere / e dimenticai che fuori ci sarebbero stati altri uomini / una mattina vennero a prendermi per portarmi in prigione / sorrisi e dissi: va bene / ma quella stessa notte da solo / piansi e piansi ancora / Ma oggi, ma oggi, oggi / non so perchè / mi sento un po' più triste di allora.'' C'è anche un riuscitissimo omaggio a sua sorella Maria Bethânia (il pezzo si intitola proprio così) e la canzone si conclude con un violino che accompagna un vocalizzo arabeggiante.
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Fra il primo e il secondo disco londinese c'è una felice parentesi, visto che Caetano ottiene il permesso di un momentaneo ritorno a casa per registrare un programma televisivo insieme a Gil, Gal Costa e João Giberto, il suo idolo di sempre. Tornato in Inghilterra, continua a comporre e a inviare i suoi pezzi alla sorella Bethânia, a Gal Costa, e a Roberto Carlos. Quest'ultimo, molto famoso all'epoca, in cambio gli dedica uno dei suoi successi più grandi: ''Debaixo Dos Caracois Do Seus Cabelos'', che è una sorta di invito a non dimenticare la bellezza del suo paese: ''Un giorno i tuoi piedi toccheranno la sabbia bianca / e l'acqua azzurra del mare bagnerà i tuoi capelli / finestre e porte si apriranno per vederti arrivare e nel sentirti in casa, sorridendo piangerai''.
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Caetano Veloso: Transa (Philips, 1972)
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Arriva anche il suo secondo album in terra straniera, ''Transa'', che verrà lanciato in Brasile contemporaneamente al suo rientro definitivo. E' un lavoro maturo. Forse Caetano ha già capito che l'esilio stà per concludersi, e la sua condizione psicologica fra il primo e il secondo disco, è notevolmente cambiata come dichiarerà lo stesso cantautore: ''Quello che divide nettamente il clima delle due fasi del mio soggiorno a Londra è il primo viaggio di rientro in Brasile. L'idea che avrei potuto ritornare definitivamente mi faceva sentire molto meglio. Così cominciai ad apprezzare Londra e anche ad ascoltare con più attenzione la musica e i versi delle canzoni''. Ad accompagnarlo in ''Transa'' c'è un gruppo ristrettissimo di chitarre e percussioni. Il disco vive di moltissimi spunti. Ci sono omaggi ai Beatles (nei testi della meravigliosa ''It's A Long Way'' e ''Nostalgia''), c'è una sorta di pseudo reggae (''Nine Out Of Ten''), per non parlare delle meravigliose ''Mora na Filosofia'' (samba classico interpretato magistralmente) e ''Triste Bahia'' (sinfonia di circa nove minuti e mezzo di chitarre e percussioni con il testo di Gregorio de Matos Guerra, un poeta bahiano del XVII secolo).
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L'esilio termina all'inizio del 1972. Il rientro è un avvenimento atteso, soprattutto da parte di chi vede in lui e in Gil due simboli dell'opposizione ai militari. Ma Caetano non ci mette molto ad avvisare che non ha alcuna intenzione di essere identificato come leader politico, ha solo voglia di fare la sua musica e starsene tranquillo. Sceglie di vivere a Bahia, in una delle zone più belle di Salvador, la spiaggia di Amaralina.
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1 commento:

  1. Ho la pelle d'oca solo a leggerne. Due dei miei dischi preferiti di Caetano *_*
    Triste Bahia, A little more blue, London London, ma soprattutto Maria Bethania, pezzo a dir poco portentoso, che ascolto quasi ogni sera prima di andare a dormire. Wow :)

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