martedì 26 ottobre 2010

Esotismi umidi a go-go

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Novità alle porte in casa Soundway: stà infatti per uscire ''The Sound Of Siam: Leftfield Luk Thung, Jazz and Molam from Thailand 1964 -1975'' (disponibile il pre-order) un'antologia dalla bella copertina picassiana che amplia gli orizzonti musicali dell'etichetta britannica, che sposta l’attenzione su territori fino a questo momento inesplorati approdando per la prima volta in Asia [...] A unique vantage point to the most experimental period in Thai musical history. The 19 tracks reflect the outcome of a twentieth century journey from Thai classical to Luk Krung and Luk Thung – music that incorporated western influences such as jazz, surf guitar, ballroom and even Latin and African. The music maps changing social demographics, the movement of people, culture and language from countryside to city and all during a period when the record labels were at their most experimental.
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 rakอรอุมา สิงห์ศิริ (onuma singsiri) - สาวอีสานรอรัก (sao isan ro)
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Trattandosi di artisti poco noti al pubblico occidentale ( e del tutto sconosciuti al sottoscritto ), in attesa di mettere le mani sull’antologia, ho cercato di sazziare la mia implacabile curiosità attraverso alcune rapide ricerche, partendo naturalmente dai nomi in scaletta, e sono arrivato alla scoperta di questo esoticissimo blog di musica thailandese e al ''prelievo'' di un paio di lavori (sopra e qui).
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Saigon Rock & Soul (Sublime Frequencies, 2010)
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Rimanendo in quell’area del continente, è curioso constatare come negli anni Sessanta e Settanta i rocker locali facessero il verso a beat, surf, swing, psichedelica, funk e rock’n’roll proponendo immagini esotiche e rassicuranti di se stessi e delle loro musiche tradizionali. Emblematica in questo senso ''Saigon Rock & Soul: Vietnamese Classic Tracks 1968-1974'' antologia da poco licenziata dalla Sublime Frequencies che, come d'abitudine ha sguinzagliato i propri ''cercatori di suoni scricchiolanti'' direttamente in Vietnam per proporci 17 splendidi brani rimasti a lungo inediti, prodotti tra la fine degli anni Sessanta e l’inizio dei Sessanta e recuperati da vecchi e umidi 45 giri o nastri originali dell’epoca.
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Da qualche tempo a questa parte le raccolte di oriental sound, perlopiù sixty e seventeen, sembrano avere, in rete e nei negozi specializzati, un seguito in crescita costante e la Sublime Frequencies è sicuramente una delle etichette più attive da questo punto di vista. Del resto è impossibile resistere (a partire dalle esotiche copertine) al fascino di eccentriche compilation intitolate ''Singapore A-Go-Go'', ''Siamese Soul: Thai Pop Spectacular'', ''Shadow Music of Thailand'', ''Cambodian Cassette Archives: Khmer Folk & Pop Music'' ecc.
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Andando un po' indietro, tra le prime antologie in questo senso ricordiamo almeno la mitica (consigliatissima!) Cambodian Rocks (1996) dell'effimera Parallel World, [ascolta] (e i successivi volumi della Khmer Rocks) o anche quelle della svedese Subliminal Sounds di Thai Beat a Go-Go voll. 12 & 3 (2004-2005). 
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Cambodian Rocks (Parallel World, 1996)
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Rimanendo in Cambogia, è evidente come vicende tragiche quali il colpo di stato appoggiato dagli USA, i bombardamenti ordinati da Nixon sul sentiero di Ho Chi Minh (nel sudest cambogiano) e i relativi echi del conflitto nel vicino Vietnam (con i comunisti cambogiani schierati dalla metà dei '60 con il nord), siano andati di pari passo in quei paesi con una dieta sotterranea di rock, garage e beat evidentemente filtrata attraverso le radio delle forze militari statunitensi.
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Gli stessi programmi radiofonici piombavano dal vicino Vietnam alla Tailandia, dove i marines erano di stanza o vi venivano inviati per eventuali recuperi psicologici. Generalmente quei soldati sostavano nella viziosa Bankok e spesso avevano con sé dischi e radioline. I musicisti locali non impiegarono molto a capire che l’ autoesoticizzazione era anche molto conveniente da un punto di vista economico. In tal senso i cd di ''oriental rock'' servono anche a capire come può funzionare il cosiddetto esotismo al contrario, ovvero come loro, ''gli altri'', finirono per risultare esotici anche in casa propria.
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Thai Beat  A Go-Go Vol.1 (Subliminal Sounds, 2004)
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Thai Beat A Go-Go Vol.2 (Subliminal Sounds, 2004)
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Thai Beat A Go-Go Vol.3 (Subliminal Sounds, 2005)
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E allora ecco alcuni dei più noti cantanti cambogiani alle prese con riff ultrabeat, tutto rigorosamente cantato in khmer o gli equivalenti interpreti femminili tailandesi che rieseguono classici come ''Shake Baby Shake'', ''Louie Louie'' o perle di pop psichedelico europeo come ''Je T'aime Moi Non Plus'' di Serge Gainsbourg.. Dischi che reiterano una tradizione di esotismi che ora il mondo di internet sta contribuendo a rinfocolare.
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3 commenti:

  1. Cosa c'è di più affascinante della scena psych-surf cambogiana dei '60? ;)

    Ho anch'io una raccolta, forse sempre della Sublime Frequencies (sempre sia lodata!), ma nessuna di quelle che hai citato. Ho visto poi sul sito della Soundway che sta per uscire la raccolta sul Siam, che dalla copertina si preannuncia effettivamente fichissima :)

    E dei Dengue Fever cosa ne pensi, a proposito? :)

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  2. Ammetto di aver ascoltato i lavori dei Dengue Fever un po' distrattamente/frettolosamente e l'idea che mi sono fatto è quella di un buon gruppo, ma privo di quello ''scatto'' affascinante dettato dal tempo, e tipico degli arsenali vinilitici dei '60-'70. Siccome però, non mi piace dare giudizi affrettati, coglierò l'occasione e andro' a riprendere in mano i lavori del gruppo californiano.

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  3. Sono d'accordo, eccome. Però sono un gruppo un po' diverso dalle solite indie-bands, e poi hanno realmente viaggiato in quei luoghi e suonato in giro per il sud-est asiatico, quindi sono perlomeno sincerti nella loro passione ;)

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